ABOLITO In Marocco il matrimonio RIPARATORE


Rabat_-_building_of_parlamentAmina Falili, 16 anni, aveva fatto arrestare il proprio stupratore. Per evitarle una vita disonorata, i genitori, avevano pensato bene di accettare la proposta di matrimonio della famiglia di Salek Mustafa. Questa sembrava la soluzione adatta ad ambedue le parti, ma, purtroppo, le violenze del giovane sono proseguite dopo il matrimonio, tra le mura domestiche, divenute un inferno. Sino a quando, il 10 Marzo del 2012, la ragazza, ormai considerata simbolo del Magreb, ha trovato la forza di farla finita con del topicida.
Il traguardo raggiunto oggi dal Marocco, con l’abolizione dell’articolo 475 del codice penale da parte del Parlamento di Rabat, è una svolta epocale di civiltà, che salvaguarda le donne nel paese. Questo è l’articolo che ha tenuto fuori dalle galere gli stupratori di questo stato del Nord Africa, sino ad oggi, attraverso il “matrimonio riparatore”. Esattamente come l’Art. 544 del Codice Penale italiano, per il quale lo stupro era un oltraggio alla morale e non un reato contro la persona. Un residuo del “Codice Rocco”, istituito durante il fascismo e andato in pensione, assieme al delitto d’onore, il 5 settembre del 1981.
Per il Marocco i tempi erano ormai maturi e dopo un lungo lavoro delle organizzazioni delle donne e dei diritti umani, come Amnesty International, e di alcuni partiti politici, il Parlamento marocchino ha votato all’unanimità l’emendamento che ha cancellato questo articolo, che permetteva che si perpetrasse un’altra violenza dopo la violenza.
In futuro in Marocco le violenze sulle donne saranno pagate solo con la galera, evitando alle vittime di subire in silenzio, per tutta la vita, le violenze domestiche dei loro stupratori, con il benestare della società.
Amnesty International, attraverso il proprio rappresentante per il Medio Oriente ed il Nord Africa, Hassiba Sahraoui, ha accolto con favore la decisione, ma ha ribadito che occorre ancora una strategia globale che difenda dalle violenze le donne. Il Moudawana, codice di famiglia varato 10 anni fa, è ormai da aggiornare. Le attiviste marocchine puntano il dito sulla poligamia, sulla violenza sui minori e sui matrimoni imposti alle minorenni, tutte cose per le quali le autorità chiudono un occhio. Le notizie, rese note da fonti governative, indicano un trend in forte crescita dei matrimoni con minori. Le prossime battaglie punteranno sulla riforma del codice penale, in funzione della difesa delle donne.

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