Il Castello di Monte Sant’Angelo


DSCF1134mod_filteredIl Castello di Monte S. Angelo, che domina dall’alto del monte Gargano il golfo di Manfredonia, fu fatto edificare negli anni 837 – 838 da Orso I, Vescovo di Benevento, a poche centinaia di metri dal Santuario di San Michele Arcangelo.
In seguito i Principi dell’Honor Montis Sancti Angeli fecero costruire una maestosa torre, la così detta Torre dei Giganti, una torre pentagonale alta 18 metri e con mura spesse 3 metri.
Il castello fu concepito come fortificazione ad uso residenziale; vi abitavano i funzionari e la guarnigione armata ma era anche fornito di servitù, c’erano cisterne, mulino, forno, falegnameria, cappella, scuderie, uffici amministrativi e nei sotterranei della Torre dei Giganti, furono ricavati dei locali adibiti a carcere.
Ben conservata una sala duecentesca con un grande pilastro centrale e volte ogivali, comunemente chiamata Sala del Tesoro.
Con il passare del tempo il castello fu potenziato, con la costruzione di due torri tronco-coniche, del bastione orientale e di un sistema di cortine in muratura dotate di feritoie. Fin dall’origine per proteggersi dagli attacchi era stata costruita una muraglia, di cui non rimangono che ruderi, e un fossato, valicabile per mezzo di un ponte levatoio, in seguito sostituito da uno fisso sostenuto da due archi.
L’accesso al castello avviene tramite un portale, preceduto dal ponte che attraversa il fossato; un posto di guardia è situato proprio all’ingresso, sul lato destro, e sempre sulla destra si trova un ampio locale, dadibito a scuderie e deposito delle munizioni. Sulla sinistra ci sono due porte: attraversando la prima si accede al cortile interno del castello mentre la seconda si apre su una scala che conduce alla sommità del sovrastante Torrione a carena.
Il vestibolo, costituito da un cortile lungo 21 metri e largo 4, immette nell’ampia corte interna, limitata dagli spalti che difendevano il fossato e da due torri cilindriche, fra le quali si apre il portone del corpo centrale del castello.
IMG_3770Nel 1139 il castello fu conquistato da Ruggero di Sicilia, che ne fece dono a suo figlio Simone, detto lo Sclavo. All’epoca delle crociate il castello ospitò numerosi cavalieri che, diretti in Terra Santa, sostavano a Monte Sant’Angelo per una visita al santuario di San Michele. Non era infrequente che, al momento di riprendere il cammino verso Gerusalemme, quei cavalieri trovassero le loro file ingrossate da crociati del luogo, come accadde sotto il regno dell’imperatrice Costanza, quando Roberto Borello, che teneva il castello, inviò otto cavalieri e otto fanti garganici nella crociata del 1198, bandita contro il Saladino.
Durante la dominazione sveva il castello fu nuovamente modificato e ampliato per volere di Federico II, il quale sembra che vi abbia soggiornato per alcuni anni insieme a Bianca Lancia, dalla quale ebbe due figli: Enzo e Manfredi. Con un decreto del 1239, Federico II arrogò a sé la prerogativa di nominare il castellano, sottraendola ai Provisores Castrorum, e da quel momento il castello di Monte Sant’Angelo fu sottratto a qualunque giurisdizione che non fosse quella dell’Imperatore.
Alla morte di Federico II, la signoria dell’Honor Montis Sancti Angeli passò per testamento a Manfredi, figlio di Federico; ma papa Innocenzo IV riconobbe quella carica a Borello d’Angola, il quale non volle giurare fedeltà a Manfredi, anche se questi gli aveva promesso l’investitura di un’altra terra. Il Borello invase con i sui soldati la contea di Lesina, ma, durante la battaglia con le truppe del principe, perse la vita a Teano. Al sopraggiungere dell’esercito pontificio in Capitanata, Monte Sant’Angelo si ribellò a Manfredi, il quale assediò la città, la riconquistò e per alcuni anni dimorò nel castello.

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