GENOVA LA SUPERBA: una città da scoprire con gli occhi di De André


genova (Copy)Cómme t’ê bèlla Zêna, cómme t’ê bèlla, con tùtti i teu caróggi e i téiti grîxo pèrla”: in questo verso di una canzone dialettale genovese è forse racchiuso tutto il fascino del capoluogo della Regione Liguria. Parlare di una città particolare e dal fascino unico come Genova non è certo semplice. Genova ha mille volti e mille interpretazioni. E’ indubbiamente bella ma di una bellezza che non si lascia prendere al primo sguardo, ad una passeggiata distratta. Genova pretende preparazione e attenzione prima di darsi al cuore di chi la visita. Genova, soprannominata non per nulla ‘la Superba’, è una città ‘maschia’, bella e rude come un bel marinaio, profonda e limpida come può essere solo l’acqua del mare, arrogante e sfarzosa come i palazzi storici dei suoi ricchi mercanti.
Ricca di fortissimi contrasti architettonici e culturali, Genova è una striscia di terra appoggiata tra i monti e il mare, proprio al centro della Liguria. Con una storia più che millenaria alle spalle, ha vissuto momenti di vera gloria. Durante le Crociate un genovese – Guglielmo Embriaco – contribuì alla conquista di Gerusalemme. Il massimo splendore però lo visse successivamente, fra il tredicesimo e il sedicesimo secolo, al tempo delle Repubbliche Marinare e dell’ammiraglio Andrea Doria.
Passeggiando per Genova, antico e moderno si rincorrono continuamente. Vivere Genova è infatti scoprirla nei suoi saldi riferimenti al tempo trascorso, su cui ha gettato le basi per costruire il presente: portali, affreschi, timpani, edicole e fregi convivono senza forzature e fanno da cornice a locali, pub, ristoranti, gallerie d’arte che accolgono il popolo della notte che frequenta il centro storico.
Il centro storico poi è il più grande d’Europa mentre il moderno porto è il primo del Mediterraneo per la movimentazione dei container.
genova_porto_ph-merlo_110920-7641 (Copy)Se a Genova in passato sono nati i jeans e le banche, oggi la città è sede del più grande ospedale d’Italia, il San Martino, e della più prestigiosa clinica europea nell’ambito della medicina pediatrica, l’Istituto Gaslini. La città ha dato i natali a illustri personaggi come Cristoforo Colombo, il musicista Niccolò Paganini, il Premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale, il poeta Edoardo Sanguineti, lo scenografo Emanuele Luzzati e l’architetto Renzo Piano. Colui che però ha saputo trasmettere meglio la bellezza ed il fascino della Superba è indubbiamente il cantautore genovese Fabrizio de Andrè.
La Genova che Fabrizio De Andrè ha raccontato nei suoi intramontabili versi è libera, superba, fatta di emarginati e artisti. Una città piena di colore, dialetti, labirinti, mare e personaggi ‘strani’. Profonda e frivola al contempo, con tutte le contraddizioni che la società del boom economico degli anni ’60 viveva e che, per certi versi, torna attuale ora in questi anni di profonda crisi economica.
Per scoprire la Genova più autentica non servono tecnologiche app o classici giri con guida turistica. Per cogliere e apprezzare la vera anima di questa città basta lasciarsi rapire dai luoghi, profumi e sapori che hanno come traccia le note delle canzoni di De Andrè.
Inoltrarsi nel cuore antico della città è un’esperienza coinvolgente: ad ogni passo l’occhio e il cuore vengono conquistati e catturati da stradine e piazzette grandi come fazzoletti e dalla bellezza di elementi architettonici medioevali-rinascimentali che coesistono con le più moderne costruzioni in un contesto urbanistico in continuo rinnovamento.
genova-4 (Copy)E’ emozionante passeggiare soprattutto per via del Campo: tra la confusione delle persone di ogni età ed etnia e i numerosi negozietti di ogni genere, ci si ritrova immersi come in un mondo ‘parallelo’ affascinante e poetico proprio come nelle canzoni del dal cantautore genovese.
I ‘caruggi’, i vicoli che si snodano nel centro storico, sono una porzione di città che non ti aspetti, che volontariamente si nasconde per poi aprirsi tutta ad un tratto nel suo splendore. Una zona ricca di contrasti forti e al contempo caratterizzata da una semplicità disarmante. Da sempre.
Seguendo i portici di Sottoripa, “dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi” si giunge nella zona turistica della Marina del Porto Antico. Poco distante dal famoso Acquario di Genova e dal notevole Muma – Galata Museo del Mare, si trova il vecchio ponte Spinola. Qui ha inizio la passeggiata a mare dedicata proprio a Faber.
Poco fuori dal centro merita una visita Sant’Ilario, il paesino sulla collina sopra Nervi reso famoso dalla canzone “Bocca di rosa”, da dove si gode un panorama mozzafiato.
Sempre seguendo le emozioni trasmesse dalle canzoni di De Andrè, passeggiando per Boccadasse, un romantico borgo di pescatori, si potrà camminare sulle classiche ”Crêuza de mä” – la crêuza o crosa in genovese – stradine spesso in mattoni e delimitate da mura.
Respirare l’atmosfera e la bellezza di questi luoghi, avendo in testa e nel cuore le canzoni di De Andrè, regala una prospettiva di visita nuova. Si visita Genova con occhi diversi, a metà strada tra poesia e realtà. E si tornerà a casa irrimediabilmente stregati perché ‘la Superba’ è una città che non può tradire le aspettative di chi sa vedere oltre le apparenze!

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