I GRANDI DELLA FOTOGRAFIA: Alfred Eisenstaedt


photographer-alfred-eisenstaedt-01Eisenstaedt nacque da una famiglia ebrea a Dirschau (Tczew) nella Prussia dell’ovest. La sua famiglia si trasferì a Berlino nel 1906. Eisenstaedt combatté nell’artiglieria dell’esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, rimanendo ferito il 9 aprile 1918.
Dopo la guerra, nel 1920, Alfred Eisenstaedt, per poter andare avanti e guadagnarsi da vivere, trova un occupazione come venditore di cinture e bottoni, in una fabbrica a Berlino.
E già dall’età di 13 anni, inizia a scoprire la passione per la fotografia, grazie ad un apparecchio Kodak ricevuto in regalo. E cosi che nel tempo libero incomincia a sperimentare le tecniche di ingrandimento.
La sua carriera come fotografo freelance, incomincia grazie ad una pubblicazione di una sua foto che ritrae una tennista, pubblicata dal quotidiano “ Weltspiegel”, avendo molte richieste da decine di quotidiani tra cui anche il “ Berliner Tageblatt”.
Dal 1929 Eisenstaedt, decide di cambiare totalmente e quello che era solo Hobby e si dedicava solo nei ritagli di tempo libero, lo fa diventare un vero e proprio lavoro a tempo pieno, e così inizia a lavorare per la “ Pacific and Atlantic Picture Agency” che gli affidano un primo incarico di effettuare un reportage fotografico sul conferimento del Premio Nobel di Thomas Mann, che gli suscita una grande attenzione.
largerIn quei anni esegue numerosi ritratti fotografi divenuti famosi: quello di Marlene Dietrich, di George Bernard Shaw, ma anche di Joseph Goebbels, Hitler e Mussolini e il reportage sulla guerra tra Italia ed Etiopia.
Eisenstaedt nel 1935, a causa della situazione politica in Germania decide di emigrare negli Stati Uniti, con la speranza di trovare migliori prospettive di lavoro ed in un primo tempo, lavora per «Harper’s Bazaar», «Vogue» e «Town and Country». Arriva a New York proprio quando la rivista «Life» viene lanciata ed entra a far parte dei suoi collaboratori fissi già all’inizio dei 1936. Prima della temporanea sospensione della pubblicazione di quest’ultima nel 1972, Eisenstaedt ha già ottenuto più di 2500 incarichi e realizzato fotografie per più di 90 copertine; come fotoreporter non è specializzato in nessun particolare settore, ma è entrato nella storia della fotografia soprattutto per i suoi ritratti. Ha immortalato non soltanto innumerevoli personaggi famosi della cultura e della politica, ma anche uomini sconosciuti ripresi nella vita di tutti i giorni. E’ famosa la fotografia intitolata Il giorno della vittoria, l’istantanea di un appassionato bacio durante la parata dei marine vittoriosi in Times Square alla fine della seconda guerra mondiale. Eisenstaedt è un pioniere della fotografia con luce naturale poiché è tra i primi a rinunciare al flash per sfruttare l’ambiente naturale e l’atmosfera da esso prodotto. Peter Pollack scrive di lui: «Punto di forza delle sue fotografie è la semplicità della loro composizione. I ritratti di Eisenstaedt rivelano chiaramente lo spirito e il carattere della persona, famosa o sconosciuta che sia. Per la loro familiarità, le sue opere fanno sentire partecipe l’osservatore e gli danno la sensazione di essere presente accanto al fotografo.

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