Il falso film sull’autopsia dell’alieno


Ufo-18-Roswell-1947_h_partbCome nacque l’idea del falso film
Melaris andò a trovare il suo amico e collega John Humphreys, uno scultore formatosi alla Royal Academy che spesso lavorava negli effetti speciali per produzioni cinematografiche e televisive. Melaris e Humphreys si conoscevano da tempo e in passato avevano lavorato insieme. Melaris sottopose in poche parole l’idea ad Humphreys: “John, ti piacerebbe scolpire un alieno?” Quindi gli raccontò del suo incontro con Santilli e dell’idea di fare il film; esaminarono insieme gli aspetti legali della faccenda e le possibilità che offriva di inserirsi in altri progetti, anche di Hollywood. L’idea era di realizzarlo, distribuirlo nel mondo e dopo un po’ di tempo realizzare un secondo programma mostrando come era stato fatto.
Humphreys fu d’accordo e Melaris sottopose il progetto a Santilli che ne fu entusiasta. Sembrava rinato. Il budget previsto da Melaris era di circa 30.000 sterline e Volker Spielberg, socio e amico di Santilli, avrebbe messo i soldi. Il finanziamento c’era, i contratti e l’accordo di riservatezza erano stati firmati: l’operazione poteva cominciare.

Il team che realizzò il film
A capo di tutto c’era Spyros. Progettò e diresse il film, organizzò, diresse e pagò il resto della squadra, realizzò il tavolo autoptico e molti altri oggetti di scena, ideò le “tute anticontaminazione” e procurò le attrezzature di scena e le cineprese.
La compagna di Spyros, Geraldine, fu la sua principale collaboratrice nelle ricerche: consultò libri di medicina, parlò con chirurghi e patologi e nel film interpretò anche il ruolo dell’infermiera. Geraldine non è il suo vero nome poiché ha preferito rimanere anonima.
John Humphreys realizzò il corpo dell’alieno, costruendo lo stampo su suo figlio di dieci anni, che era piuttosto alto; da scultore esperto Humphreys aveva studiato anatomia. Nel film interpretò anche il ruolo del chirurgo.
Un altro amico di Spyros era Greg Simmons. E’ apparso saltuariamente nel film con una delle tute anticontaminazione ed ha anche interpretato la parte di un soldato.
Gareth Watson, un collega di Santilli e Shoefield, era l’uomo con la mascherina chirurgica dietro il vetro, e infine il fratello di Spyros, Peter, fece da aiutante dietro le quinte.
Il set fu allestito nella casa londinese di Geraldine, a Camden. L’immobile stava per essere trasformato in tre appartamenti e quindi era momentaneamente vuoto.
Gli accessori di scena furono procurati tramite qualcuno che Spyros conosceva negli Stati Uniti. Per non destare sospetti non fu detto a che cosa sarebbero serviti e furono tutti ordinati separatamente e fatti mandare a indirizzi diversi. Le cineprese furono procurate da Spyros, una comprata e una presa in prestito da un amico.

alieno 2Perché ci sono due diversi film dell’autopsia
Secondo Spyros il primo film “Alien Autopsy” era andato più o meno secondo le previsioni. Tuttavia al termine Geraldine aveva notato che alcune delle procedure mediche non erano corrette: bisognava quindi realizzare un’altra creatura e girare un altro film.
Sembra che a questo punto Santilli avesse deciso di concludere comunque il film, dato che nel budget non c’erano soldi per girare di nuovo, ma Spyros insistette e girò il secondo film a sue spese il giorno successivo.
Anche in questo caso ci furono problemi. La schiuma di lattice utilizzata per riempire il manichino non aveva funzionato bene e una bolla d’aria aveva lasciato uno spazio vuoto nella gamba dell’alieno. Spyros mandò Humphreys da un macellaio locale a comprare un ginocchio di pecora che fu inserito nella parte vuota della gamba destra dell’alieno, si aggiunsero quindi altri elementi, la parte esterna della gamba venne leggermente bruciata con la fiamma ossidrica ed ecco creata la ferita.
Alcuni organi interni furono realizzati da Melaris mentre per gli intestini vennero utilizzati organi animali, modificati col bisturi e ricoperti di lattice. Per il cervello dell’alieno si utilizzarono tre cervelli di pecora e parte di cervello di maiale in gelatina.
Ecco come si giunse a realizzare due diversi filmati dell’autopsia, uno dei quali fu mostrato integralmente mentre l’altro venne reso pubblico solo in parte.

Il relitto e le travi
Tutto fu progettato da Spyros stesso e realizzato da lui, insieme a suo fratello Peter e a John Humphreys. Alla conferenza UFO DATA dell’ottobre 2007 Spyros mi mostrò come aveva progettato le scritte e che cosa significavano. Mi disse che si era ispirato alle lettere dell’alfabeto greco, con un po’ di antico stile egizio e qualche licenza artistica. La scritta sulla grande trave principale, se letta correttamente, era “FREEDOM” (Libertà); Spyros aveva pensato che questo nome fosse adatto per un’astronave aliena. Durante la progettazione delle lettere che compongono la parola “Freedom” Spyros notò che, capovolgendo la parola, si poteva leggere “VIDEO” per cui sistemò alcune lettere per rendere questa lettura più evidente. Nel libro di Spyros è stata riportata la traduzione della scritta sulla trave più piccola.

L’intervista video al cameraman
Melaris sostiene che Ray Santilli era stato indotto da più parti ad organizzare un’intervista con il finto cameraman dal quale avrebbe comprato il film. Naturalmente, secondo Melaris, questo personaggio non esisteva per cui nacque l’idea di creare anche questo aspetto della vicenda.
Melaris volò a Los Angel e s’incontrò con Gary Shoefield, partner di Santilli. L’intenzione era di trovare per le strade di Los Angeles un barbone ottantenne, pagarlo qualche centinaio di dollari e metterlo davanti a una telecamera facendogli leggere uno script.
Santilli e Shoefield erano nervosi, non erano sicuri che la cosa avrebbe funzionato, ma Spyros era sicuro di riuscirci e andò avanti. Trovò un vecchio che viveva per strada, gli offrì 500 dollari e una notte in hotel e si misero d’accordo. Per puro caso l’uomo era stato un attore molti anni prima. Melaris lo ripulì, lo rasò, aggiunse un po’ di make up, corresse con una protesi il naso e il mento e il personaggio era pronto.
L’uomo non sapeva cosa stava leggendo né dove la ripresa sarebbe stata utilizzata, e d’altra parte c’erano poche possibilità che avrebbe visto la trasmissione. Nessuno lo avrebbe riconosciuto, e in effetti questo non è mai avvenuto.
Il film fu consegnaSpyros Melaris 2. 16.11.2007to personalmente a New York da Gary Shoefield e da un uomo che disse di essere il figlio del cameraman al produttore televisivo americano Bob Kiviat. Infine il film in questione venne trasmesso in tv solo in Giappone e da lì fu copiato e distribuito ai ricercatori UFO di tutto il mondo. Il trucco funzionò, nessuno riconobbe l’uomo e Melaris sostiene di essere l’unico in grado di farlo.

Il luogo dell’incidente
Tanti credono che il filmato dell’autopsia aliena sia autentico, non tanto per il film in sé ma per il luogo dell’incidente. Ray Santilli rese pubblici alcuni dettagli della località del deserto dove sarebbe avvenuto l’impatto.
Come fu possibile? Secondo Spyros fu tutto molto semplice. Nel l995 andò a Roswell e intervistò molti abitanti del posto tra cui Loretta Proctor, vicina di casa dell’allevatore Mac Brazel. Era stata la signora Proctor a sostenere che Mac Brazel avrebbe raccolto alcuni rottami dell’UFO dopo il ritrovamento.
Spyros assunse anche Rodney Corn, un pilota privato, chiedendogli di volare sul luogo dell’incidente dell’UFO. Corn gli chiese a quale si riferisse, dato che per quell’evento si indicavano almeno tre luoghi diversi.
Spyros decise di sorvolarli tutti e tre, realizzando delle riprese. Rodney Corn fu in grado dall’alto di mostrargli molti più dettagli di quanti non sarebbe stato possibile vedere a piedi. Fra questi c’erano piccole strade sterrate e punti di riferimento dimenticati. Prima dell’intervista Spyros mi raccontò che si era procurato sia le mappe vecchie che quelle nuove della zona. Tutti questi dati furono passati a Ray Santilli che li mise insieme, lui e non Spyros, creando un inesistente luogo dell’incidente (continua)

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