Immagini e suoni nella casa di Trani


Ghost (Copy)Tempo fa lessi in un libro che le coincidenze non esistono e per molto tempo ho ripensato a questa cosa cercando di trovarne un nesso con la mia vita, alle volte facendo mio questo pensiero e non saprei trovare altro nesso con quello che è successo nell’indagine svolta a Trani in un’abitazione privata lo scorso settembre.
Parlo di coincidenze, perchè cio’ che è avvenuto ci ha visti protagonisti di una serie di avvenimenti davvero troppo evidenti per poter essere solo un accadimento estemporaneo.
In una calda giornata di settembre veniamo contattati da una famiglia tranese: in casa loro si susseguono fenomeni paranormali e loro pensano di conoscere l’entità che fa loro visita di notte .
Da circa un anno i componenti di questa famiglia asseriscono di ricevere la visita di un giovane amico di famiglia al quale erano particolarmente legati, tragicamente scomparso troppo presto in un incidente stradale.
La signora lo vede triste sul suo letto, una figura evanescente, un alone avvolto in una luce sfocata, .
Accettiamo d’interessarci al caso e ci rechiamo da loro per l’indagine. Come di consueto piazziamo l’attrezzatura: videocamere infrarossi, full-spectrum, registratori audio, k2 e termocamera, ma non abiamo neanche iniziato che già qualcosa attira la nostra attenzione: il k2 inizia a segnalare anomalie lungo tutto il corridoio. Decidiamo di non dar peso alla cosa e procediamo con le sessioni evp; ci rechiamo in camera da letto e iniziamo le registrazioni.
L’indagine procede senza anomalie, tutto come in una normale abitazione abitata da una famiglia normale. Ad un tratto le luci del k2 si accendono, improvvisamente, come se qualcuno, o qualcosa, stesse tentando di interagire con noi. Poniamo le nostre domande: “se sei il ragazzo che conosceva questa famiglia vuoi provare ad accendere l’attrezzo che abbiano in mano?”
La risposta giunge inequivocabile attraverso le luci del k2 che si accendono.
Poniamo un’altra domanda: “sei morto in un incidente?” In risposta le luci del k2 si accendono ancora. Continuiamo: “sei legato a questa famiglia?“ Nuovamente attraverso il k2 ci giunge una risposta affermativa.
L’indagine continua, senza però registrare altri accadimenti degni di nota; l’entità, o presunta tale, sembra adesso piuttosto infastidita dalla nostra presenza, non vuole più interagire con noi e risponde positivamente quando gli chiediamo se lo stiamo infastidendo. Infine, dopo altre sessioni di EVP senza alcuna risposta, decidiamo di concludere la sessione d’indagine.
Ma come accennavo all’inizio di questo racconto, le coincidenze non esistono.
Il giorno dopo iniziamo l’analisi dei dati; dopo qualche ora ricevo la telefonata di Giandomenico: ha trovato qualcosa di strano in uno dei video girati in camera da letto. Sul letto matrimoniale (ma non era quello il posto dove la padrona di casa vedeva una figura evanescente?) compare un’ombra avvolta da un’inspiegabile alone evanescente.
Siamo sorpresi; decidiamo di consultarci con qualche esperto e sottoponiamo il video prima ad Angelo Ferri, fotografo professionista, e poi ad un esperto in effetti speciale di Cinecittà. La risposta è la stessa: non si tratta di un riflesso ne di un’aberrazione della lente, sembrerebbe un’anomalia.
Alla stranezza della circostanza se ne aggiunge un’altra quando riascolto l’audio delle registrazioni: alla nostra domanda “da quanto tempo sei qui?“ si sente distintamente una voce rispondere “Un anno”.
Probabilmente il fatto di aver ripreso un’immagine là dove la signora dice di avrla vista è solo una coincidenza, ma forse no, e in questo caso la ripresa conferma l’ipotesi sulla quale si basano le nostre ricerche: che qualcosa esiste oltre i nostri sensi ed è rilevabile con le nostre apparecchiature.
Certo, tutta l’attività che andiamo svolgendo si basa su ipotesi, non c’è niente di scientificamente accertato, almeno fino a questo momento, ma delle risultanze ci sono, ed io non credo alle coincidenze.

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