Le aziende italiane cercano “futurologi”


futurologi

N°1 GENNAIO 2018

Le aziende italiane sono alla disperata ricerca di ‘futurologi’.

Chi è il futurologo? Se pensate ad un indovino o ad un veggente non siete del tutto sulla cattiva strada. Un futurologo è uno specialista di settore in grado di interpretare i segnali del passato e rielaborarli per formulare delle previsioni future, quasi del tutto certe.

Un futurologo è senza dubbio un professionista che può operare in ogni settore e che sa prevedere e interpretare uno scenario in base ai dati scientifici che possiede.

Solitamente sono consulenti di management che aiutano le aziende a comprendere andamenti e tendenze, gestiscono i rischi e creano perciò potenziali opportunità di mercato.

All’estero la posizione del futurologo è in vantaggio rispetto all’Italia. Corsi di Futures studies si tengono già in Germania, in Texas e in Giappone. Gli studenti sono così preparati ad affrontare ed anticipare possibili eventi economici ma anche tendenze culturali e sociali.

Al Financial Times il professor Erik Overland dell’Università di Berlino afferma: «questa attività è quanto di più lontano dalla profezia».

Brian David Johnson, insegnante all’Università dell’Arizona, è stato tra i primi futurologi di Intel a cercare di capire come le nuove tecnologie potessero essere fruite dagli utenti.

«Quando sono stato assunto alla Intel, gli altri pensavano che il mio ruolo fosse un po’ strano» ha spiegato Johnson.

Società come Shell e Rand Corporation si affidano a questa figura già dagli anni 60 e 70.
Lo scetticismo riguardo la posizione dei futurologi è la regola negli ambienti poco propensi alle novità. Svecchiare il sistema e la mentalità rigida è la nuova frontiera che questi studi si pongono, oltre all’applicazione reale delle previsioni in ogni tipo di azienda.

futurologo

«Anche in Italia le aziende iniziano a cercare dei professionisti in grado di prevedere gli scenari futuri, in modo da permettere alle amministrazioni di prendere delle decisioni ottimali sul lungo termine» spiega Carola Adami, head hunter della società milanese di ricerca e selezione del personale Adami & Associati.
«Sul piano internazionale, le prime compagnie ad approfittare regolarmente delle competenze del futurologo sono state Volkswagen, Hersheys e Capital One Bank» ha spiegato Carola Adami «ma oggi, di fronte ad una crescente complessità dei mercati, questa esigenza è sentita da tutti i grandi brand, e non solo. Non deve dunque stupire che anche molte realtà italiane, pur chiamandoli spesso con nomi diversi, siano alla costante ricerca di futurologi, figure che però ad oggi latitano sul mercato del lavoro del nostro Paese».

Anche in Italia le aziende hanno capito quanto possa essere vitale analizzare gli scenari futuri e così il mondo dell’università sta cercando di soddisfare queste richieste.

L’Università di Trento ha avviato un master di secondo livello in ‘previsione sociale’, indirizzato a professionisti che già lavorano nelle aziende.

«Le imprese più innovative sono dunque alla ricerca di professionisti in grado di analizzare in maniera critica il futuro: non si tratta di immaginare quali saranno le nuove tecnologie, i nuovi prodotti o le nuove tendenze, quanto invece di capire quali saranno i comportamenti delle persone di fronte a determinate tecnologie da sfruttare ulteriormente.

Le aziende che hanno investito sui futurologi negli anni passati continuano a farlo con crescente convinzione e questa è di certo la miglior prova a sostegno di questa particolare professione» ha spiegato Carola Adami.

Il futurologo dunque non si basa sulle sensazioni per indovinare il futuro ma ha a disposizione ben altri strumenti solidi e concreti su cui elaborare le pianificazioni. L’analisi di situazioni, dati e statistiche possono fornire un quadro completo, utile soprattutto nel campo dell’economia, a prevenire fallimenti o catastrofi dovute a scelte errate.