Lo sapevate Che: Borragine (Borago officinalis, L.)


  1. Pianta erbacea, spesso coltivata come annuale, può raggiungere l’altezza di 80 cm. Ha foglie ovali ellittiche, picciolate, che presentano una ruvida peluria, verdi-scure raccolte a rosetta basale lunghe 10-15 cm e poi di minori dimensioni sullo stelo. I fiori presentano cinque petali, disposti a stella, di colore blu-viola, al centro sono visibili le antere derivanti dall’unione dei 5 stami. I fiori sono sommitali, raccolti in gruppo, penduli in piena fioritura e di breve durata. Hanno lunghi pedicelli. I frutti sono degli acheni che contengono al loro interno diversi semi di piccole dimensioni.
  2. La pianta è probabilmente originaria dell’Oriente, ed è diffusa in gran parte dell’Europa e nell’America centrale, dove cresce tuttora in forma spontanea fino ai 1000 m s.l.m. Viene coltivata in tutte le regioni temperate del globo. Il nome deriva dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare dall’arabo abu araq (= padre del sudore), attraverso il latino medievaleborrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta.
  3. Le foglie giovani sono variamente impiegate in cucina.
    L’uso tradizionale è allo stato cotto delle foglie, che vengono utilizzate in molti piatti regionali per minestroni, ripieni per ravioli e pansoti in Liguria, torte e frittate. Tipico è il consumo in frittelle dei fiori e delle foglie (passate in pastella e poi fritte). La cottura elimina la peluria che copre le foglie. In moderata quantità le foglie giovani sono state usate crude in insalata e sono usati episodicamente in egual modo anche i fiori.
    I fiori azzurri sono usati per colorare e guarnire i piatti e per colorare l’aceto; congelati in cubetti possono costituire decorazione per le bevande estive.
  4. La medicina popolare utilizza le foglie e le sommità fiorite.
    Fin dall’antichità la pianta ha fama di svegliare gli spiriti vitali (Plinio: «Un decotto di borragine allontana la tristezza e dà gioia di vivere»). E’ utilizzata per abbassare febbre e calmare la tosse secca. È nota anche come diuretico ed emolliente (per la presenza di mucillagini). L’olio, dalle spiccate proprietà antiinfiammatorie e ad alto contenuto di acido linolenico, è ottenuto dai semi soprattutto per spremitura a freddo. E’ impiegato nel trattamento degli eczemi e di altre affezioni cutanee.Attualmente l’uso terapeutico in quantità rilevanti di foglie e fiori di borragine allo stato crudo è sconsigliato, sia per l’insufficienza delle evidenze mediche (sia positive che controindicazioni), che per il fatto che i petali e le foglie crude conterrebbero, in quantità non ancora ben definite, alcaloidi pirrolizidinici, a potenziale attività epatotossica e cancerogena. Minestra di borragine e lenticchie usticane
  5. borr coll 2La pianta è probabilmente originaria dell’Oriente, ed è diffusa in gran parte dell’Europa e nell’America centrale, dove cresce tuttora in forma spontanea fino ai 1000 m s.l.m. Viene coltivata in tutte le regioni temperate del globo. Il nome deriva dal latino borra (tessuto di lana ruvida), per la peluria che ricopre le foglie. Altri lo fanno derivare dall’arabo abu araq (= padre del sudore), attraverso il latino medievale borrago, forse per le proprietà sudorifere della pianta.
    Le foglie giovani sono variamente impiegate in cucina.

    320 g. di ditali rigati
    300 g. di lenticchie di Ustica
    3 mazzetti /piante di borragine
    1 carota
    2 gambi di sedano
    mezza cipolla bianca
    olio evo nocellara del belice
    sale
    pepe nero,da molire al momento

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