LO SAPEVATE CHE: Bunias Erucago (Navone Sevatico)


  1. Bunias erucago L. - Brassicaceae - Cascellore comune 21 mar (20) (Copy)Il navone selvatico comune è una pianta annua a distribuzione euro mediterraneo-settentrionale, presente in tutte le regioni d’Italia (da molto tempo non più rinvenuta in Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige), ma più comune nelle regioni meridionali. È rarissima nel territorio euganeo: ne è stata osservata una sola popolazione sulle colline sopra Passo Roverello, tra Faedo e Galzignano. Cresce in ruderi, incolti erbosi e colture sarchiate, al di sotto della fascia montana inferiore (ma al Sud anche molto più in alto). Le foglie basali, raccolte durante l’inverno prima della comparsa dello scapo fiorale, si mangiano sia lesse che crude in insalata. Il nome generico forse deriva dal greco ‘bounias’, che indicava una specie di rapa pelosa, o da ‘buonòs’ (collina), quello specifico allude alla somiglianza con la rucola (Eruca). Forma biologica: terofita scaposa. Periodo di fioritura: marzo-luglio.
  2. Pianta erbacea annuale alta fino a 80 cm e provvista di una leggera peluria. E caratterizzata da una rosetta di foglie basali (che compare all’inizio dell’inverno) pennatosette, con lembo profondamente inciso in lobi triangolari a margine irregolarmente dentato. All’inizio della primavera, dal centro della rosetta si sviluppa un fusto eretto, ramoso in alto, con foglie oblungo-spatolate aventi il margine disordinatamente dentato. I fiori sono piccoli, tetrameri, con petali di colore giallo. I frutti sono piccole siliquette, lunghe circa 1 cm, con un becco centrale a 4 ali laterali irregolarmente dentate. Durante la maturazione dei frutti le foglie basali iniziano a disseccarsi e successivamente scompaiono.
  3. Nella cucina delle regioni italiane si utilizzano quasi esclusivamente le foglie e gli steli, se giovani, consumati crudi o cotti. In qualche località anche come medicinale con funzioni depurative, nonostante le scarse tradizioni popolari e forse più per la somiglianza con altre “erbe amare”. Cotto si consuma, da solo o con altre erbe, variamente insaporito o anche semplicemente con sale e olio. Vagamente aromatico e scarsamente amaro, il sapore ricorda vagamente quello del cavolo, viene servito asciutto o in minestre, con fagioli e altri legumi. L’uso di mangiarlo anche crudo come insalata, è riportato per alcune regioni italiane.
  4. Alcuni autori riportano una nota minestra di riso e barland con fagioli per la Lombardia, ma il termine è in uso nell’Alessandrino e si consuma in un accostamento tipico con i salamini di Mandrogne e in aree piemontesi, il consumo è ancora attuale, mentre in alta pianura lombarda risulta sconosciuto. Con il nome di cuntess si consuma con la polenta in aree settentrionali mentre come matroni il consumo è ancora in uso in alcune aree abruzzesi. Nelle Marche, dove è usato il termine casselle vengono consumate le rosette basali, cotte all’agro o soffritte. In altre zone del Paese entra come componente di mescolanze e minestre d’erbe varie. Del cascellore è segnalato anche il consumo aromatizzante della radice, grattugiata o sottilmente affettata e così aggiunta a insalate e minestre, avendo un sapore non lontano da quello del ravanello
  5. 11Il navone selvatico con il riso.
    Questa minestra in passato era l’unica consentita alle puerpere nei quaranta giorni dopo il parto.
    Fasi di processo

    Fare un battuto con il lardo, l’olio e il burro e farlo soffriggere lentamente fino alla doratura del lardo
    Unire la cotenna di prosciutto (se gradita) e lasciar soffriggere per un minuto
    Aggiungere un litro e mezzo d’acqua e, quando comincia a bollire, il navone selvatico tagliato finemente

    Far bollire per 15 minuti, poi aggiungere il riso e continuare la cottura per 20 minuti circa
    A cottura ultimata, spolverizzare col parmigiano.

    Ingredienti
    (Per 6 persone)
    Riso: 300 g
    Navone selvatico: 200 g
    Lardo 50 g
    Olio: 17 ml
    Burro: 1 cucchiaio
    Cotenna di prosciutto crudo: 1 non di grosse dimensioni
    Parmigiano grattugiato

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