Il CASTELLO SANNAZZARO


CASTELLO SANNAZZARO GIAROLE 2Esiste un castello, forse tra i pochi in Italia, che ha avuto come proprietaria un’unica famiglia, i Sannazzaro, i cui discendenti, tutt’oggi abitano il maniero.
Proseguiamo, però, con ordine.
Ci troviamo nel paese di Giarole, in provincia di Alessandria, nella piana che abbraccia il grande fiume, il Po, tra Casale Monferrato e Valenza.
Il nome del paese deriva dal latino glarea (ghiaia), in dialetto giàra, gera, geriola.
In origine, prima del mille, gli abitanti s’insediarono attorno alla chiesa di San Pietro, ora chiusa nel cimitero, sotto la collina di Pomaro, lungo il torrente Grana. In seguito, dal 1200, dopo la costruzione del castello, gli abitanti di Giarole si sistemarono attorno al castello dando origine all’attuale borgo.
Ed è intorno al Castello Sannazzaro che ruota la vita del paese.
Il castello fu fondato a seguito di un diploma dell’Imperatore Federico Barbarossa datato 4 dicembre 1163 e dato a Pavia a quattro cavalieri della famiglia Sannazzaro – Guido, Burgundio, Assalito e Raineri – in cui li autorizzava, tra vari privilegi, “a costruire un castello dovunque volessero nei loro possedimenti” (ubicumque voluerint in possessionibus eorum).
Nel passato ha ospitato, tra gli altri, i principi Paleologo marchesi di Monferrato, i principi Gonzaga duchi di Mantova e Monferrato, il re Carlo Emanuele III di Sardegna con il figlio principe di Piemonte (futuro Vittorio Amedeo III) che soggiornarono per pochi giorni nel settembre del 1745, il Re Vittorio Emanuele II con l’Imperatore Napoleone III nel maggio del 1859, il duca Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta nel 1911, artisti e altri personaggi celebri.
Il castello, a pianta quadrilaterale irregolare, ha subito trasformazioni e restauri in varie epoche.
L’ala più antica è quella di sud-est prospiciente la trecentesca chiesa di San Giacomo.
In questa parte sono ancora ben visibili i resti del ponte levatoio, di una bifora quattrocentesca e di una torre con finestre gotiche rimaneggiate.
Le due torri di sud-ovest e di nord est furono probabilmente aggiunte prima del Cinquecento.
L’ala sud verso il paese, circondata da un fossato, è stata restaurata nella seconda metà del Settecento, mentre il restauro più importante è stato eseguito negli anni ‘50 dell’Ottocento.
CASTELLO SANNAZZARO GIAROLE 1Nel 1854-57, il conte Giacinto Sannazzaro Natta fece restaurare in stile neogotico (e neorinascimentale) il grande salone d’ingresso, lo scalone principale, la sala da ballo e le principali camere da letto. In questa fase vennero aggiunte le finestre neogotiche e fu realizzato un rialzo del lato nord e della torre di vedetta, con la sostituzione del tetto a capanna con un tetto a merli ghibellini. Inoltre vennero aggiunti gli affreschi del salone d’ingresso e della sala da ballo, oltre alla decorazione con carta da parati delle camere da letto principali.
Fu in quell’occasione che lavorarono per Giarole alcuni valenti artisti e pittori piemontesi come Paolo Emilio Morgari, Andrea Gastaldi e Bartolomeo Giuliano.
Un altro pittore di valore, un giovane della famiglia Grosso (stirpe di pittori piemontesi dell’Ottocento), morì cadendo mentre affrescava il gruppo centrale della sala da ballo.
Si dice che il suo fantasma vaghi ancora nelle sale del castello e forse è proprio lui che, a dispetto dei proprietari, amici e ospiti accende le luci negli angoli più impensati, e non solo…
Dopo l’ingresso e il cortile interno si accede al grande salone d’ingresso con i suoi affreschi neogotici. Segue la stanza della musica d’impianto barocco e ricca di oggetti e cimeli di famiglia. Salendo per lo scalone principale, anch’esso neogotico, si accede all’antisalone e alla sala da ballo. Quest’ultima molto ricca di decorazioni ottocentesca, tra cui gli affreschi della volta che ricordano la figura del fantasma, il giovane pittore torinese Grosso che qui morì, vittima della sua arte.
A lato della sala da ballo sono poi visitabili quattro camere da letto: la camera a fiori o camera verde, la camera blu o dei pizzi, la camera rosa e la suggestiva camera del baldacchino bianco che prende il nome da un letto francese del Settecento.
Si passa poi al guardaroba grande che ancora mantiene il suo utilizzo originale e che ospita una piccola collezione di ferri da stiro di varie epoche.
L’ultima stanza visitabile è il salottino della torre di nordovest o salottino cinese.
Molti castelli, inoltre, hanno leggende di passaggi segreti collegate a castelli e fortezze; il Castello dei Conti Sannazzaro Natta ne annovera ben due: una parla di un passaggio segreto verso il castello di Pomaro (circa 3 Km di distanza), già residenza dei conti Calvi di Bergolo e della principessa Iolanda di Savoia; l’altra di un passaggio segreto verso il castello di Baldesco, che fu per molti secoli proprietà dei marchesi Natta d’Alfiano, cugini dei Sannazzaro.
L’ingresso di questi passaggi segreti sarebbe, a detta di esperti, facilmente identificabile nella parte nord dei sotterranei del castello, non lontano da quella che fu la prigione (in uso e documentata fino al 1796). Bisogna solo convincere i padroni di casa a mostrarvelo.
Attraverso le scale della torre principale o torre di vedetta si ridiscende nel cortile interno.
Uscendo è possibile visitare il giardino con un grande parco di impianto Ottocentesco all’inglese, di circa 23mila metri quadri e con importanti alberi centenari d’alto fusto (Platani, Ippocastani, Ginko, Noci, Tassi, Pioppi e altre specie), un piccolo frutteto e un ampio gazebo nella parte occidentale dietro le scuderie.

CASTELLO SANNAZZARO GIAROLE 4Aperture: nel periodo di Castelli Aperti, tutto l’anno anche per singole persone previo appuntamento, gruppi e scuole tutto l’anno su prenotazione.
Orario: visite guidate dalla proprietà 10,30-12,30; 15,00-18,00 – Turni di visita ogni ora.
Costo biglietto: intero 10,00€; gratuito fino a12 anni; tariffa scuole 3,00€.
Informazioni: Via Roma 5, 15035 Giarole (AL) – Tel: 014268124 – Fax: 014268124 – Cell : 3351030923
Email: info@castellosannazzaro.it – Web: www.castellosannazzaro.it
Da visitare nel paese anche la trecentesca chiesa del castello dedicata a San Giacomo. Costruita all’esterno della fortificazione, fu la parrocchia del paese fino al 1840, anno in cui venne costruita l’attuale chiesa parrocchiale, e conserva quadri e affreschi del cinquecento tra cui una pala datata fine ‘500 di Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo dedicata alla “Vergine col Rosario”; da visitare anche la parrocchiale Nuova Chiesa di San Pietro i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1836.
Nel cimitero del paese sorge la Chiesa di San Pietro, ad aula unica con la facciata del 1100, mentre l’abside a Oriente testimonia lo stile Romanico. Fu la prima chiesa parrocchiale ed è visitabile su richiesta in occasione delle manifestazioni di Riso&Rose (maggio), della festa di San Giacomo (luglio) e della festa del mais (primi di Settembre). Per informazioni rivolgersi in Comune (tel.014268123).

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