Persone altamente sensibili: un mondo tutto da esplorare


Persone altamente sensibili

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Chi sono gli ipersensibili e come si riconoscono?

L’individuazione della tipologia della Persona Altamente Sensibile (PAS) è abbastanza recente, infatti la Dott.ssa Elaine N. Aron, psicologa statunitense alla fine degli anni Ottanta, ha pubblicato i suoi studi sul temperamento innato del tratto “alta sensibilità”.

L’ipersensibilità è definita come un tratto genetico ed ereditario, caratteristico e immodificabile. Pertanto, la sua specifica capacità percettiva ha una base neurologica che si manifesta fin dalla tenera età. Da studi è emerso che l’emisfero destro di un ipersensibile è particolarmente attivo, tutto diventa iper-: iperaffettivo, iperlucido, iperempatico.

ipersensibilità

Le Persone Altamente Sensibili percepiscono gli stimoli derivanti dai cinque sensi in maggiore quantità ed intensità rispetto alle persone normo-sensibili. Sono particolarmente empatici, grandi osservatori, hanno notevole capacità di ascoltare l’Altro condividendone gioie e dolori. La loro propensione ad immedesimarsi negli eventi li porta a cogliere le mille sfumature delle situazioni perdendo di vista la propria identità. Fanno molta fatica a rimanere, conseguentemente, centrati sui propri bisogni, dimenticandosi di se stessi sia a livello fisico che emozionale. Quando si sentono sovra stimolati dagli input esterni tendono ad estraniarsi ed isolarsi, apparendo quindi persone asociali, umorali, suscettibili, permalose, dubbiose, lunatiche.

Spesso si tende ad omologare la PAS e l’ipersensibilità, ma è necessario fare un distinguo:

  • la PAS si inscrive nella caratterizzazione biologica dell’individuo che lo rende permeabile e reattivo agli stimoli interni ed esterni e alla capacità di avere una delicatezza fuori dal comune in relazione ai sentimenti, emozioni e pensieri.
  • l’ipersensibilità è la fragilità emotiva che prescinde da caratteri neurologici, pertanto un ipersensibile non necessariamente è un PAS.

Studi attestano che il 20 % della popolazione è Altamente Sensibile.


Una PAS la si riconosce da alcune caratteristiche:

  • Di solito tende a preoccuparsi per la reazione dell’altra persona e a volte la somatizza.
  • Coglie stimoli sconosciuti alla maggior parte delle persone.
  • Ha sviluppato una grande capacità di empatia.
  • Si allontana emotivamente da chi la circonda quando le emozioni diventano più grandi di lei e la confondono.
  • Apprende tutto molto facilmente.
  • Ha un intuito particolarmente sviluppato.
  • Ama lavorare in squadra, anche se in talune situazioni ha la necessità di isolarsi per processare le molteplici informazioni incamerate e restituirle al gruppo.
  • Occasionalmente è più introversa rispetto agli altri, ama stare da sola per rigenerarsi.
  • Ha un contatto profondo con la natura.
  • Ha un grande senso di giustizia, equità e compassione.

Questa percezione amplificata genera reazioni spropositate e può rendere difficile l’adattamento al comune contesto sociale.

Le persone altamente sensibili quindi sono molto intuitive, si accorgono se qualcuno li sta prendendo in giro o se gli nasconde qualcosa grazie a stimoli costanti, ormai interiorizzati e alla facoltà di percepire anche i piccoli dettagli. Hanno una generosità innata che spesso li fa sentire fuori luogo soprattutto quando si schierano a favore dei più deboli nella lotta per le giuste cause.

L’Associazione Il Ponte con sede a Modena è una delle poche realtà che si occupa di ipersensibilità, organizzando corsi ed eventi a sostegno dell’argomento.

“Il ponte è una struttura che mette in contatto una sponda del fiume con l’altra. Se ci si ferma sul ponte ad osservare lo scorrere del fiume, ci rendiamo conto che i due movimenti, il fluire dell’acqua e la strada che definisce il ponte, disegnano una croce. La persona che, assorta nei suoi pensieri, si ferma al centro del Ponte-Croce, a sua volta, si fa parte integrante del simbolo disegnandone la verticalità. Il ponte pone la persona al centro delle diverse direzioni dell’esistenza”

Questo lo slogan dell’associazione, una sorta di “casa-rifugio entro la quale riappropriarsi delle proprie emozioni, sentimenti e pensieri per concedersi la libertà di attraversare il ponte prima di proseguire nel cammino verso ciò che si sente vero per sé stessi”.

Associazione il Ponte Modena

L’Associazione Il Ponte vuole essere un luogo in cui trovare uno spazio ed un tempo per se stessi dove individualmente o in gruppo, è possibile rigenerare le proprie energie.

Associazione IL PONTE

Via Cesare Costa, 84 – 41123 Modena

Contatti:

Gilda Fanton Counselor Professionista

Tel. +39 3336119799

Mail: info@assilponte.it

www.facebook.com/assilponte.benesseremodena/

 

 

INTERVISTA A GILDA FANTON

Presidente dell’Associazione IL PONTE

  • Di cosa si occupa prevalentemente la Vostra associazione?

L’associazione, di cui sono socia fondatrice, nasce nel 2014 per volontà di alcuni operatori olistici, allo scopo di offrire “un luogo ed uno spazio” in cui ritrovare se stessi ed il senso della propria esistenza, in un periodo storico in cui la frammentazione e fluidità sociale creano disorientamento, apatia e senso di scollamento tra sé e il mondo circostante.

La mission dell’associazione consiste nel fornire degli strumenti semplici e facilmente utilizzabili nella quotidianità per riconoscer-si Valore, Unicità ed Integrità. Sono proposti dei percorsi benessere che tengono conto sia del corpo che dell’emozionalità. Pensare di disgiungere questi due livelli energetici è pura utopia, infatti come operatori supportiamo le persone per ritrovare il proprio ‘Centro Energetico’ o secondo la visione taoista “La Via”.

  • In quale occasione vi siete accostati all’argomento ipersensibilità?

Rispondere a questa domanda non è facile, io sono un’ipersensibile, accostarmi a questa tematica è stato naturale come bere un bicchiere d’acqua. Da sempre mi sono sentita diversa, fuori fase, incompresa… e potrei continuare per molto nel descrivere la “sensazione di venire dal pianeta Marte” che caratterizza ogni Persona Altamente Sensibile (PAS).

La mia storia personale, vista ora dopo molti lustri di vissuto, è caratterizzata da un percorso di professionalizzazione, prima, in Shiatsu e, successivamente, in Counseling Psicosintetico: il corpo e la mente sono stati, e lo sono tutt’ora, al centro del mio interesse personale e professionale. Il soma e l’emozionalità sono due fattori importantissimi per ogni PAS che voglia intraprendere un percorso di accettazione, padronanza e trasformazione di se stesso.

Ad un certo punto mi sono accorta che tutto quanto studiato, sperimentato ed assimilato non poteva essere solo per uso personale. Una successione di eventi mi ha spinta a decidere di condividere tale lavoro personale con tutti coloro che desiderano essere Persone Altamente Sensibili gioiose. Contemporaneamente, ho scoperto e profondamente studiato varie ricerche compiute a livello mondiale sull’ iperestesia (dal greco iper-estesia significa sensibilità o sensazioni superiori al normale) che ho interpretato come  incipit per attivare workshop, eventi ed  incontri rivolgendomi ai PAS e a coloro che gli vivono vicino.

  • Il web è stato terreno fertile per una conoscenza approfondita della materia o ha attinto ad influenze esterne come ad esempio i media?

Quando ho compreso che questo sarebbe stato uno degli argomenti di massimo rilievo nella mia professione sul web non ho trovato granché anche se devo dare atto che da circa 3/4 anni il materiale disponibile è aumentato. Infatti, i gruppi facebook sull’ipersensibilità sono diversi ed attivi su tutto il territorio nazionale.

Personalmente ho attinto prevalentemente da ricerche compiute da studiosi non soddisfatti di classificare l’ipersensibile come depresso, lunatico, instabile o dislessico. Ho nel contempo utilizzato il Modello della Psicosintesi di Roberto Assagioli per sviluppare quelle conoscenze indispensabili a rendere consapevoli del proprio talento e di accettarlo come dono e non come disgrazia, e lo Shiatsu per favorire il ri-appropriarsi del proprio corpo e delle sensazioni che esso fornisce nel quotidiano.

  • Si riconosce come ipersensibile o persona altamente sensibile? Se si, da cosa lo ha evinto?

Certo, io sono una PAS in quanto strutturata geneticamente per percepire una notevole molteplicità di sensazioni, emozioni ed intuizioni rispetto ad una persona normo-sensibile. Contemporaneamente sono stata, per molto tempo, un’ipersensibile la cui fragilità e delicatezza emotiva non sono state comprese dalle persone che mi circondavano da piccola, poi da adolescente e nell’età adulta.

Ora questa “eccessiva sensibilità” non la vivo più come un difetto da cancellare con caparbietà, ma è progressivamente diventato un talento. Un talento non sempre semplice da maneggiare! Ma è uno splendido dono di cui ogni Ipersensibile è portatore per lasciare una scia di gentilezza, amorevolezza, ottimismo e positività a questa Umanità dolente.

  • Ci sono state figure professionali che l’hanno illuminata su questa visione della realtà?

Ciò di cui sono grata è l’incontro con lo shiatsu, quindi lo studio dell’energia nel corpo e di come questo sia anche veicolo di emozioni e sentimenti.  Masunaga, l’ideatore dello Zen Shiatsu, era un Maestro di questa disciplina e contemporaneamente laureato in psicologia: ciò che ci ha lasciato è una tecnica che, poggiandosi sulla Medicina Cinese, è in grado di fornire delle significative chiavi di lettura della connessione mente-corpo.

Il mio secondo significativo incontro è avvenuto con la Psicosintesi di Roberto Assagioli che da psichiatra e teosofo, è stato in grado di rendere facilmente fruibile un Modello psicologico di grande portata, il cui motto è “Conosci te stesso, Possiedi te stesso e Trasforma te stesso”. La cosa curiosa è che entrambi questi Maestri erano persone di grande cultura e conoscenza che hanno saputo coltivare il rapporto corpo-mente in modo semplice, accessibile e intuitivo.

Questi sono stati i miei principali incontri, anche se ho avuto la fortuna di conoscere molti didatti ed insegnanti attraverso cui trasformarmi in una PAS felice del Proprio Percorso di Vita.

  • In che modo l’associazione Il Ponte dà sostegno all’ipersensibilità? I vostri corsi sono mirati a sensibilizzare su questo tema coloro che ancora non ne hanno sentito parlare oppure offrono delle soluzioni terapeutiche volte ad un positiva presa di coscienza dello status?

Le modalità attraverso cui supportare la persona iperestesia sono multidimensionali, infatti come associazione intendiamo sia proporre eventi divulgativi per rendere consapevoli dell’ipersensibilità quante più persone possibili, sia rendere disponibili corsi, eventi, convegni ed incontri per aiutare l’ipersensibile ad appropriarsi del proprio corpo, del proprio sentire, senza esserne spaventato. Inoltre, il nostro obiettivo è di portare questo percorso oltre i confini della città di Modena, incontrando quante più persone possibili a livello nazionale.

Ulteriore aspetto è quello di supportare anche le persone che vivono o desiderano condividere la loro esistenza con i PAS. Essere un genitore normo-sensibile di una figlia PAS non è cosa semplice. Convivere in coppia con un PAS può essere disorientante. Essere amica di una PAS può essere come camminare sull’acqua. Ma nello stesso tempo, se ci si concede tale opportunità e possibilità, significa poter condividere un mondo ricco di sfumature, amorevolezza, creatività ed apertura d’animo senza eguali.

Nell’immediato abbiamo organizzato un percorso di tre incontri patrocinati dal Comune di Modena. Nel primo workshop del 3 marzo dal titolo “Specchio, specchio delle mie brame… Mi sento una persona diversa, forse sono altamente sensibile”, si vuole agevolare la scoperta della propria ipersensibilità e delle caratteristiche che rendono la Pas particolare e unica. Nell’incontro successivo del 15 marzo “Tra empatia ed indifferenza: punti di forza o di fragilità?” si forniranno delle basi di Psicosintesi per ri-avvicinarsi e ri-appropriarsi di quelle funzioni psicologiche rifiutate e poi negate nel corso del processo evolutivo. Infine, il 24 marzo in “Essere ipersensibile o non ipersensibile, questo è il dilemma” si porrà l’accento sulla grande capacità empatica che rende i PAS dei veri e propri “compagni di vita”.

  • Ritiene che ad oggi in Italia l’ipersensibilità sia un tema degnamente sensibilizzato dalle Istituzioni, dai media, dai social o da altre associazioni? Quali sono i progetti futuri che Il ponte intende realizzare?

Attualmente questo argomento non è trattato dalle Istituzioni anche se ci sono sempre più segnali di aggregazione da parte delle Persone  Altamente Sensibili.  Infatti, grazie alla pagina www.facebook.com/ipersensibilipasemiliaromagna/ tenuta da Emanuela Rizzo, ci siamo accorte di vivere nella stessa città e di avere lo stesso obiettivo:  divulgare, supportare e trasmettere agli ipersensibili degli strumenti idonei ad accettare e gestire questo dono. Pertanto, abbiamo deciso di collaborare per realizzare questo progetto non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale

Le modalità attraverso cui contattare l’associazione sono la mail info@assilponte.it e la pagina facebook www.facebook.com/assilponte.benesseremodena/ per conoscere tutte le nostre iniziative ed attività.

ipersensibili

Asd IL PONTE Aps  Via Cesare Costa, 84 – 41123 Modena

Contatti:

Gilda Fanton  Counselor Professionista

Tel. +39 3336119799

Mail: info@assilponte.it  –

www.facebook.com/assilponte.benesseremodena/