Innamorarsi di Catania


catania (Copy)Che bedda Catania, Catania di notti iu sentu ca u cori m’abbatti chiù forti ndè strati, ndè chiazzi e intra i cuttigghi poi l’alba d’argentu s’ammisca cò mari” [Che bella Catania, Catania di notte – sento che il cuore mi batte più forte – nelle strade, nelle piazze, e nei negozi – poi l’alba d’argento si mischia col mare]. Così canta Giuseppe Castiglia nella sua canzone “Che Bedda Catania’”e ben descrive le emozioni di chi si innamora di questa città. Ed è semplice innamorarsene: la maestosità barocca del suo centro storico, il suo territorio che spazia tra mare e montagna, il maestoso vulcano Etna, i sapori della tavola, la calorosa accoglienza della sua gente, i negozi ed i luoghi tipici, la sua chilometrica spiaggia sabbiosa, il clima sempre mite e caldo… a Catania non manca proprio nulla!

La storia
Sono poche le città il cui nome è in grado di raccontare la loro stessa natura, la loro storia. Catania è una di queste: il suo nome deriva dall’apposizione del prefisso greco katà (“nei pressi di” o “appoggiato a”) al nome del vulcano Etna. È lavico, infatti, il territorio sul quale sorge questo Comune, che è il capoluogo (non di Regione) più popoloso d’Italia.
Città affacciata sulla costa Ionica della Sicilia e sorta ai piedi del vulcano più alto d’Europa, Catania vede alternarsi vette innevate, mare cristallino e la lussureggiante Piana di Catania. Il fuoco e l’acqua si sono dati appuntamento proprio qui, dando vita a una città unica, dichiarata non a caso Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, insieme ai sette Comuni della Val di Noto.
A partire dalla sua fondazione, avvenuta nel 729 a.C. a opera dei Greci Calcidesi, la città ha subito svariate dominazioni, che però ne hanno arricchito di volta in volta il patrimonio artistico, architettonico e culturale. E hanno temprato il carattere dei suoi cittadini, che nei millenni hanno fatto dell’accoglienza e della convivenza pacifica uno stile di vita. Straordinaria la concentrazione di edifici barocchi nel centro storico, e in particolare in via Crociferi, sulla quale si affacciano, per esempio, la Chiesa di San Benedetto, Palazzo Asmundo Francica-Nava, con il meraviglioso giardino pensile, e la Chiesa di San Francesco Borgia, dove il grande compositore Vincenzo Bellini suonava l’organo. Proprio all’autore della Norma è dedicata Villa Bellini, uno dei numerosi giardini cittadini, che conserva la meraviglia – per importanza storica e conservazione della biodiversità – dell’Orto Botanico.
Tanti anche i locali e i ristoranti che animano la movida catanese: birrerie, bar con maxi schermo e caffè frequentati dagli universitari, che d’estate si spostano verso La Playa, la spiaggia di sabbia lunga 5 km, e affollata di stabilimenti balneari, di questa città definita, per il travolgente boom degli anni Sessanta, la “Milano del Sud”.

Quando andarci
Catania è una città particolarmente fortunata dal punto di vista climatico e piacevole da visitare tutto l’anno. Gode, infatti, del tipico clima mediterraneo, con alcuni connotati assimilabili all’area subtropicale. L’estate dura molti mesi e, nonostante le alte temperature, non registra mai un forte tasso di umidità, anche perché le precipitazioni sono piuttosto scarse e concentrate in autunno. L’inverno è mite e caratterizzato da raffreddamenti notturni piuttosto marcati.

Sizilien

Come arrivarci
Aereo – La città è servita dall’aeroporto internazionale di Catania-Fontanarossa “Vincenzo Bellini”, il primo aeroporto del Sud Italia per traffico di passeggeri. Catania è facilmente raggiungibile da Roma, Milano, Genova e dagli altri principali capoluoghi di provincia italiani grazie a voli Alitalia, ma anche di molte compagnie low cost. L’aeroporto dista 7 km dal centro della città ma è servito da frequenti ed economici bus urbani.
Treno – Il principale snodo ferroviario di Catania è costituito dalla Stazione di Catania Centrale, in Piazza Papa Giovanni XXIII, alla confluenza delle principali arterie cittadine. La stazione è collegata al porto, e quindi al resto d’Italia, tramite treni a lunga percorrenza che effettuano anche il servizio di trasporto auto da e verso le stazioni di Bologna Centrale, Roma Termini, Milano San Cristoforo e Torino Porta Nuova.
Nave – Il porto di Catania è facilmente raggiungibile sia da Napoli tramite le compagnie Tirrenia e TTT Lines, sia da Genova con la compagnia Grandi Navi Veloci.
Auto – Per chi desidera viaggiare in auto basta immettersi nell’autostrada A1 Napoli-Milano e poi proseguire per la Salerno-Reggio Calabria. Una volta usciti a Villa San Giovanni è possibile imbarcarsi per la Sicilia e in particolare verso i porti di Messina o di Palermo. Per arrivare a Catania da Messina bisogna imboccare l’autostrada A18 e percorrere 95 km mentre per arrivare a Catania; da Palermo i chilometri da percorrere sono 195 e l’autostrada da imboccare è la A19.

Come muoversi
Il trasporto pubblico cittadino è gestito dall’AMT, acronimo di Azienda Metropolitana Trasporti. Catania è dotata, oltre che di autobus e di tram, anche di una linea metropolitana. Il modo migliore per muoversi in città è rappresentato dai bus urbani arancione che consentono di raggiungere tutta la città. Il biglietto semplice costa appena 1 euro e dura 90 minuti. La città è collegata con tutte le località principali dell’isola grazie a frequenti corse di moderni e confortevoli autobus extra urbani.

I Musei
Il Museo Diocesano di Catania si trova all’interno del Seminario dei chierici, attiguo alla Cattedrale di Sant’Agata, ed è diviso in due sezioni: una comprendente gli arredi sacri della Cattedrale di Catania e l’altra contenente gli arredi provenienti dalle altre chiese della città e da quelle disseminate nella provincia etnea. Di particolare interesse, il fercolo di Sant’Agata, in argento finemente cesellato, la spada di Ludovico d’Aragona e il pallio dell’artista Saverio Corallo. Molto suggestiva anche la vista che si gode dalla terrazza panoramica che dà sull’Etna (via Etnea 8).
Il Museo Civico Belliniano si trova all’interno del Palazzo Gravina Cruylass, una delle residenze cittadine dei Principi di Palagonia, e occupa le stanze in cui il compositore catanese Vincenzo Bellini trascorse i primi sedici anni di vita.
Le cinque stanze del museo sono organizzate cronologicamente e ripercorrono la vita del celebre autore della Norma attraverso dipinti, libri, spartiti originali autografi (tra i quali molti abbozzi), strumenti musicali e, infine, la sua maschera mortuaria.
Di particolare interesse il fortepiano, lo strumento precursore del pianoforte, appartenuto al compositore (piazza S. Francesco d’Assisi).
Il Museo Civico al Castello Ursino, inaugurato nel 1934 all’interno del Castello Ursino, custodisce la collezione benedettina e quella degli eredi del Principe di Biscari oltre a molte donazioni private.
Al suo interno si trova anche una pinacoteca con opere di artisti catanesi, come Giuseppe Sciuti e Michele Rapisardi, ma anche di artisti internazionali come il fiammingo Simone di Wobreck e Luis de Morales.
Oltre alla sezione moderna, sono di grande pregio la sezione archeologica, che permette di ammirare sculture di epoca ellenistica e romana, tra le quali spicca la testa di efebo del VI secolo a.C. ritrovata durante gli scavi dell’antica Leointoi, e quella medievale con i due portali che, con le scritte, le poesie e i disegni incisi documentano il periodo nel quale il Castello fu una prigione (piazza Federico II di Svevia).
La Casa Museo Giovanni Verga, dichiarata monumento nazionale nel 1940, si trova al secondo piano di un edificio che ospita, al primo piano, una biblioteca contenente oltre 4mila volumi e intitolata a Federico De Roberto.
Anche l’appartamento di Verga conserva una collezione di 2500 volumi di proprietà dello scrittore. Oltre alle riproduzioni dei manoscritti verghiani, i cui originali sono conservati nella Biblioteca Universitaria Regionale di Catania, si possono ammirare una pergamena decorata da Alessandro Abate e donata allo scrittore in occasione del suo ottantesimo compleanno, e un busto opera dello scultore Bruno, oltre a due ritratti di Michele Grita (via S. Anna 8).

dscf0063 (Copy)I monumenti
La Cattedrale di Sant’Agata è il duomo di Catania ed è dedicato alla sua patrona vergine e martire. L’antica costruzione normanna originaria venne distrutta dal terremoto del 1693, perciò l’edificio attuale è il frutto della ricostruzione del 1711 affidata all’architetto Giacomo Palazzotto. La magnifica facciata barocca che alterna la pietra lavica nera con la chiara pietra calcarea di Siracusa, creando un unicum in tutto il panorama degli edifici barocchi italiani, è, invece, il capolavoro di Giovan Battista Vaccarini.
All’interno, costituito da una pianta a croce latina a tre navate, il coro ligneo del Cinquecento, la cappella dedicata alla santa e la tomba di Vincenzo Bellini.
La Fontana dell’Elefante si trova nella piazza antistante il Duomo, dalla quale comincia l’elegante via Etnea. È un monumento del Settecento costituito da un elefante di pietra lavica sovrastato da uno obelisco di granito. Simbolo e portafortuna della città, viene chiamato in dialetto catanese u’ liotru, forse contrazione di Eliodoro, mago che impressionava i popolani con vari sortilegi.
Il Castello Ursino si staglia imponente su piazza Federico II di Svevia ed è stato costruito tra il 1239 e il 1250 per volere dell’omonimo imperatore e su progetto dell’architetto Riccardo da Lentini. Originariamente si trovava sul mare, ma attualmente ne dista 500 metri a causa della colata lavica che nel 1669 circondò l’edificio senza toccarlo.
Il Castello è a pianta quadrata, con quattro torrioni agli angoli e, sulla facciata principale e posta all’interno di un’edicola, un’aquila sveva che tiene tra gli artigli una lepre. Sulle altre pareti si alternano simboli religiosi cristiani, arabi ed ebrei, a dimostrare la tolleranza religiosa di Federico, che contribuì alla coesistenza pacifica della varie comunità etniche e maestranze cittadine.
I Teatri Romano e Odeon sono il frutto più prezioso degli scavi archeologici che hanno interessato il centro storico della città etnea, riportandone alla luce la struttura romana risalente al II secolo d.C. a sua volta sovrapposta alle costruzioni di età greca classica.
Il Teatro aveva una capienza di circa 7mila spettatori ed è, infatti, il terzo d’Italia dopo il Colosseo e l’Arena di Verona. Non ha corrispettivi, invece, il vicino edificio dell’Odeon, spazio chiuso destinato alla musica, alla danza e alle prove di cui non è rimasta traccia negli altri anfiteatri.
Il Teatro Massimo Bellini fu inaugurato nel 1890 con una rappresentazione della Norma. Ospita sulla facciata barocca, evoluzione dello stile locale dell’architetto milanese Carlo Sarda, le statue della Musica, della Poesia, della Tragedia e della Commedia.
All’interno, la straordinaria volta affrescata sovrasta i duemila posti a sedere del teatro.

A tavola
La fertilità della terra della provincia catanese e la conseguente abbondanza di verdura, ortaggi e frutta ha contribuito a dare vita a una gastronomia estremamente ricca e varia.
Tra gli antipasti, ad avere la meglio sono le insalate di mare preparate con polpi, gamberi e occhi di bue (molluschi tipici di questo mare) bolliti. Queste e altre specialità di pesce, come la pasta con il nero di seppia o con i masculini (alici fresche in soffritto di pomodoro, seppie e il nero di seppia) possono essere gustate in molti locali tipici del centro.
Tra i primi il più famoso è sicuramente la pasta alla Norma, condita con sugo di melanzane fritte.
Un salto alle numerose pasticcerie del centro (via Etnea e piazza Duomo) è consigliabile, invece, in ogni momento della giornata, sia per una pausa dolce a base di cannoli, cassata, frutta martorana (pasta a base di mandorle) o brioche con gelato, che per una pausa salata a base di arancini (palline di riso fritte e ripiene di ragù) o pasta siciliana (sottile sfoglia di pasta fritta ripiena di tuma e acciughe). Disseminati in tutta la città sono, poi, i ciospio, chioschi che servono bibite a base di sciroppi di frutta come il seltz, a base di limone, e lo zammù (acqua con anice).

Lo shopping
Le vie dello shopping di Catania sono via Etnea, Corso Sicilia e via Umberto, affollate soprattutto nei negozi di abbigliamento. Un altro asse del commercio cittadino è costituito da Corso Italia e via Monfalcone, dove si concentrano le boutique più esclusive e le griffes più costose.
Per chi è interessato ai prodotti locali, invece, è consigliabile un giro nei mercati storici di Catania, come la Pescheria che si estende attorno a piazza Pardo, a due passi dal Duomo. Qui è possibile trovare, tra le bancarelle di pesce fresco, anche frutta secca, bottiglie di olio extravergine di oliva e vino rosso prodotto alle falde dell’Etna, legumi secchi e molto altro. Vicino al Castel Ursino si trova, invece, la Bottega del Puparo (via Reitano 55), negozio storico dei Napoli, famiglia che da generazioni si dedicata alla realizzazione dei pupi utilizzati durante le rappresentazioni del Teatro Stabile dell’Opera dei Pupi.

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