I GRANDI DELLA FOTOGRAFIA: IRVING PENN


Irving_penn_portrait (Copy)Irving Penn nasce il 16 giugno 1917 a Plainfield.Dopo la scuola pubblica, all’età di diciotto anni, si iscrive al corso quadriennale di disegno pubblicitario tenuto da Alexey Brodovitch presso la School of Industrial Art di Philadelphia. Per perfezionale la sua formazione di art director, nell’estate degli ultimi due anni lavora come fattorino e come apprendista art per la rivista Harper Bazaar, realizzando bozzetti per scarpe. Fino a questo momento non ha ancora pensato di diventare fotografo.
Nel 1938, subito dopo la laurea, ottiene il suo primo lavoro da art director della rivista Junior League; in seguito passa all’Avenue Magazine con lo stesso incarico.
All’età di 25 anni lascia il suo lavoro e utilizza i suoi risparmi per andare in Messico, dove comincia a dipingere; ben presto però si convince di essere un pittore appena mediocre e torna a New York. Qui, nel 1943, incontra Alexander Liberman, art director della rivista Vogue, che lo assume come suo assistente, I fotografi dello staff non credono molto nelle sue idee ma Penn, utilizzando una macchina fotografica presa in prestito, crea una “natura morta” realizzata con una serie di accessori di moda, utilizzata come copertina di Vogue.
Nel 1948, sempre per Vogue, realizza alcuni servizi in Perù e diverse campagne fotografiche legate al mondo della moda, che lo fanno conoscere a livello internazionale.
marisa-berenson-vogue-photo-irving-penn (Copy)Penn dimostrò la sua straordinaria capacità di lavoro, la versatilità, l’inventiva e la fantasia in una serie di settori tra cui l’illustrazione editoriale, la pubblicità, il fotogiornalismo, e inoltre ritratti, nature morte, viaggi e televisione.
Due serie di ritratti sono particolarmente memorabili: la prima è stata realizzata nel 1948 in studio, fra Londra, Parigi e New York, l’altra durante il periodo natalizio a Cuzco, in Perù, dove era andato per svolgere un servizio di moda. In questa occasione Penn convinse il fotografo locale ad affittargli il suo studio, che aveva un pavimento di pietra, un dipinto di sfondo, un piccolo tappeto, e una sedia imbottita simile a uno sgabello da pianoforte. In questo ambiente Penn realizzò circa 200 ritratti a colori e in bianco e nero.
Famosa è la serie di immagini del progetto “Piccoli Mestieri,” sui mestieri destinati a scomparire, in cui Penn riprende un gran numero di lavoratori nei loro abiti da lavoro, caratterizzati dagli attrezzi del mestiere. Ciascuno è stato posto su uno sfondo chiaro e illuminato dal lato, la caratteristica illuminazione che identifica la gran parte della ritrattistica di Penn.
Nel 1950, Penn apre il proprio studio a New York continuando per il resto della sua vita a lavorare nel settore della moda, ma anche a condurre la propria ricerca personale.
Penn muore nel 2009 nella sua casa di Manhattan. I suoi lavori sono esposti in importanti gallerie di tutto il mondo, tra cui l’Art Institute di Chicago, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il National Portrait Gallery, di Londra, il National Gallery of Art di Washington e il Metropolitan Museum of Art di New York. Nel 2013 la Fondazione Irving Penn ha donato 100 immagini allo Smithsonian American Art Museum di Washington, portando a 161 il numero di opere presenti in quella collezione.

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