“Touch me not” di Adina Pintilie conquista l’Orso d’oro


Touch me not

“Touch me not” dell’esordiente romena Adina Pintilie trionfa alla 68a edizione del Festival di Berlino. Tom Twyker presidente della Giuria le ha assegnato l’Orso d’oro, una decisione non condivisa pienamente dal cinema nazionale.
Lo stesso direttore del festival, Kosslick, era stato accusato di non proteggere il cinema nazionale. Nonostante quattro film nazionali fossero in nomination, tra cui In the Aisles di Thomas Stuber, nessuno ha ricevuto alcun premio. Anche l’Italia torna a casa delusa per il mancato riconoscimento del film “Figlia mia” di Laura Bispuri, interpretato da Valeria Golino e Alba Rohrwacher.
Adina Pintilie, 38 anni, vince anche il premio Opera Prima. “Touch me not” indaga sull’intimità sessuale inibita spesso dalla paura che non induce alla liberazione. Protagonista è una donna che ha sempre avuto problemi con il contatto fisico a causa di molestie passate e che cerca il confronto con altre persone fisicamente offese per esorcizzare le sue paure.
Dopo aver ritirato il premio la regista ha fatto presente che il suo messaggio era quello di “invitare gli spettatori a confrontarsi” con la sua idea verace e trasparente sul sesso e con le proprie inibizioni. “Vorrei che questo film ci aprisse tutti al dialogo al di là di ogni frontiera”.
Il gran premio della Giuria è andato a “Twarz” per la regia di Małgorzata Szumowska. Il film parla di un uomo che deve sottoporsi ad un intervento facciale a causa di un grave incidente.
Il Premio Bauer se lo aggiudica Marcelo Martinessi, regista di Las Heredas vincitore anche del premio della Critica Internazionale.
Miglior attore Anthony Bajon per “La Priere” di Cedric Khan. Wes Anderson conquista l’Oscar alla regia per il suo tanto atteso “Isle of dog“, ritirato da Bill Murray, una delle voci del film d’animazione, con una simpatica battuta: “Sono arrivato con i cani e riparto con un orso”.
Il premio per la miglior sceneggiatura va a Manuel Alcala e Alonso Ruizpalacios per il film messicano “Museo” di Ruizpalacios; miglior contributo artistico va alla russa Elena Okopnaya, scenografa e costumista di “Dovlatov”.
“The Men Behind the Wall” con la regia dell’israeliana Ines Moldavsky vince come miglior cortometraggio, mentre il premio per il miglior documentario va a “Waldheims Walzer” di Ruth Beckermann.