Lo sapevate ché: il Crescione






CRESCIONE (Nasturtium Officinalis)

Pianta spontanea
Nome SCENTIFICO:
Nasturtium Officinalis
Pianta comune
Nelle zone boschive E umide

    1. Pianta erbacea perenne, originaria dell’Europa; in Italia è presente nelle Alpi e rara o assente nel resto del territorio. Si trova nei prati umidi e ricchi di sostanza organica, dal piano ai 1.700 metri circa. Ha fusti eretti alti fino a 40 cm, con foglie basali riunite in rosette, imparipennate divise in 3.5 segmenti ovali o cuoriformi. I fiori hanno 4 petali bianco/rosei.
      Le piante vengono raccolte prima della fioritura e utilizzate fresche o essiccate; hanno proprietà ricostituenti, antianemiche, depurative e per impacchi antireumatici.
      La pianta di Nasturtium officinale chiamato anche crescione è usato in omeopatia per le sue proprietà terapeutiche sin dall’antichità e cresce spontaneamente lungo acque chiare, ferme o leggermente correnti e il suo nome scientifico deriva dal latino nasustortus che significa “naso storto”: il crescione, infatti, emana un odore molto pungente.

  1. La pianta di crescione secondo i Romani aveva il potere di influire sul carattere delle persone rendendole più affettuose, mentre i Greci la utilizzavano nei loro elisir d’amore. Nel Settecento vennero riconosciute al crescione proprietà stimolanti, depurative soprattutto del sangue, stomachiche, espettoranti e diuretiche.
    La medicina tradizionale ha accettato da tempo tali proprietà e lo utilizza soprattutto all’interno di preparati disintossicanti.
  2. Per combattere disordini biologici e metabolici che accompagnano certe affezioni cutanee è estremamente importante favorire l’eliminazione delle tossine da parte dell’organismo, attraverso quelli che possono essere considerati gli emuntori naturali: fegato, reni, intestino, pelle in quanto il loro funzionamento difettoso ostacola l’eliminazione delle tossine prodotte dall’organismo. Con l’attività generalizzata sulle ghiandole emuntorie o elettiva su alcuni organi come la pelle, certe piante sono in grado di potenziarne il loro potere filtrante aumentando quindi l’eliminazione degli elementi tossici dal sangue. Non a caso la medicina popolare prescrive “cure depurative primaverili” o “depurativi del sangue” per quelle persone che soffrono di foruncolosi, acne, sfoghi della pelle, disordini epatobiliari, infiammazioni, ecc. Le piante depurative sono associabili e sinergiche tra loro. Viola tricolore, Bardana, Dulcamara, Olivo, Carciofo, Ribes nero, Fumaria, Tarassaco, Frassino spinoso, per esempio, rinforzano a vicenda la loro azione terapeutica e sono efficaci in tutte le forme di eruzioni cutanee.
    Tratto da: Enrica Campanini “Dizionario di fitoterapia e piante medicinali”
  3. I principi attivi presenti nel Nasturtium officinale, in particolare gli oli di senape, depurano il sangue, stimolano il metabolismo, la secrezione biliare e la funzionalità dei reni e del fegato. Inoltre la pianta svolge un’efficace azione diuretica e depurativa su tutto I’organismo. È considerato un “antibiotico vegetale” perché capace di frenare la proliferazione di germi e batteri e di prevenire i raffreddori, grazie alle sue capacità espettoranti Inoltre lo si consiglia in caso di arteriosclerosi e reumatismi. Il crescione contiene vitamina A, C (150 g di pianta fresca ne ricoprono il fabbisogno giornaliero di un adulto), D e sali minerali, come iodio, potassio e in particolare ferro. Inoltre gli isosolfocianati conferiscono a questa pianta proprietà stimolanti ed espettoranti. Se consumato fresco è ricco di composti di olio di senape, amari e tannini.
    Attenzione
    Occorre fare attenzione alla qualità dell’acqua in cui la pianta è cresciuta.
    Inoltre nelle sue foglie potrebbero annidarsi le larve di un parassita delle pecore che può essere trasmesso anche all’uomo: la “Fascicola hepatica”

  4. Frittata al crescione
    6 uova,
    una manciata abbondante di crescione,
    100 g di pancetta a dadini (in alternativa prosciutto o salsiccia),
    un paio di cucchiai di farina,
    eventuali altre erbe aromatiche dal profumo delicato (timo, maggiorana), l
    atte q. b.,
    olio extravergine di oliva,
    sale e pepe.
    Lavare per bene le foglie del crescione e farle asciugare (spezzare le più grosse). In una padella fare rosolare la pancetta e togliere dal fuoco. Sbattere le uova unendovi la farina stemperata con un po’ di latte, aggiustare di sale e di pepe e aggiungere le foglie di crescione e la pancetta mescolando ancora un po’. Versare il composto preparato nell’olio caldo in padella (utile usare una di quelle padelle apposite per frittate) e far cuocere da entrambi i lati.

Di Ferri Angelo



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