BANDA LARGA, IPOTECA SUL FUTURO


Fibre-optiqueL’informatizzazione avanza a grandi passi, ma resta sempre diffusa, come si suol dire, a macchia di leopardo, cioè l’accesso alle connessioni veloci non è un servizio accessibile a tutti.
Le potenzialità della comunicazione digitale sono via via più consistenti, e creano sempre più una specie di dicotomia digitale che deriva dalla tipologia di connessione a cui si ha accesso. Spesso si sente parlare del Digital Divide, ma i vantaggi che da esso possono derivare, non li si può pienamente immaginare. Lo scorso 3 Dicembre, è uscita l’edizione 2013 del Rapporto dell’Osservatorio CNF, cioè dei Costi del Non Fare, che mette in evidenza l’incapacità tutta italiana di approfittare dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea.
Nel periodo tra il 2007 ed il 2013, il nostro Paese è riuscito a utilizzare solo il 40% delle risorse messe a disposizione attraverso gli appositi fondi strutturali. Il rapporto dell’anno passato, esamina per la prima volta il settore delle telecomunicazioni, analizzando e stimando in più di 400 miliardi di Euro la bolletta che, in proiezione, il Bel Paese andrà a pagare (Costo del Non Fare) nei prossimi anni. Cifra che sommata ai quasi 500 miliardi di CNF previsti dal rapporto precedente (2012/2027) lievita a oltre 900 miliardi.
L’accesso ai fondi strutturati, previsti per l’implementazione della Banda Ultralarga restano a sonnecchiare nei caveau comunitari, e l’Italia perde tanta competitività e potenzialità. La mancata realizzazione di una valida rete cablata in fibra, che aprirebbe delle vere e proprie “autostrade” digitali, avrà dei costi notevoli che la società italiana pagherà pesantemente nel periodo sino al 2027, restando a guardare alla grande finestra europea la ricaduta positiva sui Paesi che questo tram non se lo stanno facendo sfuggire, come non si fanno sfuggire gli appositi fondi strutturali che l’Unione Europea a messo loro a disposizione.
Tra le altre voci importanti analizzate dal Rapporto dell’Osservatorio, vi sono le ferrovie con fondi per circa 130 Miliardi, le autostrade, i cui fondi ammontano a circa 95 Miliardi e la logistica, che chiude con oltre 70 Miliardi.

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