No ai cani in spiaggia durante la stagione balneare. Inutile il ricorso degli animalisti


cani in spiaggia

Il Tar della regione Liguria ha stabilito il divieto dei cani sul bagnasciuga, rinnovando così la legittimità dell’ordinanza del Comune di Sestri Levante che vietava ai quattro zampe l’accesso all’arenile.

Il provvedimento, emanato nel 2013, vieta ai conduttori di animali, anche se muniti di museruola e guinzaglio, la possibilità di poter accedere negli arenili durante la stagione balneare.

Nonostante le proteste degli animalisti e i ricorsi al Tar, la legge non ha subito alcuna variazione. Nemmeno le leggi costituzionali citate a favore delle libertà personali, come gli articoli 13 e 16 della Costituzione, hanno distolto i giudici dalle loro ferree intenzioni.

Le suddette leggi citate infatti, sono state definite dalle autorità giudiziarie improprie e fuori luogo per il caso specifico.

«L’obbligo dei Comuni di individuare durante la stagione balneare aree debitamente attrezzate ove poter accedere con i cani non comprende anche l’ulteriore facoltà di condurre i cani su tutto l’arenile, posto che, secondo la stessa disposizione regionale, devono essere comunque assicurate le necessarie condizioni igieniche – spiegano i giudici nella sentenza – Né appare sufficiente, in un’ottica di rispetto del principio di proporzionalità, l’imposizione dell’obbligo di raccogliere le deiezioni canine, posto che – come è noto – durante la stagione balneare in spiaggia si è soliti stare a piedi nudi».

I giudici rendono noto inoltre che altre leggi sui luoghi pubblici sono state citate ma il ricorso contro i divieti degli animali sulle spiagge non ha precedenti.

Gli sforzi di Oipa e Earth dunque sono stati vani. Le due associazioni animaliste hanno lottato fino all’ultimo per la cancellazione del divieto.

In Italia almeno una famiglia su tre possiede un animale domestico e un provvedimento di questo tipo potrebbe, tra le altre cose, favorire il fenomeno dell’abbandono.

Ciò non toglie che le condizioni igieniche sono imprescindibili e quindi si potrebbe ovviare alla situazione col finanziamento di strutture appositamente attrezzate che rispettino le norme igieniche previste nella tutela della salute delle persone.

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