I GRANDI DELLA FOTOGRAFIA: BERT HARDY


20070118-Audrey.Hepburn.HQ.14 (Copy)Bert Hardy è stato un fotografo documentarista inglese, nato a Londra, nel quartiere di Blackfriars, il 19 maggio 1913. Primo di sette figli di un falegname e una domestica ad ore, comincia a lavorare a 14 anni come sviluppatore presso il Central Photographic Service. Dal quel momento la fotografia diventa parte della sua vita; con quel poco che guadagna compra da un negozio di pegni una macchina fotografica a lastre, e con tanta passione e tanti tentativi impara i tempi di posa e le principali tecniche del mestiere, iniziando quindi a perfezionare i suoi scatti.
La sua carriera comincia con una fotografia di “Royalty”, quando riesce a fotografare Re Giorgio V e la Regina Maria in una carrozza di passaggio, e a vendere 200 piccole stampe nel quartiere. Da qui a diventare freelance per la rivista The Bicycle il passo è breve; compra la sua prima Leica 35 mm di seconda mano (marca alla quale resterà sempre fedele) e si tuffa con impegno nel lavoro.
Nel giro di pochi anni passa a lavorare come fotografo per la General Photographic Agency e, nel 1941, entra nella redazione di Picture Post, rivista leader dell’immagine in Gran Bretagna.
Durante la seconda guerra mondiale, viene spedito nei luoghi del conflitto per raccontarlo tramite immagini. Le sue foto seguono lo sbarco in Normandia, la liberazione di Parigi, l’avanzata alleata sul Reno, la liberazione del campo di concentramento di Bergen-Belsen.
Verso la fine del conflitto Hardy si trasferisce in Asia, dove diventa fotografo personale di Lord Mountbatten. Segue quindi la guerra di Corea con il giornalista James Cameron per il Picture Post, contribuendo a rendere note le atrocità compiute a Pusan e documentando la battaglia di Inchon, punto di svolta della guerra. Per questa attività vince il Missouri Pictures of the Year Award.
La fotografia di Bert Hardy riesce, anche nelle situazioni più atroci, a cogliere l’essenza dello spirito umano senza mai apparire sentimentalista20070118-Audrey.Hepburn.HQ.20 (Copy). Sebbene il suo lavoro di giornalista di guerra meriterebbe di essere considerato al pari di quello dei maestri della Magnum, il nome di Bert Hardy rimane legato alle immagini di vita quotidiana dell’Inghilterra.

Tre sue fotografie vengono utilizzate nella mostra The family of Man di Edward Steichen; fra queste purtroppo manca la sua foto preferita, che riprende due scugnizzi che giocano per strada a Gorbals.
Hardy stesso è stato fotografato molte volte, anche durante la guerra; tre suoi ottimi fotoritratti sono attualmente nella Collezione di fotografie della National Portrait Gallery.
Le sue fotografia hanno immortalato immigrati a Soho e Liverpool, prostitute a Piccadilly e bambini nelle strade del Gorbals. Il suo lavoro, notevole per empatia e delicatezza, è riuscito a cogliere con semplicità e forza scene anonime della vita di tutti giorni tramandandole attraverso l’arte nel tempo.
Nel 1957, dopo la chiusura del Picture Post, Hardy diventa uno dei più noti fotografi di pubblicità, fino a quando, nel 1964, si ritira nella sua fattoria di Oxted dove muore il 3 luglio del 1995. Nel centenario della sua nascita la Photographer’s Gallery di Londra gli ha dedicato una retrospettiva.

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