I Pokemon sono fra noi


pokemon-go-5-1024x576 (Copy)E’ caccia aperta. In Italia l’inseguimento ai Pokemon è iniziato ufficialmente il 15 Luglio scorso, e a contare il numero di utenti che hanno già scaricato l’applicazione la sfida alla cattura è più aperta che mai. Adulti e bambini, in ogni angolo dello stivale, sono alla ricerca degli ambiti mostriciattoli.
L’App si chiama Pokemon Go ed è la più citata e utilizzata del momento.
Pikachu e compagni hanno fatto la loro prima comparsa nel 1996, grazie alla Nintendo, sulla consolle portatile Game Boy. Già allora ci si dava da fare per catturarne quanti più possibile.
Oggi attraverso uno smartphone con attivo il sistema GPS (sistema satellitare di geolocalizzazione) e grazie alla realtà aumentata i Pokemon prendono vita e si materializzano davanti a noi.
L’elenco dei mostriciattoli comprende oltre 720 creature immaginarie, per il momento solo 150 sono quelle in giro per il globo. Ognuno di noi può diventare, attraverso l’App, allenatore di Pokemon e uscire di casa per catturarli con la Pokeball in dotazione.
Attualmente i giochi che si basano sulla realtà virtuale vengono già usati in campo medico per curare l’ansia, alcune forme di fobie, la depressione e il disturbo post-traumatico da stress.
Ma Pokemon Go non è un gioco di realtà virtuale, bensì di realtà aumentata.
La realtà virtuale nasce con l’obiettivo di “replicare” la realtà, dal punto di vista uditivo, visivo, tattile e olfattivo, per compiere azioni nello spazio virtuale. La realtà aumentata, invece, è la rappresentazione di una realtà modificata: alla percezione della normale realtà attraverso i sensi vengono sovrapposti elementi virtuali (audio, testo, foto ecc..).
Pokemon Go, grazie al segnale GPS, ricrea sul cellulare la mappa della città in cui ci si trova. E in luoghi reali, nel nostro ufficio, all’angolo del bar, per la strada sterrata del parco dove portiamo il nostro cane o proprio lì, al centro dell’incrocio, aggiunge Pokemon sparsi qua e là. Visualizza le palestre, dove è possibile far combattere i Pokemon catturati e i Pokestop, negozi virtuali dove acquistare oggetti utili al gioco.
POKEMON (Copy)Una volta aperta l’applicazione e visualizzato sulla mappa il Pokemon a noi più vicino basta inquadrare attraverso la fotocamera del nostro cellulare ciò che abbiamo davanti e all’immagine reale di quello che abbiamo intorno si sovrapporrà la figura virtuale del Pokemon scovato.
In America e non solo l’app è ormai più utilizzata di Facebook e WhatsApp, ma ha battuto addirittura, il record detenuto da Candy Crush.
Sette milioni e mezzo di download negli Usa, 30 milioni quelli complessivi nel mondo.
Con una media di 43 minuti giornalieri trascorsi davanti al videogioco dagli utenti, come riportano i dati del web analist Similar Web, più utilizzato anche dello stesso Whatsapp che si ferma a una media di 30 minuti giornalieri. Si può dire che il 60% di chi ha installato l’applicazione la usi ogni giorno.
Inoltre, a differenza delle ore spese sui social media senza spostarsi dalla sedia, quello di Pokemon Go è un “intrattenimento localizzato” secondo la definizione di Ken Perlin sulla rivista Scientific American.
Ma cosa hanno di così speciale Pikachu e compagni per aver fatto scatenare milioni di persone nel mondo alla loro ricerca? Cosa spinge le persone più disparate a vestirsi e uscire di casa, a qualsiasi ora del giorno e della notte, ad inquadrare le strade del proprio quartiere, delle proprie città e del proprio continente? Dov’è, insomma, il segreto del successo di questa applicazione?
Luca Mazzucchelli, vicepresidente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia parla di Pokemon Go come di un gioco che è riuscito a portare la realtà aumentata sul telefonino e come tale, afferma, una novità, una scoperta, una moda.
Secondo l’esperto, Pokemon Go abbina il fattore novità con il coinvolgimento e la gratificazione, tutte componenti che già sono presenti in altri giochi ma che qui si combinano con la curiosità, il senso di esplorazione e la possibilità di condividere l’esperienza con altri giocatori.
La grande Pokémon-GO (Copy)innovazione di Pokemon Go sta nell’esperienza fra virtuale e reale, videogioco e socialità.
E insieme a tutto questo anche la nostalgia gioca un ruolo fondamentale. Se da bambini abbiamo speso almeno qualche ora a catturare i Pokemon sul Game Boy, è molto probabile che cercheremo di catturarne almeno uno anche attraverso il cellulare.

È risaputo che si prova nostalgia per eventi del passato, ma i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza sembra che la facciano provare maggiormente. Corrono dietro ai Pokemon i bambini della fine degli anni 90 e inizio 2000, ma anche i ragazzi che negli ultimi 20 anni sono stati conquistati dal fenomeno Pikachu. Ragazzi di 30 anni e 15 anni accomunati dalla nostalgia dei Pokemon e della loro infanzia, non più trentenni che rincorrono quell’aria di mistero e di sorpresa che nella vita di adulti a volte viene a mancare. Una caccia al tesoro in cui la chiave è la ricerca: non quello che si trova, ma l’idea stessa di cercare.
La nostalgia è poi in buona parte di natura sociale, i nostri ricordi riguardano anche altre persone e rivivere ricordi condivisi aumenta il senso di appartenenza. Crea desiderio di legame. Quando le persone pensano ad un momento nostalgico diventano più motivate a socializzare e ad incontrare nuove persone. Pokemon Go in questo senso si sta dimostrando un’esperienza molto sociale. In svariati luoghi d’Italia sono in corso, o si sono tenute, giornate di cattura collettiva.
Pokemon Go spinge ad uscire di casa, ma ancor di più spinge ad incontrare altre persone che come noi stanno giocando e con cui è possibile condividere l’esperienza.
Infine la nostalgia ci fa sentire più giovani e vitali e Pokemon Go sprigiona una bella energia. Ci fa tornare bambini e ci fa tornare a giocare. L’idea poi che il mondo sia pieno di creaturine colorate che camminano sulle nostre strade grigie, beh, dà un tocco di colore e di magia alla vita di ogni giorno.
E allora… smartphone alla mano e buona ricerca a tutti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *