Il falso film sull’autopsia dell’alieno


autopsiaPremetto che nel 1993 fui contattato per la prima volta da un uomo d’affari londinese, Ray Santilli, il cui controverso film “Alien Autopsy” due anni dopo sarebbe stato diffuso in tutto il mondo. Ho raccontato gli eventi che riguardano questo film in molte pubblicazioni e nel mio nuovo libro “Roswell Alien Autopsy – La verità dietro il film che ha shoccato il mondo”, per cui perdonatemi se qui non ritorno su cose già trattate. Tutti i dettagli della mia precedente ricerca sono sul mio sito web: www.beyondroswell.com.

Il 22 giugno 2007 ho incontrato a Londra Ray Santilli e il suo socio in affari Gary Shoefield. Dopo essere stati piacevolmente a pranzo insieme, Santilli mi mostrò alcuni fotogrammi di film racchiusi in buste di perspex, sostenendo che si trattava di frames originali del film del 1947 sull’autopsia aliena. Dato che non presentavano nessun sigillo di autenticazione ufficiale e non erano autenticati da nessuno non erano utilizzabili.
Un paio di giorni dopo questo incontro il mio amico e collega Russel Callaghan, editore della rivista UFO DATA, ricevette una telefonata da un certo Spyros, che sosteneva di aver diretto il team che aveva realizzato il falso filmato dell’autopsia aliena. Era un illusionista e regista ed era pronto a vuotare il sacco; fece a Russel un rapporto dettagliato sulla vicenda senza mancare di citare nomi, motivi e avvenimenti.
Sapendo del mio coinvolgimento in questo caso, Russel mi telefonò immediatamente riferendomi i particolari. Poco tempo dopo io stesso parlai con Spyros, che mi raccontò le cose in dettaglio, e nel corso delle settimane successive avemmo diverse conversazioni telefoniche. Spyros stava valutando il modo migliore per rendere pubblica la storia: aveva in programma un libro e pensava che anche un documentario televisivo poteva essere una buona idea; su sua richiesta lo misi in contatto con il produttore TV statunitense Robert (Bob) Kiviat.
alienoInsieme ai miei colleghi Russel Callaghan, Michael Buckley e Steve Johnston ero uno degli organizzatori della conferenza annuale UFO DATA che, per l’anno 2007, prevedeva come tema la commemorazione del 60° anniversario dell’incidente avvenuto a Roswell; pensammo quindi di chiedere a Spyros di fare la sua prima dichiarazione pubblica su questa vicenda alla nostra conferenza e lui accettò.
La conferenza si tenne a Pontefract, nel West Yorkshire, nel week end del 20 e 21 ottobre 2007. La sera del 20 incontrai per la prima volta Spyros in albergo, prendendo accordi per un’intervista a casa sua prima della fine dell’anno. L’indomani salì sul palco, di fronte ad una platea gremita, rivelando del suo coinvolgimento nella realizzazione del film sull’autopsia aliena. Salvo qualcuno che rimase sorpreso nell’ascoltare le sue parole, la stragrande maggioranza del pubblico ne fu affascinato.
Il 16 novembre 2007 andai con la mia compagna Christine a casa di Spyros, nello Hertfordshire, per l’intervista programmata. Dopo il pranzo Spyros ci mostrò alcune delle prove documentali che aveva a sostegno delle sue affermazioni: il suo diario dal l995, alcuni schizzi a mano dell’alieno, l’elenco completo delle immagini dello story-board del film Alien Autopsy, i fax originali della Kodak americana, con le copie delle etichette delle scatole di pellicola del 1947, e un ampia raccolta di materiale di ricerca. Quest’ultimo riguardava principalmente fotografie d’epoca (1940) relative a veicoli militari statunitensi e a personale medico militare americano. L’intervista durò circa due ore e toccò solo la punta dell’iceberg della vicenda.
L’intervista completa è online all’indirizzo: http://www.outtahear.com/beyond_updates/index.html (sezione Informazioni Alien Autopsy). Ringrazio il mio collega Steve Johnston per aver trascritto integralmente l’intervista. Ciò che segue si basa proprio su quella intervista.

Philip-Mantle-FilmChi è Spyros Melaris
Come suggerisce il nome, Spyros è nato a Cipro. Da piccolo suo nonno gli insegnava giochi di prestigio e questo fece nascere la sua passione per l’illusionismo. L’altra sua passione, che aveva sviluppato da ragazzo quando viveva nel Regno Unito, era il cinema. A scuola diceva di voler fare l’attore ma ne fu dissuaso; doveva scegliersi un vero lavoro e fu quello che fece: finita la scuola trovò lavoro come apprendista meccanico motorista.
Tuttavia la sua passione per la magia e per il cinema ebbe il sopravvento e alla fine divenne mago e regista. Ora possiede uno studio televisivo a Londra e fa spettacoli televisivi per i principali network nel Regno Unito, oltre che per società di produzione indipendenti. Per dirla con le sue parole: “Noi produciamo per chiunque ce lo chieda.”

L’incontro con Ray Santilli
Nel gennaio 1995 Spyros partecipò al MIDEM di Cannes. Stava contattando una troupe cinematografica in loco e, avendo un po’ di tempo libero, mandò un fax a quattro società di produzione chiedendo loro se volevano assumere lui e la sua troupe mentre erano a Cannes. Una di queste era il Merlin Group, di proprietà di Ray Santilli.
Spyros e Ray Santilli ebbero un paio di conversazioni telefoniche ma non si misero d’accordo e decisero di incontrarsi a Cannes. Per puro caso s’incontrarono in un ristorante di Cannes e fu qui che Ray Santilli confidò a Spyros di essere entrato in possesso di un filmato di un alieno. Trattenendo un sorriso Spyros chiese a Santilli se parlava sul serio e lui rispose non solo che era serissimo ma propose a Spyros di realizzare un documentario su questo filmato.
Decisero di rivedersi a Londra, presso la sede di Ray Santilli, e Spyros vi si recò pochi giorni dopo. Trovò Santilli sconvolto che gli disse di aver comprato il film ma di aver scoperto che era di qualità molto scadente; gli mostrò quello che poi fu chiamato “il filmato della tenda” e Spyros si rese subito conto che il film era stato girato in VHS. Santilli apparve sorpreso che se ne fosse accorto così facilmente e capì che non era più il momento di scherzare. Queste le parole di Spyros: “Se non riuscivo a convincere quest’uomo non sarei riuscito a convincere nessun altro. Mi ero reso conto che il gioco era fatto. Al termine dell’incontro pensai che fosse pazzo. Aveva tentato un trucco. Pensai che in quel momento la faccenda era conclusa.”

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