I grandi della fotografia: gli anni 60 e la Swinging London di David Bailey


 

Bailey

David Bailey nacque a Londra il 2 gennaio 1938. Nel 1957 parte per la Malesia con l’aeronautica militare del Regno Unito e nel corso di questa missione rimane colpito dal lavoro di Henri Cartier Bresson.

Impara così l’arte della fotografia da autodidatta. Dopo l’apprendistato presso lo studio di John French, fotografo di moda per i quotidiani come il Daily Mirror, nel 1960 si mette in proprio come freelance e già nel 1961 realizza la copertina di Vogue per l’edizione inglese.

Bailey non pubblica soltanto immagini di moda ma anche ritratti della Londra Pop. David Bailey’Box of Pin Ups è la raccolta in cui confluiscono i ritratti del periodo dal ’64 al ’65.

E proprio quei ritratti colpiscono il bersaglio e in certi ambienti suscitano anche scandalo, poiché si fanno portavoce della cultura pop di cui Bailey è l’emblema stesso. David Bailey accosta trentasette soggetti in bianco e nero, personalità socialmente distanti l’una dall’altra, isolate su uno sfondo bianco con una tecnica uniforme. Tra questi i fratelli Kray, famigerati malavitosi dell’East End, l’attore Terence Stamp, Michael Caine, Jane Birkin, I Beatles e membri di casate reali come Lord Snowdon, marito della principessa Margaret. L’estrazione sociale diversa dei soggetti e l’accostamento dei fratelli Kray alla nobiltà inglese non incoraggia la pubblicazione della scatola di fotografie in America né tantomeno la creazione di una seconda edizione in Inghilterra.DavidBailey Blowup

DavidBailey Blowup

La vendita della scatola contenente i ritratti su carta stampata cambia sostanzialmente il sistema commerciale legato alla fotografia e allo stesso tempo muta lo status del fotografo, finora istituzionalizzato e relegato al mondo edulcorato della moda.

La cultura pop presuppone il superamento della differenza sostanziale tra le classi sociali che la moda aveva contribuito ad accentuare. Al tramonto della stagione pop Bailey pubblicherà un’altra serie di raccolte dal titolo Goodbye Baby and Amen, tra i volti anche sua moglie Catherine DeNeuve.

Con Terence Donovan contribuisce alla formazione della cosiddetta Swinging London, un movimento culturale incentrato sulla moda glamour londinese e sulla notorietà. Come Cecil Beaton tre decenni prima (a cui Bailey dedica un documentario), David Bailey frequenta anch’esso personaggi dello star system, celebrità, musicisti, nonché membri ed esponenti delle casate reali inglesi.

Molti affermano che la notorietà di Bailey sia da attribuire esclusivamente a Michelangelo Antonioni che nel 1966 realizza Blow Up, il cui personaggio principale interpretato da David Hemmings si ispira proprio a Bailey. Il giudizio è da considerarsi nullo se si pensa che la fama di Bailey, fedele alla cultura Pop, è dissociata dal concetto di fotografia in senso stretto. La sua popolarità nella Swinging London degli anni 60 è bensì ascrivibile al modo di vivere e all’atteggiamento mondano con cui ha interpretato un’epoca all’insegna di cambiamenti radicali e trasgressivi.

In tutto questo si inseriva la rivoluzione sessuale che Bailey ha sapientemente trasposto nella fotografia di moda. Ogni shooting diventava un atto sessuale e la macchina fotografica alludeva al membro maschile. E questo avviene anche in Blow Up nella scena in cui Veruschka si contorce sensualmente e Thomas è a cavalcioni su di lei, alludendo all’atto sessuale e alla fotografia come mezzo di penetrazione del soggetto.

La creazione dell’immagine di moda si fece così manifesta come appropriazione di un corpo arrendevole da parte della macchina[1].

Un’altra scena clou del film ci mostra lo stesso protagonista alle prese con due modelle sensuali (una delle quali è Jean Birkin). Nella sequenza i tre si rotolano tra i fondali colorati dello studio in una potente esibizione erotica.

DavidBailey

D’altronde la minigonna come anche i collant colorati, gli stivali, le cinture, le borse, le modelle provocanti come la Shrimpton, o esili come Twiggy, la musica dei Beatles e dei Rolling Stones e Lolita il romanzo di Vladimir Nabukov del 1959, da cui Kubrick si ispirò per l’omonimo film, sono tutti elementi che portarono alla creazione di un modello di donna adolescente dalla forte carica sensuale, da cui traeva ispirazione la moda delle ragazze dell’epoca.

Blow up, inserendosi nel contesto della Swinging London, è ambientato nell’atmosfera rumorosa degli anni 60, di cui Bailey stesso faceva parte. David Hemmings trionfa a Cannes e l’immaginario collettivo lo identifica come David Bailey.

E gli artisti dell’epoca alternavano la notorietà al declino che poteva travolgerli da un momento all’altro. Quando la scia del cambiamento veniva in qualche modo istituzionalizzata e non destava più scalpore finiva inesorabilmente per affievolirsi. Allo stesso modo molti personaggi noti dell’epoca sono finiti nel dimenticatoio da un decennio all’altro, come Mary Quant l’inventrice della minigonna, la ragazza che da una boutique in King’s Road aveva costruito un impero internazionale e che il decennio successivo era stata costretta a vendere la sua azienda e a disegnare modelli per altre case di moda.

Bailey, oltre a collaborare con Vogue, ha anche creato anche copertine di dischi per artisti del firmamento musicale, come i Rolling Stones e Marianne Faithfull. Nel 1981 realizza inoltre la fotografia del 33 giri di Claudio Baglioni Strada Facendo. Mette il suo talento a disposizione della televisione, il nuovo mezzo di comunicazione di massa. Dirige molte pubblicità per la BBC e realizza documentari.

È con Bailey che la fotografia esce dagli schemi prettamente estetici della moda e assume una spiccata valenza sociale. Tecnicamente le linee essenziali e l’uso della luce naturale sdoganano l’immagine dalla composizione formale e artificiosa tipica della fotografia di moda.

Sempre attorniato da donne bellissime Bailey scoprì Jean Shrimpton, prima top model e volto simbolo degli anni 60 e rese le sue modelle delle icone da Twiggy a Veruschka, a Penelope Tree, una giovane americana figlia di un banchiere miliardario con cui ebbe una relazione dopo lo sfortunato matrimonio con Catherine Deneuve.

Ebbe quattro matrimoni. Nel 1960 si sposa con Rosemary Bramble, nel 1965 con Catherine De Neuve da cui divorzierà sette anni dopo, nel 1975 con la modella Marie Helvin e nel 1986 con la modella Catherine Dyer.

Durante il matrimonio con Catherine Deneuve gli abiti stravaganti che indossano destano scandalo nell’ambiente della Londra benpensante. Testimone alle nozze, il suo amico Mick Jagger.

Una vita spregiudicata quella dell’artista nel pieno clima della rivoluzione sessuale che a Londra si respira maggiormente rispetto all’Europa e all’Italia, incantata dal benessere del boom economico. Londra diventa la città spregiudicata, delle minigonne di Mary Quant, della rivoluzione generazionale dei Who, ammirata da lontano come un momento di evasione. Una città culturalmente viva e piena di fermento, dove non c’è spazio per la routine, la città magica che affascina l’ingenuo e curioso Alberto Sordi nel celebre film del 1966 Fumo di Londra.

Il minimalismo formale parte integrante della rivoluzione Pop si insinua quindi nello stile semplice e leggero della fotografia di David Bailey poco improntata alla tecnica e più attenta al soggetto, al capo indossato, alla libertà sessuale e rivolta alle masse più che ad un’elite circoscritta al mondo della moda.

Risale al 1997 l’ultima raccolta iconografica David Bailey’s Rock and Roll Heroes dedicata alle vecchie glorie della Swinging London e a cantanti contemporanei come Sting, Dave Stewart e i fratelli Gallagher.

Nel 2001 gli viene conferito il titolo di Commendatore dell’ordine dell’impero britannico.

[1] S.Sontag Frammenti per un’estetica della malinconia in V. Lenhdorff, H. Trulzsch, “Veruschka”. Trans Figurazione, A. Mondadori,  Milano, 1986, p. 10.