Il corpo… cos’è il corpo?


1-12-2Solo un involucro, un mezzo, qualcosa da sfruttare, con le sue morbidezze, le sue rotondità, la sua setosità. E’ uno strumento effimero per arginare la paura di non AVERE abbastanza, in un mondo dove i valori sono invertiti e non si è più ciò che si è, ma ciò che si ha.
Diventa quasi facile il primo SI al primo cliente, un SI che taglia irrimediabilmente il filo tra la vita com’era e quella che sarà. Un filo si taglia in un istante, non ci vuole nemmeno un secondo a dire SI… ma è un SI del corpo, non dell’anima, e quel filo era l’unico passaggio attraverso cui l’anima poteva arrivare a parlare ed ora, disperata, urla muta i suoi NO.
Quel singolo SI detto con leggerezza diventa una pietra che, rotolando come una slavina da una montagna, distrugge tutto quello che trova sulla sua strada, corrodendo ciò che prima era puro, bello, morbido e setoso.
Senza possibilità di perdonarsi l’anima si divide da quel corpo usato, violato, umiliato, sporcato e finalmente ricomincia a librare il suo volo.

Fragilità…il tuo nome è Donna

Serena Libutti, 23 anni; nata a Melfi, attualmente vive a Rionero, uno splendido paesino alle pendici del monte Vulture. Laureata in lettere moderne, appassionata per la fotografia, è autrice del progetto “Fragilita’ … il tuo nome e donna”.
Un progetto fotografico che da ormai molto tempo sentiva di dover realizzare. Un progetto fatto di immagini forti, in contrasto col titolo stesso, per rappresentare attraverso la fotografia l’impegno contro una delle piaghe che umiliano e sminuiscono la figura della donna: la prostituzione. E’ consapevole che si tratta solo di un piccolo segnale, ma è sicuramente un atto di denuncia ed un inno alla vita, alla gioia e alla bellezza del mondo femminile.
Un progetto verità, per evidenziare quanto sia devastante il fenomeno della prostituzione, per rendere consapevoli dello squallore che si nasconde dietro la vita di quelle che chiamiamo prostitute, passeggiatrici, puttane, oggetti di piacere senza anima.
Le foto raccontano la vita di Gin (diminutivo di Ginevra) di giorno che diventa Louisa di notte, 27enne londinese costretta a prostituirsi e a condurre una vita che mai avrebbe pensato di poter vivere. Una storia senza lieto fine, ma la tristezza della sua sorte può indicare attraverso l’indignazione anche la possibilità di una via d’uscita.

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