A passeggio per Mantova


Palazzo Ducale - Mantova - foto di Giuseppe Pellegrini (1) (Copy)Mantova è una città ricca di spunti artistici e culturali; partendo dalla piazza principale di Mantova, piazza Sordello, circondata da numerosi palazzi storici, troviamo in particolare:
Palazzo Ducale e Castello di San Giorgio. Forse è più giusto parlare di città-palazzo, in quanto il complesso architettonico è costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e vasti giardini.
La reggia dei Gonzaga, per estensione dei tetti, è la seconda in Europa, superata unicamente dal Vaticano. Non appare improprio definire la reggia gonzaghesca come i Palazzi Ducali, stante l’abitudine di quasi ogni Duca di edificare una propria dimora che si andava aggregando a quanto precedentemente costruito. Già prima dell’avvento al potere dei Gonzaga erano stati edificati i primi nuclei del Palazzo, ma la storia del complesso si identifica soprattutto con quella della famiglia che governò la città fino al 1707. Tra le altre, celeberrima è la cosiddetta Camera degli Sposi nel Castello di San Giorgio (oggi chiuso per consentire i restauri post terremoto del 2012), parte della “città-palazzo”, affrescata da Andrea Mantegna e dedicata a Ludovico III Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo. Il Castello di San Giorgio è il maniero a difesa della città-fortezza di Mantova, edificato dal 1395 al 1406 da Bartolino da Novara su committenza di Francesco I Gonzaga. Diventata Mantova austriaca, le ristrutturazioni sono proseguite fino alla seconda metà del XVIII secolo per opera dei governatori inviati dall’Imperatore.
Basilica Palatina di Santa Barbara. Chiesa della corte dei Gonzaga voluta dal duca Guglielmo che incaricò del progetto l’architetto mantovano Giovan Battista Bertani. Parte integrante del Palazzo Ducale, la chiesa fu completata nel 1572.
Palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni). Fu edificato da Pinamonte dei Bonacolsi intorno al 1272 e riadattato da Luigi Gonzaga dopo la conquista del potere nel 1328. È stata l’antica dimora della famiglia Bonacolsi che governò la città prima dell’avvento dei Gonzaga. Il palazzo è attualmente ancora dimora della famiglia dei conti Castiglioni, discendente da Baldassarre Castiglione, uomo politico e studioso del XVI secolo, autore de Il Cortegiano. Al piano terra si può ammirare l’originario portone dell’ingresso con grande arco a sesto acuto bicolore e decorato da scudi con lo stemma dei Bonacolsi.
Cattedrale di San Pietro. In stile romanico con aggiunte gotiche, è stata costruita tra il 1395 e il 1401 e quindi ristrutturata da Giulio Romano nel 1545, che ne modificò le forme ispirandosi alle basiliche paleocristiane.
L’attuale facciata risale al 1761. Sul fianco destro sono ancora visibili inserti gotici con rosoni, cuspidi e pinnacoli. All’interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di Sibille e Profeti risalenti al Cinquecento. Interessante il battistero originario della precedente chiesa.
Casa del Rigoletto. Verso la fine di Piazza Sordello si trova questa casa dove la tradizione vuole che abbia abitato il buffone di corte Gonzaga, protagonista della celebre opera verdiana. La struttura è quattrocentesca ed era adibita ad abitazione dei canonici del duomo. Nel piccolo cortile interno vi è la scultura del Rigoletto, opera di Aldo Falchi.
Ospita la sede dello IAT.
Attraversiamo tutta la piazza, ammirando ancora una volta i palazzi che le fanno da corollario, e ci spostiamo quindi lungo via Broletto passando sotto il “Voltone di San Pietro”, che sino alla fine del XIII secolo, era una delle tre antiche porte che, inserita nella prima cinta muraria della città, chiudeva l’accesso alla piazza, centro della civitas vetus.
Mantova - Foto di Giuseppe Pellegrini (Copy)Appena superato il voltone in alto a destra si erge la Torre della Gabbia che venne innalzata dai Bonacolsi negli ultimi decenni del secolo XIII acquisendo la denominazione attuale nel 1576 quando il duca Guglielmo Gonzaga fece costruire la grande gabbia in ferro con funzione di “carcere all’aperto” dove i condannati venivano esposti al pubblico ludibrio.
Proseguendo troviamo sulla sinistra (attualmente in ristrutturazione) il Palazzo del Podestà o Palazzo del Broletto costruito nel 1227; sulla facciata è visibile una statua duecentesca raffigurante Virgilio in cattedra (la vècia in dialetto), con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l’iscrizione Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus. Subì rifacimenti e modifiche architettoniche. Del quattrocento è la merlatura cieca posta a coronamento dell’edificio.
Raggiungiamo quindi Piazza Erbe dove sono da visitare la Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica della città costruita sotto la dominazione dei Canossa. A pianta centrale rotonda, conserva un matroneo e tracce di affreschi di scuola bizantina (vedi articolo numero di dicembre) e il Palazzo della Ragione che fu edificato quand’era podestà Guido da Correggio (1242), in epoca comunale, con funzioni pubbliche e allo scopo di consentire le assemblee e le adunanze cittadine.
Al piano terreno il palazzo ospitava, come ora, numerose botteghe, mentre nell’ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. Sulle pareti di questo ambiente sono visibili i resti di affreschi medievali della fine del XII e del XIII secolo recentemente restaurati. A questo salone si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell’Orologio, innalzata nel Quattrocento, epoca alla quale risalgono anche i portici che si affacciano su Piazza Erbe.
Il Palazzo è ora adibito a sede espositiva e ospita mostre d’arte organizzate dal Comune di Mantova. In orario di apertura, allo scoccare di ogni ora, è possibile vedere il movimento degli ingranaggi dell’Orologio della omonima torre.
Ci spostiamo quindi nella Piazza Andrea Mantegna ammirando prima la Casa del Mercante (angolo tra piazza Erbe e piazza Mantegna) detta anche Casa di Boniforte da Concorezzo, antico proprietario che la fece costruire nell’anno 1455. L’edificio è caratterizzato da una facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano.
In piazza Mantegna possiamo apprezzare la Basilica di Sant’Andrea, progettata da Leon Battista Alberti ed edificata a partire dal 1472, conclusa dopo ben 328 anni con la costruzione della cupola su disegni di Filippo Juvarra. Nella prima cappella di sinistra è conservato il monumento funebre di Andrea Mantegna sovrastato dall’effige in bronzo del pittore della corte dei Gonzaga. Nella cripta è custodita all’interno dei Sacri Vasi la reliquia del Sangue di Cristo portato a Mantova dal centurione romano Longino.
Ritornando indietro attraversando quello che era il ghetto ebraico di Mantova ci dirigiamo verso due gioielli della cultura mantovana: il Teatro Bibiena (via Accademia 47) o “Teatro Scientifico dell’Accademia”, capolavoro di Antonio Bibiena (1697-1774) inaugurato il 3 dicembre 1769. Poche settimane dopo, il 16 gennaio 1770, ospitò un concerto del giovane Mozart, non ancora quattordicenne. L’austera facciata neoclassica, opera del Piermarini, sembra celare la fantasiosa espressione tardo barocca del teatro. Nello stesso edificio ha sede l’Accademia Nazionale Virgiliana fondata nel 1768.
La Biblioteca Teresiana (via Roberto Ardigò 13) è stata aperta al pubblico nel 1780 e il patrimonio librario è stato costituito prevalentemente attraverso l’accorpamento di nuclei librari e biblioteche private preesistenti, in molti casi donate da eruditi, professionisti e personalità della cultura e della politica mantovana.
Un carattere museografico le è conferito inoltre dalla presenza di un nucleo, tuttora in espansione, d’incisioni e materiale grafico di cartografia e di artisti o tipografi mantovani e in generCinzia Montagna Biblioteca Teresiana Mantova (Copy)ale dalla tendenza a porsi come luogo di raccolta e conservazione della documentazione a stampa, non solo libraria, prodotta sul territorio (www.bibliotecateresiana.it).
Da visitare, fuori dal centro, Palazzo Te, opera di Giulio Romano che nel 1525 lo ideò su commissione del marchese Federico II Gonzaga che lo utilizzò per i suoi svaghi.

Il Palazzo sorgeva al centro di un’isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago, ora prosciugato: misterioso, ricco di simboli e di miti che risaltano nelle sale stupendamente affrescate anche dallo stesso Giulio Romano, come la celeberrima Sala dei Giganti e quella di Amore e Psiche e, non ultima, la sala dei cavalli, che celebra le scuderie gonzaghesche all’epoca famose in tutta Europa.
Nelle vicinanze da vedere anche Palazzo di San Sebastiano, costruito tra il 1506 e il 1508 per volere del marchese Francesco II. Dal 2005 è adibito a Museo della Città. Nelle sale, che conservano ancora tracce di affreschi del glorioso passato come la Camera del Crogiuolo, la Camera delle Frecce, la Camera del Sole e nella Loggia dei Marmi, sono esposti dipinti, statue, busti, fregi e altri reperti architettonici
Da visitare anche la Casa del Mantegna, dimora del celebre pittore, un edificio quadrato di mattoni rossi con al centro un cortile cilindrico spalancato su un tondo di cielo, riproposto nella celeberrima Camera degli Sposi in Palazzo Ducale.
Numerosi sono i monumenti, chiese, palazzi e torri di Mantova che diventa difficile citarli tutti quindi lasciamo al lettore-viaggiatore la loro scoperta.
Concludiamo con un monumento dell’architettura moderna, la Cartiera Burgo, edificio progettato da Pier Luigi Nervi e realizzato tra il 1961 e il 1964. L’obiettivo prioritario era quello di collocare in un unico ambiente lungo 250 metri, un’unica macchina a ciclo continuo per trasformare la pasta di legno in carta da giornale. La soluzione trovata da Nervi per la copertura ha fatto sì che la costruzione fosse denominata “fabbrica sospesa”, in particolare per i quattro cavi d’acciaio sospesi a due telai di cemento armato alti 50 metri. Il 9 febbraio 2013 le macchine della cartiera Burgo si sono fermate segnando la fine della produzione di carta.

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