Alta moda: Michele Miglionico, l’eccellenza del made in Italy


 

Il fascino della seduzione in stile made in Italy. Intervista allo stilista Michele Miglionico.

Michele Miglionico, noto stilista dell’Alta Moda, rappresenta il made in Italy nel mondo e vanta una carriera di tutto rispetto. La sua moda si ispira a Valentino e al primo Yves Saint Laurent.

Nasce a Milano il 9 maggio 1965 sotto il segno del toro e apre il suo atelier a Potenza nel 1989 da autodidatta, pur avendo imparato molto dal padre, affermato sarto di Caraceni a Milano. Sin da piccolo infatti Michele giocava con le stoffe e immaginava di realizzare abiti lussuosi.

Nel 2000 esordisce fuori calendario a Roma nella settimana dell’Alta Moda, nei saloni di Palazzo Barberini, con una collezione dedicata all’Arma dei Carabinieri. Fa notizia l’abito da gran sera creato per le donne appena ammesse nell’arma. Nel luglio del 2000 viene accolto nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana.

Due anni dopo apre il suo primo atelier a Roma, al 96 di Via Veneto, accanto al Cafè de Paris. Conquista tutti con il suo stile glamour e ricercato e la capitale lo accoglie magnificamente

Nel 2003, sulla passerella di AltaRoma, rende omaggio a Diana Vreeland, la direttrice di Vogue USA e Harper’s Bazar USA. Viene invitato a Bruxelles, in occasione del semestre di Presidenza Italiana dell’Unione Europea a sfilare insieme ai grandi dell’alta moda italiana (Valentino, Sarli, Gattinoni, Riva, Curiel).

Nel 2004 veste Barbie e presenta una collezione Couture a lei dedicata.

L’anno dopo è nella splendida corte cinquecentesca di Palazzo Valentini, accanto ai grandi nomi dell’alta moda italiana: Fausto Sarli, Renato Balestra, Raffaella Curiel, Chiara Boni, Gianni Calignano, Franco Ciambella.

Nel 2006 sfila a Mosca per rappresentare il “made in Italy” nel mondo accanto ai grandi nomi della moda italiana: Renato Balestra, Laura Biagiotti, Gattinoni, Gai Mattiolo, Lorenzo Riva, Rocco Barocco, Fausto Sarli.

Rappresenta l’Alta Moda Italiana al 18° International Fashion Festival di Dalian (Cina). Alla kermesse presenti i nomi prestigiosi della moda italiana, francese, americana e giapponese: Michele Miglionico, Lorella Signorino for Love Sexy Money, Franck Sorbier, Betsey Johnson ed Yumi Katsura. L’intera sfilata viene trasmessa in diretta televisiva sul canale nazionale cinese CCTV.

Nel marzo 2007 presenta a Beijing la collezione Couture Primavera-Estate. Al termine dello show gli viene conferito dalla China Fashion Association il Premio d’Onore.

L’anno successivo è chiamato dall’ ICE (Istituto Commercio Estero) a rappresentare l’Alta Moda Italiana a “Casa Italia” durante i Giochi Olimpici di Beijing.

Presenta la sua ultima collezione “Couture dalla Nissan” ad Amsterdam per la presentazione della nuova cabrio super lusso Infinity.

Cura l’immagine della cantante italo-turca Yasemin Sannino, unica voce solista, per il debutto mondiale del primo album di Sua Santità Papa Benedetto XVI dal titolo “Alma Mater”, concerto tenutosi nella cattedrale di Westminster a Londra. Fa lo stesso con le quattro madrine (Roberta Morise, Elena Ossola, Angela Tuccia e Sara Facciolini) del programma musicale ideato e condotto da Carlo Conti “I Migliori Anni”.

Nel 2011, in occasione del programma evento “Centocinquanta” per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, trasmesso su Rai 1 dal Teatro delle Vittorie di Roma e condotto da Pippo Baudo e Bruno Vespa, lo stilista Michele Miglionico rappresenta l’Alta Moda Italiana.

Durante la 54esima edizione della Biennale di Venezia partecipa con le sue creazioni ad una serie di eventi organizzati da Venetian Heritage, un’associazione americana no-profit dedicata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico di Venezia.

A settembre 2011, durante la 72esima edizione di Miss Italia, cura l’immagine delle concorrenti e l’anno dopo Miss Seychelles Sherlyn Furneau a Miss World di Ordos – Mongolia (Cina).

Due anni dopo, in occasione della presentazione a Buckingham Palace delle Credenziali dell’Ambasciatore d’Italia S. E. Pasquale Terracciano al cospetto di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, la consorte Mrs. Karen Lawrence Terracciano indossa un abito di Alta Moda firmato dallo stilista Michele Miglionico.

Nel maggio 2014 lo stilista Michele Miglionico è invitato a sfilare nella Sale delle Muse del Teatro Petruzzelli di Bari durante il gala fashion show “La Magia delle Muse”.

Durante il “Premio Moda Città dei Sassi 2014”, in Piazza San Francesco d’Assisi di Matera, sostiene “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” presentando tre outfits ispirati a tre delle Madonne venerate nella sua regione: la Madonna Nera di Viggiano, La Madonna della Bruna e del Carmine.

È ospite dell’ambasciatore italiano S.E. Pasquale Terracciano e della consorte Karen Lawrence per rappresentare l’alta moda italiana nella splendida residenza dell’Ambasciata d’Italia a Londra.

Il 13 luglio 2015 presenta, durante la settimana dell’Alta Moda, nella chiesa consacrata di Santa Maria di Loreto a Roma, la collezione autunno-inverno 2015/16 dedicata alle “Madonne Lucane”.

A settembre gli conferiscono il The Look Of The Year Fashion Award 2015 a Taormina.

L’Unicef lo ospita nella prestigiosa Cappella Palatina della Reggia di Caserta per presentare la collezione “Madonne Lucane” durante la quale realizza una Pigotta in versione Couture a sostegno dei bambini colpiti dal terremoto del Nepal.

Per il “Premio Moda Città dei Sassi”, presenta a Matera la sua collezione “Red Collection” accanto ai nomi dell’alta moda internazionale Gai Mattiolo, Addy van den Krommenacker.

Gli viene riconosciuto il Premio Basileo e il Premio “Diva e Donna 2017”.

A maggio 2017 Miglionico realizza gli abiti delle attrici protagoniste Laure Lena Forgia e Nathalie Caldonazzo per il film “Il mondo di mezzo” con la regia di Massimo Scaglione.

In occasione dell’ “Italy Festival 2017” a Jiefangbei Square, nel cuore della metropoli Chongqing (Cina), lo stilista presenta le sue creazioni di Alta Moda accanto alle maison italiane Gai Mattiolo, Nino Lettieri, Giada Curti.

Su invito dell’Ambasciatore S. E. Elena Basile, sfila nella residenza dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles. Presenta la sua collezione di alta moda davanti ad un vasto pubblico internazionale su invito dell’Ambasciatore S. E. Pasquale Terracciano.

A dicembre scorso, presso il Palazzo Caracciolo di Napoli, in occasione della quinta edizione dell’evento “St. Oscar della Moda”, è stato riconosciuto allo stilista Michele Miglionico il Premio per l’Eccellenza dell’Alta Moda. La serata è stata presentata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone e dalla show girl Nina Moric.

A Capri, durante la XXII edizione dell’evento “Capri, Hollywood – The International Film Festival 2017”, gli viene conferito il Premio “Capri Fashion Award 2017”. Presenti all’evento il fondatore dell’evento Pascal Vicedomini, la cantante israeliana Noa, l’attrice statunitense premio Oscar Melissa Leo, l’attrice tedesca vincitrice del Golden Globe Nastassja Kinski, il premio Oscar Alessandro Bertolazzi, gli attori Massimiliano e Gianfranco Gallo, Michele Morrone, il cantante Enzo Gragnaniello, l’attrice e produttrice cinematografica Ida di Benedetto, lo scenografo premio Oscar Gianni Quaranta, lo sceneggiatore Enrico Vanzina, il produttore cinematografico Andrea Iervolino.

Nel corso degli anni Michele Miglionico ha presieduto in Italia e all’estero varie giurie per “Concorsi Giovani Stilisti” e ha tenuto, presso Istituti ed Accademie Italiani di Moda in qualità di docente, lezioni nell’ambito del “Master di Comunicazione e Marketing della Moda”.

Sempre fedele ai canoni estetici della Couture, lo stile di Michele Miglionico è lussuoso e ricercato, rigoroso ma non minimale, sobrio ed aristocratico, pensato per una donna sofisticata e cosmopolita.

Una donna dalla silhouette sottile, fluida e femminile, dalla sensualità raffinata. Un mix di moderno romanticismo e classicismo.

I colori amati da sempre: bianco, nero e rosso scarlatto. Il rosso è un elemento costante del suo stile, un momento di grande fascino e raffinata seduzione contemporanea. Simbolo di amore ma anche di violenta passione.

Tra i tessuti Michele Miglionico predilige il crêpe in tutte le sue forme: crêpe georgette, doppio crêpe di lana, morbidi cachemire, la mousseline di seta.

Numerosi i personaggi passati nel suo atelier: da esponenti della politica, dell’imprenditoria e dell’aristocrazia, del mondo diplomatico a celebrità dello spettacolo.

Michele Miglionico ha vestito: per il cinema le attrici Ornella Muti, Florinda Bolkan, Maria Grazia Cucinotta, Elsa Martinelli, Martine Brochard, Ana Kanakis, Caterina Vertova, Luisa Ranieri, Maria Rosaria Omaggio, Ramona Badescu, Vanessa Hessler, Camilla Sjoberg, Cosetta Turco, Elisabetta Pellini; per la musica le cantanti Serena Autieri, Yasemin Sannino, Francesca Schiavo, Ana Karina Rossi; per la televisione le conduttrici televisive Roberta Capua, Lorella Landi, Elisa Isoardi, Sofia Bruscoli, Nathalie Caldonazzo, Arianna Ciampoli e le showgirl Roberta Morise, Elena Ossola, Angela Tuccia Sara Facciolini e Laura Lena Forgia; per lo sport l’atleta Azzurra Laura Vernizzi; per il giornalismo televisivo Anna La Rosa, Maria Concetta Mattei, Cinzia Malvini, Fabiana Giacomotti e per i concorsi di bellezza Stefania Bivone Miss Italia 2011 e Sherlyn Furneau Miss World 2012.

Le sue creazioni hanno calcato le principali passerelle italiane: Roma, Napoli, Capri, Firenze, Venezia, Taormina, Milano, Bari, Caserta, Matera, Caltanissetta, Civitavecchia, Paestum, Maratea, Brindisi, Lecce; passerelle internazionali: Parigi, Londra, Monte Carlo, Madrid, Bruxelles, Anversa, Amsterdam, Mosca, Beijing, Dalian (Cina), Qingdao (Cina) Chongqing (Cina), Washington, Mahè (Seychelles) ed il red carpet della 80esima edizione degli Academy Awards di Los Angeles e della 68esima edizione del Festival di Cannes.

LE MADONNE LUCANE DI MICHELE MIGLIONICO

Figure femminili statuarie e sensuali rappresentano il tema ma anche l’immaginario della sua nuova collezione, “Madonne Lucane”. Una seduzione nascosta dal rigore religioso, è ciò che caratterizza le Madonne avvolte da un aura di sacralità che raccontano attraverso gli sguardi e i vestiti il patrimonio artistico, storico e religioso della Basilicata. Eleganza e religiosità sono un esplicito richiamo alla tradizione tipica dei paesi del Sud, delle processioni durante i giorni di festa, infatti le Madonne sembrano rigide e statuarie con i loro costumi settecenteschi. Gonne sovrapposte esaltano il volume dei fianchi mentre ricami e merletti ricoprono con maestria i corpetti e i mantelli. La donna-Madonna, eterea e sensuale, innocente e maliziosa, assume una connotazione originale dove sacro e profano si fondono nella lotta tra virtù ed istinto.

I colori delicati, dal rosa pallido al beige perlato, all’oro, sono accostati al rosso scarlatto dalla forte carica erotica passionale e infine al nero che riporta al rigore della castità. La sua collezione esalta quindi la bellezza controversa della donna del Sud. Con una geniale combinazione di seduzione e decoro Miglionico ricrea un fedele scorcio della Basilicata dove la concezione della donna è tuttora ancorata a forti valori.

La collezione è stata presentata nella chiesa di Santa Maria di Loreto a Roma.

INTERVISTA

Come è nata la passione per la moda? La professione di suo padre l’ha in qualche modo influenzato nella scelta del suo lavoro?

“Penso di aver sempre desiderato di fare questo lavoro e sicuramente l’amore per questo mestiere mi è stato trasmesso da mio padre Mario, un eccellente sarto per uomo che mi ha trasferito molte conoscenze sulla sartoria.

Sono nato a Milano successivamente nel periodo dell’adolescenza mio padre per lavoro si è trasferito a Potenza e di conseguenza tutta la famiglia lo ha seguito. Non è stata una scelta, direi una imposizione.

Fin da ragazzino era viva in me l’ossessione per le cose belle, per le donne ben vestite. Penso di aver avuto da sempre la necessità della ricerca della bellezza…. Ho iniziato creando, disegnando e facendo prove con le mie prime sarte a Potenza, in provincia dove l’attenzione al particolare è sempre stata importante. Inoltre devo ringraziare le mie prime clienti, ora tutte amiche, se ho capito che quello che per me era un sogno, cioè fare vestiti, stava diventando realtà.

Sicuramente la prima occasione di visibilità è stata nel 2000 con la presentazione della mia collezione fuori calendario a Roma nella settimana dell’Alta Moda nei saloni di Palazzo Barberini con una collezione dedicata alle donne che per la prima volta entravano nel mondo dell’Arma dei Carabinieri, un mondo fino ad allora prerogativa di soli uomini. La sfilata è stata un successo e ha trovato un grande riscontro dalla stampa”.

Lo stile lussuoso e ricercato è pensato per donne per lo più sofisticate. Nelle sue collezioni troverebbe spazio uno stile più improntato alla spontaneità e alla quotidianità che non trascuri l’eleganza?

“Propongo un’Alta Moda indossabile nella vita quotidiana e che evidenzi la bellezza delle donne con la sua lussuosa e raffinata semplicità. Vorrei che uscisse fuori quel senso di rigore e disciplina che ho nel lavoro, di equilibro che ho del bello, di una eleganza non eccessiva. Mi piacerebbe che si potesse intuire tutto quello che c’è dietro la creazione di un abito”.

Il suo lavoro coinvolge inevitabilmente anche altre arti come il cinema. Che rapporto ha avuto con il cinema?

“Fin dai suoi albori il cinema è stato strettamente connesso con la moda. L’abbigliamento infatti riveste un ruolo fondamentale in un film dal momento che il suo compito principale è quello di esprimere l’ ‘essenza’ del personaggio.

Con la nascita dello star system, dei divi e dei film diventati di culto, si compone il nostro immaginario collettivo e il cinema ha sempre di più esercitato il maggiore influsso sulla moda, fino a imporsi come diffusore di stili e tendenze.

Il mio rapporto con il cinema è stato doppio sia per aver curato il look di alcune attrici durante i vari red carpet e sia per aver seguito la loro immagine durante le riprese di vari film o fiction”.

Che rilevanza ha secondo lei il made in Italy nel mondo? Ritiene che i suoi capi esaltino il marchio italiano?

“Il Made in Italy è considerato come garanzia di qualità, sicurezza ed affidabilità nel mondo. Ci amano all’estero molto più di quanto non ci amiamo noi stessi, secondo me, per quattro punti cardine: innanzitutto il nostro “stile di vita”, perché molti stranieri hanno elevato a modello quel modo di vivere squisitamente caratteristico degli italiani. Poi troviamo le “emozioni” tipicamente italiane, che ogni visitatore del Bel Paese pregusta ancora prima di essere giunto in Italia. Il terzo imprescindibile aspetto è il “prodotto italiano vero e proprio”, ovvero la fisicità concreta di un’idea, di un sogno, di un saper fare tutto Made in Italy. Infine. Il quarto punto, la grande “tradizione artigianale”. Tra i paesi industrializzati l’Italia gode di un posto “privilegiato” in questo senso perché vanta la più celebre tradizione della “bottega artigiana” e l’eccellenza della sua produzione manuale è riconosciuta a livello globale: alta sartoria, calzature, accessori di abbigliamento.

Certamente le mie creazioni esaltano il Made in Italy soprattutto per quanto riguarda lo stile e la grande tradizione dell’Alta Moda italiana”.

Da chi/cosa trae ispirazione per le sue collezioni?

“Trovo ispirazione da tutto ciò che mi circonda… da un film, da un quadro, da un’atmosfera… dalla strada… vengo influenzato da tutto questo ma filtro a modo mio pensando sempre ad un misto di glamour e romanticismo…. Non mi interessa fare trend o avanguardia… solo fare dei bei vestiti che durino nel tempo”.

La scelta dei colori e dei tessuti corrisponde a un disegno preciso che ha nella mente oppure è soggetta a variazioni sostanziali per ogni collezione?

“Certamente ci sono degli elementi costanti sia nei tessuti che nei colori che sono sempre presenti nelle mie collezioni.

La scelta del rosso è del tutto personale. Ho sempre avuto una passione totale per questo colore, forse perché sono del segno del toro. È una sfumatura ben precisa. È il rosso carminio… Una donna che indossa questo colore per me dimostra di avere grinta, forza, e carattere, ma soprattutto molta sensualità.

Il bianco e il nero sono colori che ritengo debbano essere alla base di ogni guardaroba. Sono colori grafici ed esprimono una scelta decisa, attenta, per nulla scontata…

Ma essendo il mio uno stile romantico prediligo anche i colori rassicuranti, sussurrati che mantengano i toni caldi esplodendo talvolta in stampe floreali.

Tra i tessuti preferiti il crêpe in tutte le sue forme: crêpe georgette, doppio crêpe di lana, morbidi cachemire, la mousseline di seta”.

Le Madonne Lucane, oltre a rappresentare la bellezza delle donne lucane e più generalmente delle donne del sud, contemplano una precisa visione psicologica della donna?

“Con la collezione “Madonne Lucane” ho voluto riappropriarmi del mio passato, del mio vissuto raccontando la Basilicata ed il suo patrimonio artistico-culturale fatto di tradizione con l’esaltazione degli elementi del costume lucano, dell’artigianalità, della sacralità ispirandomi alle Madonne venerate in questa terra. Una collezione ispirata da quei riti sacri che trasformano le immagini delle donne-madonne in donne di oggi. Partendo dalla bellezza della donna del sud ho voluto indagare sulla sua entità, una figura complessa, anima e musa da millenni di immaginari. Nevrotica, intricata, compulsiva e istrionica. Degna di parole, fogli e interi romanzi. Simbolo dell’amore che muove il sole e le altre stelle; simbolo dell’odio che corrode l’affetto materno e la rende un’eterna Medea”.

Lei ama la Basilicata. Cosa c’è di lucano nel suo percorso artistico? E dal punto di vista affettivo quali ricordi o aspetti tipici la legano così fortemente a questa terra senza tempo?

“Nelle ultime collezioni ho desiderato raccontare il patrimonio artistico-culturale della mia terra con l’esaltazione degli elementi del costume lucano, dell’artigianalità, della sacralità costruendo una connessione con il contemporaneo. Mi sono ispirato alle Madonne venerate in questa terra e portate in processione, alle figure femminili e alla sua cultura popolare.

Chi viene per la prima volta in Basilicata rimane colpito dalle sue caratteristiche uniche, ruvide, quasi arcaiche. Certamente anche per me i colori così forti, i sapori genuini, i silenzi, l’autenticità, la semplicità e l’accoglienza dei lucani costituiscono un legame molto forte con il territorio.

Ritorno spesso a Potenza per lavoro e per la famiglia. Questa è una terra che richiama a se i sui “figli” che poi però hanno bisogno di ripartire. Io devo vivere contemporaneamente la regione ed il mondo; mi sentirei ai confini dell’universo della moda se vivessi soltanto in provincia, tutto sarebbe più complicato. Però quando ne sono lontano ne ho una grande nostalgia.

E la Basilicata rappresenta forse il luogo dove rifugiarmi, dove trovare la serenità e l’ispirazione”.

 

Il suo stile ha subito dei mutamenti dall’inizio della sua carriera fino ad ora? Se si, di che tipo?

“La moda passa, lo stile resta”. Questa frase di Coco Chanel esprime in poche parole l’essenza di essere stilista, questo mestiere fatto di arte ed amore per il bello. Non è semplicemente un mestiere ma un modo di vivere e sentire i cambiamenti del mondo.

Uno stilista è un’artista a tutti gli effetti, e come tale non può scindere ciò che è da ciò che fa, la sua fonte di ispirazione è il mondo, le persone che lo vivono, i cambiamenti della società e come le persone li affrontano e di conseguenza anche lo stile subisce dei mutamenti dai tessuti ai colori e alle fantasie, sino alle proporzioni.

Certamente il mio stile si è evoluto, è cresciuto, è maturato. I miei abiti si trovano al confine tra i migliori valori del passato e la consapevolezza del presente: qualità, precisione nei dettagli, romanticismo. Contemporaneamente classici e moderni”.

Quale stilista stima a tal punto da voler instaurare una collaborazione?

“Ho sempre ricercato sin dall’inizio della mia carriera il mio senso di eleganza. Una ricerca di un linguaggio sofisticato e mai ostentato. Una sorta di coincidenza di etica e di estetica. Sono sempre stato percepito come un designer classico: cerco sempre di “reinventare” con le collezioni che creo cercando di rimanere fedele e coerente ai miei canoni estetici. Ho ritrovato questi elementi in due grandi maestri Valentino Garavani e Giorgio Armani”.

Quando è prevista la sua prossima collezione?

“Nel prossimo luglio 2018 durante la fashion week dell’Alta Moda Italiana”.

Quali sono i prossimi eventi a cui parteciperà?

“Sono in fase di progettazione vari eventi nel corso dell’anno sia in Italia che all’estero che per scaramanzia preferisco non anticipare.

Ci aggiorniamo nei prossimi mesi mentre io continuerò a lavorare la mia nuova collezione di Alta Moda autunno-inverno 2018 con la stessa passione entusiasmo, volontà e umiltà; elementi che sin dal mio debutto hanno accompagnato il mio percorso stilistico”.