EUR: una città nella città


DSC_0002 (Copy)Percorrendo la via Cristoforo Colombo, lunga arteria cittadina a scorrimento veloce progettata nel 1937 con il nome di Via Imperiale nell’ambito delle opere legate all’Esposizione Universale di Roma del 1942, procedendo dal centro di Roma verso Ostia si attraversa il Quartiere Europa, Eur per gli amici, trentaduesimo quartiere della Capitale.
E’ il 1935 quando il Governatore di Roma Giuseppe Bottai, nell’intento di mostrare al mondo il genio della civiltà italica, propone a Mussolini di candidare Roma come sede dell’Esposizione Universale del 1942. La proposta viene accettata con entusiasmo, tanto che l’anno successivo il capo del Governo istituisce l’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, affidandone il coordinamento al senatore Vittorio Cini. Come sede dell’Esposizione viene individuata la zona delle Tre Fontane, che dalle Terme di Caracalla si estende verso il mare; “l’Eur doveva essere questa nuova Roma collegata alla vecchia Roma dalla Via Imperiale”, dirà poi lo storico Emilio Gentile.
Il 26 aprile del 1937 Mussolini pianta nell’area prescelta un pino romano, sottolineando con questo gesto simbolico la continuità con l’antica civiltà dell’Urbe, mentre un vivace dibattito vede coinvolti i principali architetti e urbanisti in merito allo stile architettonico da adottare. Prevale la linea dell’arch. Marcello Piacentini, al quale viene affidato il coordinamento tecnico dell’opera, affiancato dai migliori architetti del tempo. Il quartiere da progettare si indica come E42: il mito di Roma proiettato nel futuro. E’ previsto che l’ingresso al nuovo quartiere dal lato sud sia sottolineato da un arco di dimensioni monumentali, “L’Arco dell’Acqua e della Luce”, che dovrebbe sorgere dove oggi è il Palazzo dello Sport ma che non verrà mai realizzato. Simbolo del quartiere diviene il Palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come Colosseo Quadrato, mentre all’estremo opposto viene costruito, su progetto dell’arch. Adalberto Libera, il Palazzo dei Ricevimenti e Congressi. Ampi spazi verdi – un complesso di circa 70 ettari di parchi e giardini – completano il codice stilistico dell’E42.
L’intervento della Seconda Guerra Mondiale blocca il progetto dell’Esposizione Universale, interrompendo quindi la costruzione del complesso. Solo negli anni ‘50 si decide di riprendere i lavori per portare a compimento le infrastrutture e completare le opere ancora incompiute; nel 1954 la via Imperiale viene prolungata e completata, prendendo il nome di Via Cristoforo Colombo.
Alla fine degli anni ‘50 il quartiere inizia a popolarsi. Accanto alle opere permanenti dell’E42 sorgono palazzi, sedi di enti, uffici e ministeri. Negli anni ’60 si riaccendono i riflettori sul quartiere grazie alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici. Sorgono il Palazzo dello Sport, progettato dall’arch. Pierluigi Nervi, la Piscina delle Rose, una vasca olimpionica scoperta di 25×50 metri inserita nella suggestiva cornice del Parco Centrale del Lago, e il grande Velodromo, capace di accogliere 20.000 spettatori.
Ultima opera in ordine di tempo è il Nuovo Centro Congressi, comunemente noto come “La Nuvola”, progettato dall’arch. Massimiliano Fuksas e destinato a diventare il simbolo contemporaneo dell’Eur. Uno spazio trasparente, luminoso, che sembra sospeso nel vuoto, una geometria che s’inserisce nella rigorosa costruzione ortogonale del quartiere, pensato come una città ideale.

120704-EUR42_PlanoS (Copy)Dopo questo doveroso salto nella storia andiamo ora in giro per il quartiere. In via del Quadrato della Concordia troviamo il Palazzo della Civiltà Italiana, esteso su una superficie coperta di mq 8.400. Il nome originario dell’edificio è “Mostra della Civiltà Romana”. Realizzato in cemento armato e ricoperto da lastre di travertino, consiste di un parallelepipedo di 51×68 metri, costituito da otto piani e contraddistinto in facciata da una sequenza di arcate tipicamente romane. E’ posizionato sulla parte alta del quartiere e grazie alla sua altezza ha una spiccata visibilità. Sulla sommità dell’edificio è leggibile la scritta “Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”. Ai lati delle due monumentali scalinate contrapposte sono collocate due coppie scultoree in travertino: rappresentano i Dioscuri, personaggi della mitologia greca, posti a interpretare la continuità tra la gloriosa storia di Roma e i nuovi trionfi mussoliniani. Le altre 28 statue in marmo, alte 3,40 metri, sono allegorie delle diverse attività umane che hanno lo scopo di esaltare i valori del genio italico.
Raggiungiamo piazzale Konrad Adenauer: al civico 12 sorge l’edificio che avrebbe dovuto accogliere gli alti funzionari dell’Ente e le rappresentanze straniere durante l’esposizione. Attualmente la struttura ospita uffici del Comune di Roma e il bar-ristorante Palombini. Degli apparati decorativi restano la bellissima pittura murale a tempera di Franco Gentilini e una originale tarsia marmorea policroma di Eugenio Fegarotti, ambedue collocate al piano terra. Un mosaico policromo destinato alla parete esterna del patio è stato scomposto e sistemato nell’area di ristorazione del Palazzo dei Ricevimenti e Congressi.
Proseguendo la nostra camminata giungiamo in via Ciro il Grande dove, al numero 16, c’è il Palazzo Uffici, con l’esterno composto da un porticato monumentale a pilastri. E’ stata la prima opera permanente del progetto ad essere completata. La ricchezza e l’eleganza dei dettagli architettonici esterni e interni, come la balaustra dello scalone del Commissariato, unitamente alla rilevanza dei particolari decorativi, lo rendono una delle opere più espressive dell’architettura mediterranea. Un bassorilievo di Publio Morbiducci, all’ingresso principale dell’edificio, rappresenta “La storia di Roma attraverso le opere edilizie”.
Al piano terreno di Palazzo Uffici, oggi sede di mostre ed eventi, c’è il Salone delle Fontane, che avrebbe dovuto ospitare la biglietteria dell’Esposizione Universale di Roma. Interessante è anche la grande fontana luminosa suddivisa in tre bacini, rivestiti al loro interno da un mosaico alla veneziana verde opalino, con giochi d’acqua che bagnano le zone perimetrali decorate a mosaico. Al secondo piano seminterrato si trova un rifugio antiaereo realizzato sempre dall’architetto Minnucci, destinato ad ospitare i dipendenti dell’Ente EUR in caso di attacco bellico (vedi Orizzonte N°6 pagina 6).
In Viale della Civiltà del Lavoro sorge il Palazzo dell’Arte Antica, che attualmente ospita anche Spazio Novecento, locale “glamour” d’intrattenimento. Il Palazzo presenta una grande corte interna al centro della quale, in corrispondenza del piano terra, c’è un giardino d’inverno porticato, elemento di grande suggestione oggi coperto e arricchito da un colonnato rivestito in pregiato marmo verde chiaro. Al primo piano si apre un grande salone monumentale a tutta altezza, decorato da due coppie di colonne in pregiatissimo marmo di portoro.
In piazza G. Marconi 8, speculare al Palazzo della Scienza Universale, ancora oggi destinato alla funzione originaria, c’è il Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari; al suo interno ha sede l’omonimo museo, che custodisce rare collezioni sugli usi e costumi del folklore italiano. In coincidenza con l’ingresso principale il Palazzo presenta uno scalone monumentale, rivestito in marmo pregiato. Nelle nove gallerie di esposizione, dalle dimensioni più o meno simili, trovano collocazione interessanti documenti, costumi e oggetti della tradizione popolare italiana.
Il Palazzo della Scienza Universale ospita poi due prestigiosi musei, entrambi sotto la direzione del Ministero dei Beni Culturali: il Museo Nazionale Etnografico Antropologico “Luigi Pigorini”, che progetto (Copy)raccoglie materiali sulle culture native di tutti e cinque i continenti, e il Museo Nazionale dell’Alto Medio Evo, al cui interno è ricomposta la suggestiva decorazione tardo-antica della domus di Porta Marina di Ostia.. Il vestibolo d’ingresso introduce al grande scalone monumentale di congiunzione al primo piano, fiancheggiato da due interessanti gallerie di distribuzione alle sale espositive, filtrate da un sistema di pilastri quadrangolari e, come questi ultimi, rivestite da un particolare marmo del tipo “chiampo olivo”.
Sempre in Piazza Guglielmo Marconi c’è il Palazzo dell’Arte Moderna, originariamente previsto come “Palazzo Mostra dell’Arte Moderna”. Attualmente ospita la sede dei Carabinieri, Comando Compagnia Eur, il CED del Comune di Roma e diverse attività commerciali. Il fabbricato si articola attorno ad una grande corte interna, su cui si affacciano i tre corpi principali ed altri due cortili di servizio laterali, originariamente organizzati in funzione degli spazi espositivi. All’interno si aprono tre grandi aree espositive rettangolari che anticipano un secondo ambiente, sempre rettangolare, caratterizzato da un armonioso pavimento e da sei colonne rifinite in marmo breccia violetta.
In piazzale Kenndy c’è il Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi dove, nella parte centrale, spicca il grande Salone dei Ricevimenti, concluso sulla sommità da una copertura realizzata interamente in metallo. In piazza Giovanni Agnelli sorge invece il Palazzo Mostra della Romanità, sede del Museo della Civiltà Romana, del Planetario e del Museo astronomico di Roma. Fu costruito per ospitare la Mostra della Romanità e si presenta come un’enorme massa muraria di rivestimento esterno, in bugnato di peperino scuro, che avvolge la quasi totalità delle facciate dell’edificio. E’ dotato di due ingressi monumentali, contraddistinti da un ordine gigante di colonne e da un colonnato che collega le due parti di cui si compone l’edificio.
L’Archivio Centrale dello Stato si trova da sempre nel Palazzo Mostra dell’Autarchia e del Corporativismo, che è anche sede degli uffici di Roma Servizi per la Mobilità del Comune di Roma. Guarda caso il palazzo è identificato col numero civico 1 di Piazzale degli… Archivi.
Altro edificio, altra destinazione e altra sede di società o enti. L’ACEA S.p.A. ha sede in viale dell’Aeronautica, nell’edificio nord del Palazzo Mostra dell’Agricoltura e delle Bonifiche, un complesso che si compone di due costruzioni semicircolari verso il lago, caratterizzate da un sistema porticato-belvedere e da due rettilinei retrostanti, ad esso connessi da un portico a doppio ordine, in modo da offrire una scenografica passeggiata su più piani.
In viale dello Sport 1 è ubicato il Palazzo dello Sport, realizzato per la XVII Olimpiade Moderna del 1960, denominato oggi Palalottomatica, dal nome dello sponsor che ha finanziato le opere di ristrutturazione, effettuate tra il 1999 e il 2004. Si tratta di una struttura polivalente e multifunzionale, in grado di ospitare, con i suoi circa 12.000 posti disponibili, eventi di carattere sportivo, convegni e concerti. Negli anni ’80 era noto come Palaeur, e vi giocava la mitica squadra di basket della Capitale, che in quegli anni vinse lo scudetto. Si trova nella parte alta del Giardino delle Cascate e ha forma circolare di circa 100 mt di diametro, completamente vetrata.
La Piscina delle Rose è inserita nel Parco Centrale del Lago. E’ dotata di una vasca olimpionica scoperta di 25×50 metri, impreziosita nel versante verso il lago da composizioni di rose pregiate e da due corpi edilizi che ospitano rispettivamente gli spogliatoi, gli uffici ed uno spazio di ristoro. Nella zona del laghetto c’è anche il Giardino delle Cascate, probabilmente l’area verde più pregiata e suggestiva, realizzata con scogliere, pietre naturali e piante di diversa specie, con la famosa passeggiata del Giappone, disegnata nell’impianto generale e nei percorsi da Raffaele de Vico e completata con l’impianto in massa di prunus da fiore e ciliegi, donati dalla città di Tokyo.
Nella zona nord del quartiere c’è il sistema delle aree verdi settentrionali, ricche di specie arboree ed arbustive tipiche dell’ambiente mediterraneo. Vi sono ampiamente diffusi pioppi, querce, magnolie, olivi e aceri, mentre più rari sono gli esemplari di lauroceraso, ligustrum, pittosporo e conifere appartenenti alle più importanti specie e varietà. Il Parco del Turismo e il Parco del Ninfeo raggiungono l’estensione complessiva di 177.250 metri quadrati e sono contigui, separati solo da via Romolo Murri. Il primo, situato sul lato ovest del quartiere, è caratterizzato da maestose conifere; il secondo è invece composto da diverse tipologie di verde che si alternano. La pavimentazione e gli apparati decorativi conferiscono all’area una gradevolissima particolarità paesaggistica, in cui spiccano la grande stele-fontana dello scultore Ercole Drei, raffigurante La vita dei campi, e i bassorilievi del Bellini, originariamente destinati alla Mostra dell’Agricoltura.
Il Parco del Ninfeo, che si estende lungo la via Laurentina, prende il nome dalla fontana del Ninfeo, realizzata nel 1940. Oggi il parco, organizzato in terrazze, belvedere, vialetti e passaggi sopraelevati, comprende circa 860 alberi, con prevalenza di piante di Eucalipto, e include una zona “dog friendly”.
Benito Mussolini in visita nella zona che avrebbe dovuto ospitare l'EUR (Copy)Altra area verde è costituita dal Giardino degli Ulivi, che si compone di due spazi, il Giardino degli Ulivi est e il Giardino degli Ulivi ovest, ricchi di ulivi ed alberi ad alto fusto e caratterizzati da una forma ad anfiteatro e da una composizione di “rustica classicità”, anche grazie alla presenza di blocchi di travertino sistemati ad esedra.
Nell’area verde di piazza Pakistan c’è il Giardino Didattico, creato il 28 maggio del 2012. Accessibile gratuitamente, ospita un grande orto didattico, un percorso di erbe aromatiche, un labirinto della lavanda, 10 antichi alberi da frutto dettagliatamente descritti in semplici e divertenti paline informative, un’isola ecologica con cassonetti per la raccolta differenziata, 2 compostiere per creare l’humus naturale, 2 armadietti forniti di tutti gli attrezzi che possano servire per l’orto e il giardinaggio, 6 bacheche esplicative delle diverse zone del giardino, un pannello fotovoltaico il cui funzionamento è spiegato attraverso le avventure di Modulix. E ancora: nidi per uccelli insettivori e diverse bat box, le cassette per accogliere i pipistrelli.
In Piazza Pakistan troviamo poi il “Fungo”, serbatoio idrico che ospita al piano terra un bar e sulla sommità un ristorante panoramico progettato dall’architetto Lorenzo Monardo. L’edificio, alto 52 metri circa, è stato realizzato con una particolarissima struttura in cemento armato contenente un serbatoio di 30 metri di diametro, in grado di contenere 2.500 metri cubi d’acqua.
Concludiamo con la famosa Nuvola di Fuksas. Un’opera internazionale, strategica, inserita in un contesto dominato da un linguaggio espressivo forte come il razionalismo architettonico degli anni trenta e quaranta. Un’opera capace di misurarsi col passato e di manifestare quell’aspirazione al nuovo di cui l’Eur è ancora simbolo: dove elementi dalla forte identità materica e soluzioni tecnologicamente avanzate intervengono a creare spazi armonici, fluidi, adatti ad un’umanità perennemente in viaggio e costantemente interconnessa.
Tre sono gli elementi che, intersecandosi, compongono il nuovo complesso, su una superficie edificata di circa 58.500 mq: la “Teca”, la “Nuvola” e la “Lama”. La Teca, orientata longitudinalmente, con struttura in acciaio e doppia facciata in vetro, è il contenitore che racchiude al suo interno la “Nuvola”, fulcro del progetto, che ospita l’auditorium per 1.800 posti. La Lama è poi l’albergo: conta 439 stanze ed è stato pensato come struttura indipendente e autonoma.
L’Eur è stato definito in tanti modi: quartiere metafisico, monumentale, razionalista, ma anche la città bianca, la città giardino, la città dei musei. Una cosa è certa, comunque la si pensi: l’Eur è una città nella città.

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