Immaginatevi immigrati… 1


o-MIGRANTI-ONU-facebook (Copy)Immaginate di dover lasciare la vostra casa, di temere ogni giorno l’incontro con gente violenta, di non sapere più cosa significhi “futuro”, di non sapere dove andare per tutelare la vostra persona.
Immaginate che l’unica soluzione sia di fuggire, senza sapere quello che potrà accadere durante il viaggio della speranza, in un barcone colmo di corpi, affollato di ansie e di incertezze sulla propria esistenza.
Immaginate ancora di essere “sopravvissuti”, di aver perso persone care durante il viaggio o di essere partiti senza di loro.
Immaginate di essere considerati ostili e prepotenti, di dover raccontare continuamente la vostra vita, di restare completamente in balia di un destino incerto.
Immaginate di sentirvi insieme fortunati e sfortunati per essere sopravvissuti, abbandonati a voi stessi, sperduti in una terra sconosciuta.
Immaginate di ripensare con amarezza la vostra casa, a tutto quello che avete lasciato e che nel migliore dei casi rivedrete fra molti anni, o forse mai più.
Continuate a pensare a come potrete guadagnarvi da vivere, a chi vi darà un lavoro, fino a che punto userà la vostra condizione di bisogno per sfruttarvi, per fare della vostra triste realtà una soddisfazione egoistica e senza scrupoli.
Immaginate adesso quanto sia doloroso vivere ogni giorno in questa realtà, in cui nulla è scontato, col pezzo di pane da chiedere a gran voce, prendendolo anche a costo di lasciarne senza altri come voi.
Immaginate di avere difficoltà anche per le minime necessità, di essere incerti sulle più piccole cose, ma di poter andare ancora a dormire col sorriso o l’aiuto che qualcuno vi ha dato.
Pensate adesso alla tendenza a parlare di migliaia di sbarchi, a considerare ogni persona e la sua vita come un numero. Pensate che rifiutarsi di vedere tutto questo, ogni giorno è solo il frutto di paura, l’orrore di un’umanità che nega la fratellanza, mentre allo stesso tempo ne fa un baluardo teorico.
Immaginate…


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