LO SAPEVATE CHE: IL LAMPASCIONE (MUSCARI COMOSUM)


  1. lampascione 4rrrÈ il nome di una pianta erbacea perenne (Leopoldia comosa L. o Muscàri comosum Miller) appartenente alla famiglia delle Gigliacee (Liliaceae), sottofamiglia delle Lilioidee, genere Leopoldia, della quale si consumano i piccoli bulbi. Conosciuto con i termini dialettali di lampagione, lampasciuolo, cipollaccio, cipollaccio col fiocco, cipolla di serpe, giacinto delle vigne, muscaro selvatico, muschini selvatici. La specie presente oggi sul mercato proviene esclusivamente da coltivazione non sempre italiana, sia allo stato fresco che in conserve. Il lampascione in Italia è coltivato quasi esclusivamente nelle regioni meridionali, soprattutto in Puglia, dove primeggia la varietà “Monstruosa”. Cresce anche spontaneamente nei prati pianeggianti delle regioni meridionali. Oggi la raccolta spontanea avviene solo nelle regioni meridionali (Abruzzo meridionale, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Basilicata).
  2. Caratteristiche: Pianta perenne alta sino a 80 cm, bulbo globoso o ovato-piriforme con tuniche esterne rosso vinose, somigliante ad una cipolla, scapo eretto, cilindrico, glabro; Foglie solo basali, lineari, eretto-patenti, tendenti ad afflosciarsi, semicilindriche, larghe 1-1,5 cm e lunghe ½ o 1/5 dello scapo; La spiga fiorifera termina con una specie di candelabro di piccoli fiori sterili, color malva, dal lungo peduncolo, i sottostanti fiori fertili sono più grandi e su peduncoli lunghi circa come la corolla che è di colore porpora-marroncino. Il frutto è una capsula subtriangolare che si apre a maturità in tre valve contenenti pochi semi più o meno sferici.
  3. Se si trovano bulbi con il germoglio ancora interrato è meglio diffidare; un profano potrebbe scambiare questi bulbi con quelli del colchico: confusione fatale, essendo questo velenoso. Quando, invece, si preferisce cogliere i bulbi in primavera fino a mezza estate, occorre localizzarli seguendo quanto resta delle foglie e dei fusti fioriferi disseccati; in questo periodo il colchico è ancora ben visibile e ce lo faranno distinguere le foglie. Se però nella zona il colchico non alligna, si può operare con tutta tranquillità. Le foglie giovani del cipollaccio possono essere confuse con quelle del Muscàri botryoides (muscari azzurro), non velenoso, ma neppure commestibile, se non che quest’ultimo preferisce i prati e i luoghi aperti, è raro trovarlo nei boschi, ed emette le foglie dopo il fiore. Si conoscono alcune varietà a fiori bianchi e bulbo bianco (Bellevalia romana) o nerastro (Muscari atlanticum). Secondo alcuni corrisponde al bulbus romano, citato da Plinio, considerato afrodisiaco e presentato da Apicio in numerose ricette. Marziale nei suoi epigrammi parla di bulbi salaces consigliandoli a quanti avevano una moglie non più avvenente, ma non è dato sapere se si riferisse proprio ai lampascioni, lodati per le loro proprietà afrodisiache, dal gastronomo rinascimentale Baldassare Pisanello.
  4. Il lampascione, nella cucina tradizionale calabra, lucana e pugliese, si prepara dopo aver ripulito i singoli bulbi di ogni traccia di terra e di radici, e dopo averli tenuti in acqua per circa un’ora (per consentir loro di perdere il liquido – amaro – che trasuderanno dopo essere stati “sbucciati”). Incisi invece con una semplice croce, i lampascioni possono essere bolliti in acqua e aceto (una parte di acqua e una di aceto) con l’aggiunta di circa due pugni di sale grosso per 5 litri d’acqua. Una volta raffreddati potranno essere posti in olio di oliva senza altri aromi, o con l’aggiunta di aromi quali timo, origano e peperoncino. Si tratta di un prodotto che in tutte le preparazioni va cucinato con molta semplicità, poiché il già forte sentore di amaro è sufficiente a dargli il tipico carattere. I lampascioni hanno un profumo dolciastro e aromatico, e un sapore che coniuga una decisa nota amara con un retrogusto dolce molto rotondo e delicato.
  5. lampascione 6Lampascioni al forno
    Ingredienti:
    500gr di lampascioni
    sale, pepe 500gr di patate olio extra vergine di oliva

    Preparazione:
    Pulire i lampascioni e tenerli a bagno in acqua corrente per circa 6 ore affinché perdano un po’ del loro sapore amarognolo.Asciugateli e incideteli, alla base, con un taglio a croce. Pelate e tagliate a fette le patate. Disponete lampascioni e patate in una teglia oleata; condite il tutto con sale, pepe e abbondante olio. Infornate e lasciate cuocere per circa un’ora.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *