Lo sapevate che: La Portulaca Oleracea


portulacca21- Fra tutte le malerbe cittadine, la porcellana è probabilmente quella con lo status alimentare più nobile. Quei cespuglietti verdi che crescono dovunque fra le crepe dei marciapiedi e fra l’asfalto e i tombini, e che calpestiamo distrattamente tutti i giorni sono, da sempre ed in tutto il mondo, coltivati con cura e considerati una vera e propria leccornia gastronomica, di dignità pari, se non superiore, a quella dell’ insalata.
La porcellana ha un’etimologia interessante. Il nome comune fa riferimento alla predilezione che hanno i maiali per la pianta, di cui si nutrono con piacere, mentre il binomio latino celebra il suo utilizzo come verdura (olera in latino significa ortaggio) e la struttura caratteristica del frutto, che ha una sorta di porticina membranacea (portula in latino) che protegge i semi.
La pianta è diffusa in tutto il mondo: originaria del vecchio mondo, raggiunse l’America già prima di Colombo, come confermato da numerosi ritrovamenti archeologici.

2- E’un ingrediente fondamentale di piatti tipici, soprattutto in Messico e Giappone, e non può mancare nella classica insalata greca. La si può consumare in insalata, bollita, o fritta, con una versatilità culinaria notevole, e solo il suo comportamento infestante la fa accomunare alle erbacce e non alle verdure. La sua reintroduzione nella nostra dieta è caldeggiata dai nutrizionisti per le particolari caratteristiche degli acidi grassi che contiene. In pratica, la dieta moderna ha un apporto di acidi grassi essenziali, che non possiamo produrre e che dobbiamo assumere con la dieta: questo apporto è sbilanciato verso gli acidi “infiammatori” (omega-6) a discapito di quelli “anti-infiammatori” (gli omega-3).
Prima dell’industrializzazione della coltivazione delle piante oleaginose da seme, che, come il mais, contengono essenzialmente solo omega-6, la nostra dieta aveva un rapporto fra omega-6 e omega-3 di circa 3:1. Oggi questo rapporto è diventato di 20:1, e si parla quindi di dieta “infiammatoria” che predispone a malattie cronico-degenerative.
La filiera agricola moderna è basata su mais e soia, con cui vengono nutriti gli animali di allevamento, e il cui profilo di acidi “infiammatori” passa poi a noi attraverso il consumo della carne. Anche se visivamente simili, animali allevati allo stato brado ed in batteria hanno una carne di diversa composizione chimica, che è la responsabile del loro diverso sapore.

3- Uso in cucina: Erba tappezzante, infestante, presente in tutti gli orti dove viene costantemente estirpata e buttata, può essere consumata cruda, sola o assieme a pomodori e porri, come insalata, o cotta per preparare frittate. I rametti tagliati a pezzettini possono essere conservati sottaceto o in salamoia e usati al pari dei capperi. Alcuni non amano la consistenza mucillaginosa della portulaca, ma questa sua proprietà può tornare vantaggiosa per fare raddensare minestre e stufati.
Se la friggete potrete eliminare questa caratteristica immergendola, prima di metterla in padella, in una pastella composta di farina, uovo sbattuto e briciole di pane.
Un ottimo modo per gustare la portulaca è farne un’insalata cruda, mescolandola con menta e crescione d’acqua.
Proprietà farmaceutiche: Prorietà antiscorbutiche, depurative e diuretiche. Per uso esterno contro dermatiti, orticarie, foruncoli, punture di api ed eczema. (Droga usata: foglie, parte aerea) Nelle foglie è stata accertata la presenza di acidi grassi omega-3, utili per prevenire attacchi cardiaci e aumentare le difese immunitarie.

4- FRITTATA CON LA
PORTULACA

Ingredienti per 4 persone:

frittata portulaca5 uova (100 gr. di farina di ceci per la versione vegan).
500 gr di portulaca
1 spicchio di aglio
2 cucchiaini di olio di oliva
1 foglio di carta forno. Sale q.b.

Preparazione:
Lavare accuratamente la portulaca, tagliatela grossolanamente e saltatela in padella con 1 cucchiaino di olio, lo spicchio di aglio e poco sale per circa 10 minuti.
Preriscaldate il forno a 180°.
Sbattete le uova ed incorporate le verdure passate in padella, regolandovi con un po’ di sale ed il cucchiaino di olio restante.
Munitevi di pirofila dentro la quale avrete posato il foglio di carta forno.
Versate l’impasto nella vostra teglia ed infornate per circa 15 minuti.
Non aprite il forno per i primi 5 minuti.
Qualora dovesse gonfiarsi solo da un lato, basterà forare delicatamente il composto con l’ausilio di una forchetta.
Buona preparazione!

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