Virginia Woolf: un doodle per la prima femminista


 

Doodle Virginia Woolf

Google celebra il 136 anniversario della nascita di una delle più affascinanti e controverse scrittrici del Novecento, Virginia Woolf.

Considerata la bandiera del femminismo Virginia Woolf è stata prima di tutto un’innovatrice.

Nei suoi romanzi elaborò lo “stream of consciousness”, il flusso di coscienza, una tecnica narrativa che riporta i pensieri così come si formano nella mente, ossia sotto forma di monologo interiore senza una rielaborazione logica e strutturale.

Adeline Virginia Stephen nasce a Londra il 25 gennaio 1882. Sin da piccola vive in un ambiente ricco di stimoli culturali.

Conosce scrittori e poeti che frequentano la casa, tra cui Henry James e Thomas Eliot. In tenera età Virginia perde i genitori ed è vittima di un episodio di violenza sessuale da parte di uno dei suoi fratellastri.

Ben presto si distingue nel circolo del Blomsbury Group a cui partecipano gli artisti più talentuosi e gli intellettuali più influenti d’Inghilterra.

Nel 1912 sposa lo scrittore Leonard Woolf con cui fonderà la casa editrice Hogart Press e pubblica il suo primo romanzo, “La Crociera”.

Virginia Woolf

Negli anni settanta si distingue per il suo impegno politico a favore dei diritti delle donne e la loro emancipazione. Molto attiva nella lotta per il suffragio universale, soprattutto negli anni venti quando aderisce al movimento delle suffragette e diventa il simbolo del movimento femminista dell’epoca.

Tra i suoi titoli più famosi, per la spiccata modernità dei temi trattati, ricordiamo: “Una stanza tutta per sé”, “Le tre ghinee”, dove metteva in evidenza la condizione della donna schiacciata da un universo maschilista, “La signora Dalloway” del 1925, “Gita al faro” del 1927 e “Orlando” del 1928.

La malinconia e la sofferenza che la caratterizzavano erano frutto della sua innata sensibilità che rifletteva nell’analisi profonda degli stati d’animo femminili. Conosceva bene l’universo femminile ed ebbe una profonda relazione con la scrittrice Vita Sackville West di cui era innamorata.

Purtroppo il suo temperamento la portò spesso a soffrire di crisi depressive fino al suicidio il 28 marzo 1941 nel fiume Ouse.

Il doodle di Google circonda il suo ritratto di foglie secche, elemento ricorrente in gran parte dei suoi romanzi.

“Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all’albero: con l’aurora le troviamo, dolci sotto le fronde.”

La camera di Jacob, 1922, Virginia Woolf