LA LEGGENDA DEL CASTELLO


trani 5Armida era bella. Più bella di tutte le donne che fino a quel momento si fossero mai viste nella città di Trani. Tanto bella che il signore del castello la volle in sposa, ad ogni costo. La colmò di attenzioni, di regali; ogni giorno alla porta di Armida bussavavano i servitori che recavano ceste di frutta e fiori, stoffe ricamate, sete e gioielli.
Sommersa da tante cure Armida capitolò e all’ennesima richiesta del signore del castello accettò di sposarlo. Non era un un uomo cattivo il signore del castello di Trani, ma lei non lo amava. E questo, per Armida era un ostacolo insormontabile che non la faceva sentire felice.
Accadde un giorno come tanti. Giunse alla corte del signore un cavaliere che, proveninte da terre lontane e stanco del viaggio, rimase ospite per alcuni giorni nel castello.
Fu questione di un momento: uno sguardo, o poco meno, Armida si innamorò del cavaliere e lui di lei, in un rapido gioco del destino di cui ciascuno fu immediatamente consapevole. I loro incontri furono rapidi e fugaci, ma il signore del castello se ne accorse e li attese al varco, sorprendendoli sul fatto.
Come prima cosa, pugnalò a morte il cavaliere che le stava rubando l’amore e l’attenzione della sua adorata moglie. Poi fu la volta di Armida: la donna venne rinchiusa in una cella del castello, dove si lasciò morire, vinta dalla tristezza e dallo sconforto.
Da allora il fantasma di Armida è apparso spesso nel corso dei secoli. Indossa un vestito grigio scuro, l’ovale del suo volto è perfetto, come pochi altri nella storia dell’umanità, contornato da lisci capelli scuri, e i suoi occhi sono azzurri, penetranti e tristi, ombreggiati da lunghe ciglia.
Si aggira per le sale del castello di Trani e quando qualcuno cerca di avvicinarsi a lei non scompare subito, anzi in alcuni casi si è persino lasciata sfiorare, sia pure per solo momento.

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