Tecniche d’innesto


   

La tecnica dell’innesto viene usata in orticoltura, floricoltura e in frutticoltura allo scopo di far nascere specie vegetali che conterranno i tratti originali delle piante di partenza.

Per eseguire un innesto i due elementi che si fonderanno sono il portainnesto ovvero la pianta radicata e la marza, una porzione di pianta solitamente rigogliosa e nel pieno della sua attività, altresì detta comunemente nesto, che viene a sua volta inserita nel portainnesto. Dall’unione tra marza e portainnesto avrà origine la nuova specie ibrida. Molte specie che comunemente conosciamo sono frutto di innesti già sperimentati.

Per una buona riuscita dell’innesto devono esserci alcune condizioni favorevoli all’attecchimento:

La temperatura e l’umidità devono essere consone al tipo di piante che si vanno ad innestare.

Sull’incisione dove viene inserita la marza devono essere applicate le giuste protezioni che solitamente consistono in un nastro isolante con cui viene legata la marza per evitare che esca fuori sede e affinché non si formi dell’aria nell’ area dell’incisione, sostanze cicatrizzanti a base di resina o catrame da cospargere sulla superficie del taglio. Questo procedimento serve anche a scongiurare la formazione di parassiti all’interno del taglio.

La marza deve avere le gemme sempre rivolte verso l’alto.

I tessuti della marza devono rimanere in stretto contatto con quelle del selvatico. Durante l’attecchimento i tessuti nuovi che si formeranno si fonderanno nel punto d’innesto.

Che l’innesto sia eseguito nel periodo precedente la germinazione ovvero due/tre mesi prima della primavera.

L’affinità e il perfetto incastro tra i due soggetti porterà alla creazione di nuove varianti vegetative più o meno apprezzate. L’innesto è utilizzato anche per risolvere numerosi problemi legati alla coltivazione di alcune specie che faticano a riprodursi.

 

                        

A seconda delle affinità tra i vari tipi di piante differenti saranno i tipi di innesti che si andranno ad applicare. L’innesto a marza è il più comune e forse il più complesso. Tuttavia per questo tipo di innesto a seconda del taglio ci sono diverse tecniche:

a corona viene eseguito un taglio orizzontale sul portainnesto e ai bordi del taglio vengono inserite le marze e mantenute in posizione con legature e mastice.

a spacco intero si applica un taglio orizzontale fino al centro del tronco e si inserisce la marza appuntita ricoprendo il taglio con del mastice.

a spacco inglese semplice si applica a marze e portainnesti dello stesso diametro. Si applica un taglio obliquo tra i soggetti. La parte cambiale dei tessuti è maggiore rispetto ad altri tipi di innesti ma a causa della posizione bisogna far sì che il punto di cicatrizzazione non sia compromessa da urti di alcun tipo.

a doppio spacco inglese si applica un taglio a forma di zeta per aumentare ancora di più il contatto tra i due elementi.

a spacco laterale il taglio è obliquo e la marza viene inserita a linguetta allo scopo di rinfoltire i rami spogli della marza stessa.

a spacco pieno usato per portainnesti e marze dello stesso diametro. La forma del taglio per entrambi gli elementi è ad U a cuneo o a V. Le superfici di contatto così combaciano alla perfezione.

per avvicinamento consiste nell’incidere la corteccia della marza e del portainnesto per formare linguette a forma di V perfettamente combacianti. La marza viene unita al portainnesto senza essere recisa dalla pianta madre oppure si staccano le cortecce e si mettono a contatto l’una con l’altra finché non avviene il processo di attecchimento.

a ponte viene eseguito per favorire la circolazione della linfa laddove la corteccia presenti danneggiamenti. La marza funge da polo per il passaggio della linfa in quanto viene impiantata sotto la corteccia.

Importante è anche il taglio che si dà alla marza. Per chi ha acquisito manualità con l’esperienza è sufficiente un coltello per eseguire l’incisione. Se si è alle prime armi sul mercato esistono forbici da innesto che permettono di ottenere tagli netti e precisi. Le lame sono progettate e intercambiabili per ogni tipo di taglio previsto dagli innesti.

Oltre all’innesto a marza esistono altri due tipi di innesto: a gemma e a T.

Le piante innestate devono essere per conformazione fisiologica affini ovvero non devono manifestare incompatibilità reciproca. Solitamente si conoscono già a monte gli elementi che si possono unire.

Le funzioni dell’innesto sono svariate: grazie all’innesto è possibile risanare le infezioni della pianta grazie ad una rigenerazione dei tessuti cambiali, irrobustire e correggere l’assetto scheletrico dell’arbusto, rinvigorire le piante rendendole resistenti ai parassiti ed infine contribuire alla riproduzione di specie che hanno difficoltà a radicare.

 

 

 

 

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