Lo sapevate che: Convolvulus arvensis


Famiglia convolvulaceae

Nome SCIENTIFICO:
CONVOLVUS

comune in tutta europa
in italia e ASIA MINORE

  1. Pianta perenne erbacea, dal lungo rizoma fragile e biancastro, le cui radici vivono a lungo nel suolo e possono facilmente ricostruire l’intera pianta anche da un frammento minuscolo; i fusti sottili alla base, hanno sezione esagonale, sono glabri, striati, lunghi anche oltre 1 m, striscianti e se trovano sostegno rampicanti, generalmente levogiri.
    Le foglie sono alterne, picciolate, hanno lamina ovata o astata, margine intero, spesso ondulato ± revoluto, apice da ottuso a subacuto, talvolta mucronato. Le superiori di dimensioni minore, sono progressivamente lanceolate.
    I fiori sono portati da lunghi peduncoli con 2 brattee lineari opposte; spesso solitari ma a volte appaiati, sbocciano all’ascella delle foglie mediane, hanno sepali oblunghi ad apice ottuso o smarginato, pubescenti sul dorso; corolla 3 cm circa, imbutiforme, da completamente biancastra o rosacea, più frequentemente con 5 screziature longitudinali bianche alterne ad altrettante di colore rosa; sulla faccia abassiale sono presenti ulterriori 5 screziature liguliformi rossastre, verdastre alla base. 5 stami di diversa lunghezza con antere violette e sagittate; stimma diviso in 2 segmenti filiformi bianchi. I fiori, dopo la fioritura effimera, la corolla cade tutta intera; emanano un leggero profumo di vaniglia, si aprono verso mattina, per richiudersi nel pomeriggio.
  2. Tulle le parti della pianta, specialmente le radici, possono essere utilizzate come rimedi fitoterapici ( infuso, soluzione idroalcolica, polvere, succo fresco ) per le proprietà lassative, colagoghe e toniche della digestione. La pianta intera macinata, per uso esterno, è utile a maturare foruncoli ed ascessi e in caso di emorroidi. In Sicilia , secondo una tradizione popolare, la pianta viene usata per nutrire i conigli inappetenti. I Greci, nell’antichità, ritenevano che le Baccanti fossero use adormarsi il capo con corone di edera e fiori di convolvolo. La tendenza di C. arvensis a ricoprire qualunque sostegno e a invadere il terreno a discapito delle altre piante ne ha fatto il simbolo dell’invadenza e della civetteria. In una fiaba dei fratelli Grimm, “ Il Bicchierino della Madonna” , la vergine beve il vino offertole da uno stanco carrettiere nella corolla di un fiorellino: il fior di convolvolo.
  3. L’ estratto di C. arvensis L. è la fonte di una speciale classe di glicoproteine (Proteoglycan) che si sono dimostrate efficaci nell’inibire l’angiogenesi ossia il processo attraverso il quale i tumori favoriscono la crescita di nuovi vasi sangugni nell’organismo, necessari alla crescita del tumore stesso. La radice e le parti verdi della pianta contengono un glucoside resinoso (convolvolina) che ha effetti purgativi.
  4. Specie commensale autoctona, vegeta nei coltivi, siepi, incolti, prati, margini di strade, orti, giardini, recinzioni, aree antropizzate, predilige terreni argillosi ricchi di sostanze azotate; 0÷1.500 m s.l.m.
    Specie che presenta una certa variabilità: in settentrione in ambienti umidi, prevalgono piante glabre o quasi, con corolla bianca o screziata di rosa all’esterno; al sud e nelle stazioni aride, prevalgono piante pelose con corolla spesso ± arrossata e talvolta fusto lignificato alla base; queste variabilità pare siano dovute agli adattamenti alle condizioni ambientali.
  5. Frittata di Convolvolo

    400 g. di germogli di Convolvolo,
    4 uova,
    una manciata di prezzemolo,
    2 cucchiai di parmigiano grattugiato,
    30 g. di burro,
    pepe e sale q. b.

    Preparazione:
    Lessare in acqua bollente poco salata i germogli di convolvolo. Sgocciolare e strizzare. A parte, battere le uova in una terrina, aggiungere il parmigiano grattugiato, il prezzemolo tritato e i germogli.
    Insaporire il tutto con sale e pepe e mescolare bene. Rovesciare il composto in una padella nella quale è stato sciolto il burro e portare a cottura la frittata.




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