Realtà aumentata: cos’è, come funziona e come cambierà le nostre vite


realtà aumentata

N°1 GENNAIO 2018

Quadri che prendono vita, occhiali e specchi speciali, riviste interattive, animazioni nel salotto di casa nostra, la realtà aumentata sfrutta la tecnologia dei display mobili per aggiungere informazioni alla realtà che ci circonda.

La realtà aumentata è l’integrazione delle possibilità che ci offrono i cinque sensi con dati digitali di ogni tipo. Le informazioni e le interazioni quotidiane vengono quindi arricchite e potenziate grazie ad applicazioni che stanno prendendo piede sul mercato dell’ hi-tech.

Da non confondere con la realtà virtuale; quest’ultima crea un mondo artificiale attorno a noi e ci immerge in uno scenario 3D creato ad hoc. Così l’esperienza dura il tempo che viene fruita.

augmented reality

La realtà aumentata non fa altro che aggiungere informazioni digitali e animazioni all’ambiente che ci circonda. La realtà si arricchisce così di elementi e contenuti che portano i nostri sensi a sviluppare una più spiccata componente emozionale nelle interazioni con essi. E così laddove i nostri cinque sensi non arrivano, viene in nostro aiuto la realtà aumentata.

A differenza della realtà virtuale il soggetto non si stacca dalla percezione dei cinque sensi ma continua a vivere nello stesso spazio fisico in cui si trova ed inoltre ha la possibilità di usufruire di informazioni aggiuntive, manipolate dallo stesso contesto in cui si orizzonta.

Oltre a darci informazioni supplementari ed integrare la realtà con elementi che fisicamente non sono presenti, la realtà aumentata potrà effettivamente essere utile nello svolgimento delle semplici attività di tutti i giorni.

Ad esempio nella guida potremo avere informazioni reali sullo stato effettivo del traffico o sui luoghi di interesse. Grazie a dispositivi satellitari abbinati ad una fotocamera, con la realtà aumentata le indicazioni compaiono in tempo reale sul parabrezza dell’auto senza il pericolo che il conducente possa distrarsi. Durante una retromarcia inoltre la realtà aumentata ci permetterà di vedere trasparente il cofano dell’auto, consentendoci la vista di quella porzione di strada coperta dalla parte posteriore dell’auto. La realtà aumentata cambierà in poco tempo le nostre abitudini.

Il principio dell’A.R. (Augmented Reality), consiste nell’overlay, ovvero la sovrimpressione. Viene attivato un nuovo livello comunicativo che va a sovrapporsi e nello stesso tempo a integrarsi con la realtà, caricandola di informazioni e aggiungendo nuovi dettagli ad essa.

Quindi una serie di informazioni digitali si sovrappongono a quello che gli occhi vedono arricchendo l’ambiente circostante di dettagli accattivanti.

 

PRIMI ESPERIMENTI DI REALTÀ AUMENTATA

Tom Caudell nel 1990 fu il primo ad utilizzare il termine “realtà aumentata” per definire uno schermo digitale dove elementi virtuali venivano sovrapposti ad altri fisici.

L’esperimento ben riuscito di Pokemon Go che ha guadagnato più di 200 milioni di dollari è solo uno dei tanti esempi che ci hanno permesso di usufruire di questa tecnologia innovativa. I mostriciattoli così comparivano nel lavandino delle nostre case, dietro al divano o sulla scarpiera pronti per essere catturati dalle Pokemon Balls.

Pokemon go            realtà aumentata Pokemon go

Ora la Niantec lancia una nuova sfida virale con Harry Potter.

Infatti la nota casa di produzione ha annunciato lo sviluppo di un videogioco in A.R. per dispositivi mobili ispirato al personaggio di J. K. Rowling. Harry Potter: Wizard Unite sarà infatti il prossimo gioco in realtà aumentata previsto per il 2018.

Si potrà quindi esplorare il magico mondo del maghetto, sperimentare in tempo reale nuove avventure, lanciare incantesimi, incontrare mostri leggendari e personaggi guida, utili all’esperienza di gioco.

John Hanke, Ceo di Niantic, in un comunicato spiega: “Le storie di Harry Potter hanno catturato l’attenzione di tutto il mondo da 20 anni e presto trasformeremo quei mondi magici in realtà aumentata, permettendo ai fan di diventare maghi e streghe”.

Scopo di Niantic non è quindi solo la dimensione ludica di interazione col mondo fantastico di Harry Potter ma anche far riscoprire all’utente la bellezza del mondo in cui vive e la magia delle piccole cose, nascosta dai problemi della vita reale.

Portare alla conoscenza approfondita del territorio e degli elementi che lo contraddistinguono sarà uno degli obiettivi della realtà aumentata in Harry Potter insieme alla socializzazione tra i giocatori.

Nell’epoca dei social e del virtuale dove il contatto umano è ridotto all’osso, la realtà aumentata se da una parte limiterà ulteriormente le relazioni, fisicamente parlando, dall’altro creerà situazioni parallele alla vita reale che in qualche modo contribuiranno a rafforzare la dimensione mentale nei rapporti.

Il potenziale tutt’oggi è alto, anche se siamo ancora agli inizi e gli utenti non hanno la minima idea di come la realtà aumentata entrerà effettivamente nelle nostre vite. Turismo, pubblicità e tutti i settori che sfruttano la tecnologia non saranno immuni dalla rivoluzione A.R.

Nel 2013 Google Glass è stato uno dei primi programmi di realtà aumentata sviluppato da Mountain View.

Un piccolo display veniva posizionato sopra l’occhio e riempiva l’ambiente circostante di nuovi elementi e informazioni utili. Le possibilità si moltiplicano. L’utente poteva utilizzare gli occhiali per inoltrare chiamate, scrivere sms, scattare foto, raggiungere facilmente una destinazione grazie all’ausilio di Google Maps.

Tuttavia, gli occhiali Google Glass che nel 2014 costavano 1500$, sono rimasti appannaggio di pochi cittadini americani. Ancor prima del progetto Google Glass, nel 2009 fu lanciato sugli smartphone IPhone 3Gs, Layar, un reality browser che consentiva, con l’ausilio della fotocamera, di inquadrare un edificio e vari punti di interesse per avere informazioni specifiche su di essi.

realtà aumentata google glass

Anche il cinema ha catturato la realtà aumentata alla fine degli anni 90 con Matrix (anche se in fase embrionale) e recentemente anche i replicanti di Blade Runner 2049 sono stati pensati in realtà aumentata.

Gli scenari futuristi dell’ambiente metropolitano in cui si muove in personaggio sono illuminati da una danza di ologrammi (per lo più messaggi subliminali e donne sensuali) che compaiono per pochi frangenti per le strade di Los Angeles.

Tralasciando i temi prettamente sessisti sul ruolo della donna, la fidanzata virtuale con cui interagisce il protagonista è una creazione in realtà aumentata e non fa altro che accentuare la solitudine reale dell’agente K.

Analogo discorso per la nuova riproduzione di Rachael, il regalo confezionato apposta per giocare crudelmente con la nostalgia e rimediare alla solitudine di Deckard.

E ancora la creazione di ricordi artificiali innestati in nuove identità. Numerosi sono gli esempi che l’erede di Scott concede alla realtà aumentata come nuova frontiera di un futuro imminente.

 

APPLICAZIONI DELL’A.R. NEL CAMPO MILITARE E DELLA MEDICINA

Prima di conquistare un vasto bacino di utenti tramite i dispositivi mobili come nel caso di Pokemon Go, la realtà aumentata è stata sperimentata negli ambiti più disparati in ausilio alla tecnologia. In primis in quello scientifico della medicina ma anche in quello militare.

Nell’aeronautica ad esempio la realtà aumentata veniva adoperata sul display degli aerei da combattimento (head-up display visore a sovrimpressione) per indicare velocità, quota ed altri parametri utili alla conduzione del velivolo, senza che il pilota si distraesse alla guida. In campo medico la realtà aumentata è già annoverata come supporto agli strumenti tradizionali di diagnostica come ad esempio nella radiologia.

Permette ai medici specialisti nel campo operatorio di sovrapporre immagini computerizzate, sia per addestrarsi preventivamente sul simulatore, sia per ottimizzare i risultati e consentire quindi l’individuazione tempestiva di eventuali anomalie degli organi interni.

Anche nella riabilitazione l’approccio all’A.R. serve a simulare situazioni di vita quotidiana che stimolino i cinque sensi. Attraverso degli occhiali progettati appositamente, il paziente si orienta e interagisce negli ambienti simulati.

La realtà aumentata faciliterà anche i chirurghi nelle sale operatorie. Questi verranno guidati da un visore che indicherà i movimenti da compiere.

realtà aumentata

 

È questo l’obiettivo del progetto europeo Vostars, finanziato per 3,8 milioni di euro, coordinato dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e sostenuto da partner italiani ed europei, fra enti di ricerca, aziende del settore e centri clinici.

Basta elencare i numerosi esempi per capire che questa tecnologia è destinata ad uscire dal confine del gioco e da quello militare.

Il futuro cambierà la percezione della nostra realtà quotidiana così come hanno fatto ad oggi gli smartphone e i social.

La realtà aumentata investirà presto tutti i settori per facilitare il nostro lavoro e prevenire ogni intervento di soccorso o diagnostica, ma anche per aiutarci nelle comuni attività quotidiane, arricchendo il nostro spettro di informazioni sensoriali.

Le previsioni non escludono che molto presto l’A.R. entrerà nelle nostre case e diventerà realtà reale.

 

ALCUNI DUBBI SULLA NUOVA TECNOLOGIA

Non è da escludere che la realtà aumentata potrà quindi far sorgere delle dispute sulla gestione della proprietà pubblica e privata. Non si possono condividere arbitrariamente informazioni private e di questo gli sviluppatori di database di A.R. dovranno prenderne atto. Lo stesso vale per la veridicità delle informazioni, argomento su cui si dovrà far chiarezza.

Bisognerà progettare quindi un sistema in cui soltanto le case produttrici potranno gestire il contenuto dei database messi a disposizione per gli utenti in modo che i dati percepiti possano essere del tutto affidabili.

Altra questione importante: se tutti avranno il diritto di interagire in uno spazio pubblico si dovranno stabilire delle regole di pacifismo coatto.

E se davvero si potranno cancellare con un tocco gli oggetti o le persone la cui presenza ci è scomoda o non gradita non si rischierà forse di sconfinare nella discriminazione o peggio ancora nella distopia di una realtà modellata a nostro piacimento?

A parte le funeste previsioni una cosa è certa: le applicazioni di A.R. saranno presto immesse sul mercato e stravolgeranno le nostre vite. In positivo s’intende.