ASPIRANTI FOTOMODELLE: LA SCELTA DEL GENERE E IL PORTFOLIO A QUALE ETA’ INIZIARE?


Eleonora M. 2.1Nel numero scorso abbiamo introdotto l’argomento “Aspiranti Modelle”: da questo numero proveremo ad affrontare, entrando maggiormente nello specifico, alcuni aspetti di questo mondo soffermandoci su come comportarsi; ogni mese aspiranti modelle e non potranno trovare su queste pagine un articolo a tema specifico in una rubrica totalmente dedicata a loro.
Questa volta tratteremo la scelta del genere fotografico che più si addice, come creare un portfolio valido e a quale età a muovere i primi passi come “aspirante fotomodella”.
Se in voi c’è quella forte convinzione che vi fa affermare “desidero fare la fotomodella”, sorge spontanea una domanda: qual è il primo passo che devo fare?
Bisogna rimarcare con forza un concetto che deve diventare patrimonio di tutte le ragazze che intendono scegliere questa carriera: il primo passo è mentale, bisogna convincersi che dopo la prima volta che si posa non ci si può definire “FOTOMODELLA”, piuttosto si aspira a divenire tale e davanti c’è tutto un percorso che va affrontato in modo graduale e pianificato.
Una volta assimilato questo concetto, l’ulteriore passo è la scelta del genere, una scelta decisamente fondamentale.
Sapersi orientare fin da subito è importante affinché si possa impostare in modo corretto il proprio portfolio, uno strumento necessario per farsi conoscere e per proporsi, quello che a tutti gli effetti è il biglietto da visita di una fotomodella.
Qualunque sia il genere che s’intende scegliere bisogna ricordarsi che il principio si basa sempre sulla massima convinzione: il “tanto per provare” alla fine non paga mai, anzi genera, normalmente, effetti indesiderati e situazioni a volte non rimediabili.
Il genere fotografico che di solito si va a scegliere è quello che più si addice agli obiettivi che si vogliono raggiungere e al percorso che s’intende intraprendere, a quello che si crede sia maggiormente espressivo e che più rispecchia la propria personalità.
Miriana G.1.1Anche in questo caso è utile avere l’umiltà di farsi consigliare da persone più esperte (e magari disinteressate), non tanto per farsi orientare nelle scelte ma, piuttosto, per fare le proprie scelte conoscendo più elementi possibile.
Ricordarsi sempre che la scelta del genere è un fatto personale che non deve essere condizionato da terze persone, in particolare da coloro che hanno un solo obiettivo: vedere la ragazza quanto più spogliata possibile.
Come già detto la scelta del genere influenza la creazione del giusto portfolio.
Bisogna tenere presente che il possedere delle foto, semplici ed essenziali nelle pose e nel look, ma che rispecchiano cosa volete fare, possono già fornire un’idea di chi si è e di cosa si può essere davanti all’obiettivo della macchina fotografica.
Quindi, per creare il giusto portfolio, bisogna capire dove ci si vuole indirizzare: pubblicità, moda, capelli, trucco, fotomodella per fotoamatori, ecc. scelta legata a doppio filo con quella del genere, la cui importanza è già stata citata precedenza: beauty, ritratto, fashion, intimo, trasparenze e via dicendo.
Le scelte non sono mai definitive, ci si può sempre evolvere, però importante è partire nel modo migliore; scelte successive potranno sempre essere prese con il maturare della propria esperienza, ma mai per moda o per altri motivi che non siano basati su solide fondamenta e sulle proprie convinzioni.
Fatta la scelta non resta che iniziare a creare il portfolio.
Si può fare il classico book fotografico rivolgendosi a un fotografo professionista: il book non è nient’altro che una raccolta di foto che deve rappresentare al meglio la figura della fotomodella, la sua immagine e quello che può dare a livello professionale.
Nel book, è bene ricordare, non esiste improvvisazione o estro artistico, ma pose ben definite e, normalmente, realizzate in studio.
Mediamente un book è composto da 15-20 foto post prodotte, a fronte di un numero ben più considerevole di scatti realizzati, e devono rappresentare un po’ tutto quanto si intende fare: almeno due primi o primissimi piani, almeno due a corpo intero in costume da bagno o intimo e due o tre foto per ogni cambio d’abito. Più le foto saranno varie, cambiando capi di abbigliamento, acconciature, ambientazioni, make-up ed espressioni, più il lavoro verrà apprezzato e preso in considerazione.
Un book ha i suoi costi dettati dalla professionalità del fotografo, costi che possono oscillare tra i 200 e i 400 euro.
Altra soluzione è quella di creare il portfolio lavorando in tfcd con fotoamatori, purchè questi garantiscano professionalità e qualità, quindi servizi da scegliere con grande accuratezza.
SELENIA 1Va sottolineato che non è obbligatorio realizzare tanti servizi fotografici per essere prese in considerazione: l’essere fotomodella non si misura nel numero di servizi realizzati ma in base alla loro qualità e varietà, nel saper presentare bene e con un giusto numero di foto i generi che si fanno, selezionando gli scatti migliori, promuovendosi nel modo migliore, garantendo serietà e professionalità.
A questo punto un’altra domanda che ci si pone è: a che età iniziare?
Diciamo che non c’è un’età definita per iniziare ma se si vuole intraprendere questa strada con professionalità il momento migliore è quello in cui si è convinte di passare dal “gioco” alla “ragione”.
Se si è ancora minorenni è bene non fare le cose di nascosto dai genitori, che devono sempre firmare la liberatoria per i vostri servizi; i fotografi professionisti e gli amatori seri la chiedono sempre, come richiedono sempre la presenza di almeno un genitore sul set.
Altro aspetto importante è di non perdere di vista quello che deve sempre essere l’obiettivo principale: lo studio, che non deve mai essere trascurato.
Se tutto viene fatto “cum grano salis” non si avranno particolari contraccolpi negativi.
Quindi non è mai troppo presto per iniziare come non è mai troppo tardi: importante è farlo con impegno, serietà e convinzione.
Chiudiamo questo articolo raccogliendo la testimonianza di Stefania Merello, fotomodella genovese che ha lavorato con importanti fotografi.
“Nella mia esperienza di fotomodella ‘Over’ posso affermare che avere le idee chiare è importante. Davvero fondamentale è capire il nostro punto di forza che possa distinguerci da tantissime e belle ragazze. Giustamente avere un book di buon livello aiuta: ma non è tutto, appunto. Come è sottolineato nell’articolo, che ho avuto il privilegio di leggere in anteprima, i generi fotografici, vanno ben studiati per valorizzare la ragazza. Individuata la nostra ‘identità fotografica’, bisogna seguirla, selezionando fotografi o lavori che rispecchino appunto la nostra personalità e potenzialità. Fare valanghe di scatti di ogni tipo non serve. La foto è un potente mezzo di comunicazione che deve appunto esprimere un’emozione che si crea solo quando si è consapevoli di questi importanti elementi”.

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