Al via la 68ª edizione del festival di Berlino


Figlia mia Bispuri

In concorso Figlia mia di Laura Bispuri con Valeria Golino e Alba Rohrwacher

La 68ª edizione della Berlinale si svolgerà nella capitale tedesca dal 15 al 25 febbraio 2018.

Uno dei festival internazionali di cinema più importanti, si aprirà all’insegna di Wes Anderson e della sua Isle of Dogs, l’attesissimo film d’animazione in stop motion, sulla scia del successo di Fantastic Mr. Fox, tratto dal romanzo di Roald Dahl, Furbo, il Signor Volpe.

Isle of dog wes Anderson

Il futurismo e la distopia sono i temi centrali di Isle of Dogs nei quali si inscrivono valori chiave come l’amicizia e la solidarietà.

La storia si svolge in un Giappone proiettato nel futuro dove i cani subiscono un triste destino: a causa di un virus influenzale vengono messi in quarantena e deportati su un’isola di rifiuti. Atari, il figlio di un dittatore, si avventura sull’isola alla ricerca del suo cane Spot. Una banda di cani singolari, dai tratti iper realistici, lo aiuterà nell’impresa e lo proteggerà dalle autorità giapponesi che vogliono riportarlo indietro.

A rendere grandioso il progetto le voci di star acclamate: Scarlett Johansson, Brian Cranston, Edward Norton, Yoko Ono, Bill Murray.

La distribuzione è prevista il 23 marzo 2018 negli Stati Uniti e non il 20 aprile come era stato precedentemente annunciato.


Il regista ha riversato in questa pellicola sui generis, tutto il suo stile, la fantasia, i sogni e l’amore incondizionato per il cinema. Per Isle of Dogs Wes Anderson dice di essersi ispirato ad Akyra Kurosawa e ai suoi film famosi Rashomon e I Sette Samurai (da cui lo stesso Sergio Leone era stato influenzato a suo tempo per la trilogia del dollaro).

“Mi ha fatto innamorare del cinema. Volevo ringraziarlo” afferma il regista.

Presidente della Giuria, sarà il regista e produttore tedesco Tom Tykwer (Lola corre, I Tenenbaum e Grand Budapest Hotel). Nel 2017 è stato al timone della serie tv poliziesca tedesca, Babylon Berlin, ambientata negli anni 20 e distribuita in più di 60 paesi. I sedici episodi sono costati alla produzione 40 milioni di euro.

LAURA BISPURI E LE PRIME RIVELAZIONI SUI FILM IN CONCORSO

Laura Bispuri porta la bandiera italiana al Festival del cinema di Berlino. Dopo Vergine Giurata, con il quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti torna a Berlino suo nuovo film Figlia mia.

“Figlia mia è un viaggio in cui tre figure femminili si alternano, si cercano, si avvicinano e si allontanano, si amano e si odiano e alla fine si accettano nelle loro imperfezioni e per questo crescono. Tornare a Berlino mi emoziona moltissimo, sento un legame profondo con questo festival di cui ho sempre apprezzato l’alto impegno politico e il gusto cinematografico. Farne parte è un onore!” dichiara Laura Bispuri.

La sceneggiatura è di Laura Bispuri e Francesca Manieri, la fotografia di Vladan Radovic e le musiche di Nando Di Cosimo; Figlia mia, prodotto per Vivo film, Colorado film, Rai Cinema, coprodotto con Mach Factory Production e le svizzere Bord Cadre Films, Zds arts, Rsi sarebbe il titolo favorito assieme a quelli di Gus Van Sant, Benoit Jacquot, Thomas Stuber e Philip Groning. Nelle sale italiane è previsto a febbraio.

Il film è ambientato in Sardegna e parla dell’amore che due mamme si contendono per una bambina. La bambina scopre che una di loro è la vera madre e tra le tre donne nasce quindi un triangolo di emozioni inaspettate e ingestibili.

Valeria Golino è Tina, una madre affettuosa che instaura un legame di fiducia e complicità con la piccola Vittoria. Alba Rohrwacher invece è più incasinata, più fragile, più spontanea.

La piccola Sara Casu interpreta Vittoria, inesorabilmente divisa tra le due madri. Farà una scoperta che le cambierà la vita.

L’accoppiata Golino-Rohrwacher convince sul grande schermo, considerando le doti camaleontiche di quest’ultima nell’interpretare personaggi fragili, istintive e fuori dagli schemi.

Figlia mia gareggerà con Don’t Worry, He Won’t Get Far on Foot di Gus Van Sant, tratto dalla storia vera del fumettista John Callahan e interpretato da Joaquin Phoenix, Rooney Mara, e Udo Kier, con Eva di Benoit Jacquot, con Mein Bruder heißt Robert und ist ein Idiot di Groning, con In the Asler di Thomas Stuber, con Twarz di Malgorzata Szumowska e con altri titoli interessanti, selezionati dal panorama cinematografico mondiale.

Altro titolo italiano in concorso è La terra dell’abbastanza dei giovani registi Fabio e Damiano D’Innocenzo che presentano nella sezione Panorama una storia ambientata nella periferia romana. Protagonisti due bravi ragazzi che si trovano involontariamente coinvolti in un giro criminale.

 

FESTIVAL DEL CINEMA DI BERLINOBerlinale

Il festival internazionale del cinema di Berlino, più conosciuto come Berlinale, quest’anno conta 400 titoli distribuiti in diverse sezioni, tra cui la principale, dove si gareggia per l’Orso d’oro e d’argento. Le medesime statuette sono previste per la sezione Berlinale Shorts, la categoria dei cortometraggi nazionali e internazionali girati al di fuori del Paese d’origine.

Tra le sezioni più conosciute figurano: Panorama che promuove il cinema indipendente, Generation dedicata ai bambini, Culinary Cinema dedicata al piacere del cibo nel suo connubio col cinema e Forum che premia i documentari politici e sociali. E ancora la sezione Retrospettiva che contempla i film classici.

Il festival di Berlino è un’occasione d’incontro per migliaia di professionisti del campo cinematografico ed è presidiato da altrettanti giornalisti. Tra le iniziative dedicate ai professionisti dell’industria cinematografica c’è il Talent Campus, nuovo polo attrattivo per giovani cineasti emergenti.

La sede principale del festival è il Theater am Postdamer Platz più conosciuto come Berlinale Palast. La prima edizione risale al 1951 ed ebbe come film d’apertura Rebecca la prima moglie di Alfred Hitchcock.

Il premio principale assegnato al miglior film è l’Orso d’oro (Goldener Bär), una statuetta placcata in oro, rappresentante il simbolo della città. Altri premi prestigiosi istituiti successivamente, sono l’Orso d’oro alla carriera e la Berlinale Kamera dedicato alle società cinematografiche che hanno supportato il festival, accrescendone la notorietà nel corso degli anni.