Introduzione al Giubileo


ClZQBW8WQAAVYmQ (Copy)Introduzione al Giubileo”, ultimo libro di Claudio Monachesi, a prima vista potrebbe sembrare una delle tante attività fiorite intorno al Giubileo della Misericordia e interessanti solo perché funzione di questo accadimento. Basta aprirlo, però, per rendersi conto che si tratta di tutt’altra cosa, che il Giubileo papale ne rappresenta solo un aspetto e, per certi versi, un puro pretesto e che il libro vive di vita propria, mettendo insieme concezioni cristiane, sacre scritture, qabbalah, logiche iniziatiche e tradizioni esoteriche diverse, collegate e armonizzate da una mente eclettica qual è quella di Claudio Monachesi. Talchè non è strano che nell’introduzione di Fabrizio Mariani, peraltro scritta per la prima stesura di Introduzione al Giubileo del 2000 e qui riproposta, si parli di percorso iniziatico in cui i luoghi, pur sacri alla cristianità, diventano luoghi dell’anima, cammino di perfezione, strumenti verso la ricerca di se stessi. Si scopre così che il pensiero cristiano estende le sue radici in territori ben più profondi dei semplici aspetti dogmatici e devozionali, e che anche in essi è la potenza della rigenerazione.
Il viaggio si sviluppa attraverso la “Rosa del Giubileo”, suddivisa in 12 settori perché il 12 rappresenta il numero della completezza, del ciclo concluso, che diventano 14 se si considerano anche il sopra e il sotto. In questo modo il cerchio si trasforma in struttura elicoidale, scopre l’alto e il basso, la necessità di salire.
La “Rosa del giubileo” comprende tutti gli spazi da visitare, con i relativi “misteri”, da scorgere soprattutto nella propria interiorità:
1. S. Maria ai Martiri, situata nel Pantheon, un testimone bimillenario. Rappresenta i misteri dell’iniziazione e dell’ascensione in cielo come passaggio di un culto in un altro culto, di un cielo in un altro cielo.
2. S. Maria in Vallicella, la Chiesa Nuova fatta costruire da San Filippo Neri, che vi è sepolto. Individua i misteri della gioia e dell’allegria.
3. San Pietro in Vaticano, la ricchezza, le due chiavi: d’oro e d’argento: i misteri della grandezza di questo mondo.
4. Porziuncola, luogo della riunione mondiale delle religioni; è il simbolo dei misteri del farsi piccoli.
5. S. Maria Aracoeli, il risveglio dal sonno, Mosè ed Elia, Cesare Augusto. I misteri della trasfi-gurazione.
6. S. Paolo fuori le mura e l’Abbazia delle Tre Fontane, la tomba di Paolo nella croce egizia. Il luogo del martirio. L’altare di San Bernardo di Chiaravalle con accanto l’Ara dei Fratelli Arvali: i misteri della conversione.
7. San Sebastiano fuori le mura. La “Memoria Apostolorum” nelle catacombe. Due acrostici: Ictus, Vitriol. Le orme dei piedi (i pesci) lasciate sulle pietra da Gesù). I misteri delle profondità degli abissi e della Pentecoste.
8. San Lorenzo fuori le mura. Due basiliche che si uniscono una all’altra annodandosi agli absidi. Il silenzio. La cenere di Lorenzo. I misteri della morte.
9. Santa Croce in Gerusalemme. Le ultime sette parole di Gesù sulla croce. Le 14 stazioni della Via crucis. INRI, INBI, INMH. I misteri della passione.
10. Santa Maria Maggiore. La fondazione rituale con l’aratro fatta da Papa Liberio, che ne tracciò il perimetro similmente agli antichi. I misteri della nascita, della verginità, dell’assunzione.
11. Santa Prassede, dove è stato raccolto il sangue di circa duemilatrecento martiri. I misteri della Gerusalemme Celeste.
12. Santo Stefano Rotondo, il sepolcro di Gesù. I misteri della resurrezione.
13. San Giovanni in Laterano, Mater Urbis et Orbis, ovvero i misteri dell’ascensione in cielo.
14. Sancta Sanctorum, ovvero i misteri di “Atziluth”.

Così il ciclo è completo. Obiettivo del viaggio è assumere l’esperienza giubilare a motivo iniziatico, farne una strada d’elevazione, la propria strada, vivendola in modo pieno e completo, trasportandosi in un luogo non luogo, in un tempo al di là del tempo, sostanzialmente muovendosi in una dimensione sacrale con la coscienza di essere noi stessi luogo, tempo e sacralità. E ritrovare se stessi alla fine del viaggio, con la consapevolezza che un ciclo si è concluso, e che siamo in grado di iniziarne un altro.
Ci ritroviamo di nuovo tutti insieme giù, poco fuori l’edificio della Scala Santa; ci sono ancora commenti richieste consigli interrogativi baci strette di mano… E qualcuno che si meraviglia del tempo, repentinamente cambiato, senza più vento, il cielo d’un grigio uniforme e una pioggerellina che quasi non bagna i nostri capelli i nostri vestiti.
Alcuni di noi per andare alle automobili camminano ancora insieme, alcuni osservando il cielo… Sono stanco, ma soddisfatto e quasi incredulo che sia potuto accadere tutto questo… Una vecchia mendicante farfuglia con la bocca vuota ‘la carità’… E in fondo, già visibile, la statua di S. Francesco benedicente… E di lato Porta S. Giovanni, e le mura aureliane che si dirigono virili verso S. Croce in Gerusalemme.
“ Dove andiamo a cena stasera?”

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