Aspiranti fotomodelle quando la modella è minorenne


Sweet-Teen-071 (Copy)Da più parti (modelle, fotografi, genitori, ecc.) mi giungono richieste in merito al comportamento da tenere nel caso di fotomodelle minorenni.
Avevamo già accennato qualcosa mesi fa, agli albori di questa rubrica, quando trattammo l’argomento “liberatoria”: ritengo pertanto utile rientrare sull’argomento trattandolo in modo specifico e approfondendo alcuni aspetti.
Innanzitutto evidenziamo che non c’è nulla di “sconvolgente” o di “male” nel fotografare una ragazza minorenne o, mettendoci nei panni della ragazza, posare per fotografi: i concorsi di bellezza, che imperversano e si moltiplicano in tutta la penisola, sono sempre più frequentati da ragazze che non hanno ancora raggiunto la maggiore età; non c’è niente di male, almeno fino a quando tutto si svolge nel rispetto reciproco dei valori di correttezza e professionalità.
Correttezza, serietà e professionalità sono condizioni che devono sempre essere presenti in tutte le parti coinvolte: modella, fotografo e genitori.

Aspirante Fotomodella
Innanzi tutto l’aspirante fotomodella minorenne non deve barare sulla propria età: anche se oggi ci sono ragazzine quindicenni o sedicenni che dimostrano più anni di quelli che hanno realmente bisogna sempre dichiarare l’età giusta per evitare “grane” future.
Dichiarare la propria età spetta alla ragazza e, nel caso di minore, anche ai genitori. Analizzando le fonti normative di riferimento si rileva che la richiesta della carta d’identità, o altro documento equipollente, quale mezzo di identificazione personale è riservata solo alle autorità di Pubblica Sicurezza, ai funzionari della Pubblica Amministrazione, a gestori ed esercenti di pubblici servizi e a pochi altri soggetti previsti dalla legge. Non è quindi previsto che altri soggetti (e i fotografi sono tra questi) possano richiedere l’esibizione della carta d’identità o di qualunque altro documento di riconoscimento; ne deriva che il fotografo non ha alcuno strumento a disposizione per verificare la veridicità di quanto afferma la ragazza, per cui è fondamentale la correttezza della ragazza e dei suoi genitori.
In ogni caso ci si può sempre rifare all’articolo 2702 del Codice Civile sull’efficacia della scrittura privata: la liberatoria può essere considerata a tutti gli effetti una scrittura privata, che fa piena prova, fino a querela di falso, circa la provenienza delle dichiarazioni riportate.

GenitoriThylane Blondeau (Copy)
I genitori della minorenne devono sempre garantire sul set la presenza di almeno uno di loro o, nel caso di loro impedimento, di una persona maggiorenne che li rappresenti. Il mio personale consiglio è che sia la madre, o comunque una figura femminile, ad accompagnare la ragazza in modo da generare nella aspirante fotomodella un minore imbarazzo.

Fotografo
Il fotografo, nel caso di fotomodella minorenne, deve pretendere la presenza sul set di almeno un genitore (o di qualcuno che ne faccia le veci) e non ostinarsi a restare soli sul set con la ragazza.

Liberatoria
Infine tutti e tre i soggetti coinvolti devono pretendere la sottoscrizione della liberatoria.
Ma facciamo un passo indietro.
Fotografare un minore non è un reato, il reato è pubblicare la foto senza le autorizzazioni dovute o, in assenza di quelle, senza gli accorgimenti utili a renderlo irriconoscibile.
Pertanto se un fotografo scatta con una fotomodella minorenne senza disporre della liberatoria non può rendere pubblica nessuna foto.
E facciamo attenzione a non confondere la liberatoria con l’autorizzazione: la liberatoria è finalizzata alla pubblicazione delle foto, l’autorizzazione, invece, alla realizzazione del servizio.
A sottoscrivere la liberatoria devono essere i genitori, ovvero chi esercita la patria potestà sul minore. È bene che a firmare siano sempre entrambi i genitori tuttavia, entrando nel merito delle varie situazioni che si possono verificare, vediamo che talvolta può essere apposta anche una sola firma.
Genitori legalmente sposati: in questo caso se c’è la firma di entrambi siamo all’optimum ma è sufficiente anche la sottoscrizione da parte di uno solo dei due genitori.
img_20150213143452_6f084e73 (Copy)Genitori legalmente separati o divorziati o conviventi senza aver contratto matrimonio civile: la firma sulla liberatoria deve essere apposta da entrambi i genitori. In questo caso la firma congiunta non è facoltativa ma obbligatoria. Non vale la frase consueta “il mio ex marito o la mia ex moglie è d’accordo”.
Se è stato invece nominato un tutore è questo soggetto che deve sottoscrivere la liberatoria.
Nel caso che non siano i genitori ad accompagnare la fotomodella minorenne sul set, ma una loro delegato (fratello o sorella, altro parente, amico, ecc.) quest’ultimo non ha titolo a firmare la liberatoria, che deve essere sottoscritta anticipatamente. D’altra parte chi accompagna il minore è consigliabile che sia in possesso di una delega a rappresentare, sottoscritta dai genitori. In questo caso è anche opportuno che il fotografo si accerti preventivamente che la firma apposta sulla liberatoria sia proprio quella dei genitori; si tratta di situazioni delicate e una semplice telefonata può bastare a prevenire problemi, per il caso che l’idea di farsi fotografare sia una iniziativa autonoma della ragazza minorenne, all’insaputa dei genitori.
Altra domanda che mi viene spesso sottoposta è: fino a che punto si può far posare una minorenne? Quali generi può fare?
Per sgombrare il campo da ogni dubbio bisogna dire che qualsiasi forma di nudo o seminudo, o che possa riferirsi a questi generi, se realizzata con una ragazza minorenne rientra nel concetto di “pedopornografia”.
Per questo reato sono perseguibili sia il fotografo che ha realizzato gli scatti (al di là del fatto che siano stati resi pubblici o meno) sia i genitori che hanno autorizzato la realizzazione del servizio o che non hanno vigilato sulla propria figlia. Pertanto la fotomodella minorenne (ma a volte anche i genitori) non deve insistere per realizzare questo genere di servizio, lo stesso vale per i fotografi, anche se con autorizzazione del genitore. Ricordiamo ancora una volta che la legge italiana esplicitamente lo vieta, e non c’è volontà dei genitori che tenga.
Discorso differente è invece quello relativo all’intimo, che in versione fashion non ha nulla di volgare o di pornografico e non è assolutamente perseguibile, sempre che i genitori siano d’accordo. Personalmente non sono favorevole a consentire a una ragazza minorenne di realizzare servizi in intimo perché si tratta di una scelta che deve essere ben ponderata, e che va fatta solo quando la modella ne è pienamente e consapevolmente convinta.

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