Corea: OSSESSIONE per la BELLEZZA


La patria mondiale della cosmesi è la Corea del Sud, dove l’ossessione per l’aspetto lo si percepisce immediatamente. A Seul le ragazze hanno una cura maniacale del loro aspetto che le induce a sfruttare ogni briciolo di tempo a questa finalità. Viaggiando sui mezzi pubblici è ricorrente incontrare giovani donne impegnate a spalmarsi creme per la pelle del viso. Anche l’abbigliamento è molto curato e tutto ruota sulla femminilità che viene evidenziata in tutte le maniere. Dando un’occhiata in giro, ci si rende conto di quanto sia fiorente l’industria della cosmesi e della chirurgia estetica.
I cartelloni pubblicitari riguardanti questo tipo di chirurgia sono all’ordine del giorno. Essi rappresentano volti dai tratti somatici tipicamente asiatici prima dell’intervento e la “occidentalizzazione” raggiunta dopo.
La moda del viso a “V”, degli occhi tondi, da ottenere con l’uso di lenti a contatto o sottoponendosi ad operazioni, sono le priorità delle donne coreane di oggi. Ha avuto una certa risonanza il blog di una giornalista americana di origini coreane che, sotto il titolo di “Non ero abbastanza bella per vivere in Sud Corea”, ha raccontato la sua esperienza vissuta a Daegu.
Il peso del colore della pelle, anche per leggere sfumature più scure, la scarsa accettazione del mix razziale, hanno fatto ritornare in America, disgustata, la giornalista.
La presentazione delle finaliste di “Miss Korea”, ha suscitato sarcasmo sul web a causa della loro marcata somiglianza.
L’alta specializzazione raggiunta nelle operazioni di estetica ha creato un’industria, molto attiva e competitiva.
L’onda turistica che ogni anno si reca in “Soul of Asia”, come ha incominciato a chiamarla da qualche tempo l’ufficio del turismo, proviene dalla Cina, dal Giappone e da Singapore. I prezzi praticati sono realmente ridotti, si parla di 1/3 più economici di quelli praticati in America, con la sicurezza data dalla alta professionalità raggiunta. La chirurgia, nel 2012, ha fatto arrivare circa 200 mila stranieri, tra cui poco meno dell’8% per interventi di natura estetica.
A Seul, a sud del fiume , nel quartiere di Gangnam, si trova circa il 70% delle cliniche specializzate della città. Il nome di questo quartiere dovrebbe esserci noto, grazie al famoso tormentone cantato da Psy, “Gangnam Style”. Certo che difficilmente gli occidentali possono aver colto la reale satira del rapper asiatico che prendeva in giro i nuovi ricchi coreani, che , usando le sue parole,”provano in tutti i modi a essere ciò che non sono”.
Il tasso di suicidi in Corea del Sud è il più alto dei Paesi Ocse, si parla del 28%, che fa riflettere a cospetto di una percentuale, non certo bassa, riferita alla media occidentale, pari al 12.5%. La grandissima crescita di questo paese dopo la guerra, che lo ha portato in così breve tempo ad essere la 15ª economia del mondo, sembra pesi troppo sulla pelle delle donne coreane.

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