LO SAPEVATE CHE: OROBANCHE (Sporchia o lupo di fave)


  1. Orobanche_lutea_170507brrrrrr (Copy)L’orobanche è una fanerogama annuale, parassita obbligata in quanto priva di clorofilla, il cui ciclo vitale dipende totalmente dal suo ospite. Non potendo svolgere la fotosintesi clorofilliana e mancando di un vero e proprio apparato radicale deve assumere necessariamente sostanze elaborate e acqua dalla pianta ospite che parassitizza. L’estesa diffusione e l’enorme infestazione, in tutti i più importanti areali pomodoricoli, è presumibilmente da mettere in relazione all’enorme quantità di semi, da 5.000 a 500.000, prodotti da ogni pianta, i quali, essendo di piccole dimensioni, si propagano facilmente con il vento, con le acque di irrigazione e con le macchine che operano le lavorazioni dei suoli e le raccolte. Il seme rimane vitale per lunghissimo tempo nel terreno, anche più di dieci anni, e germina solo in presenza di essudati prodotti dalle radici della pianta ospite.
  2. La radichetta o tubulo germinativo è un filamento esile che si accresce in direzione della radice della pianta ospite, sulla quale si fissa tramite un organo detto austorio. Nel punto di penetrazione si forma un tubercolo dal quale si diparte il turione che fuoriesce dal terreno. Le piante parassitatane non presentano uno sviluppo normale e, in caso di forti attacchi, denunciano perdite produttive in quantità e qualità.
  3. La lotta contro questo parassita radicale, che sottrae elementi nutritivi alla pianta soprattutto nella fase del proprio sviluppo ipogeo, è molto difficile.
    Non ci sono mezzi di lotta diretta. Tra i metodi preventivi vi ricordo di porre molta attenzione nella produzione delle piantine da trapiantare, pulendo accuratamente i contenitori e sterilizzando correttamente il terriccio con vapore. Utile è l’avvicendamento con colture non suscettibili, quali erba medica, mais, pisello, soia, fagiolo, ecc., anche se lunghe rotazioni a volte non sono sufficienti. Fumigazioni e solarizzazione non sono praticabili in pieno campo. In caso di infestazioni localizzate è utile estirpare a mano i turioni del parassita all’emergenza dal terreno.
  4. D (137) (Copy)E’ ritenuta dai coltivatori un vegetale “maligno” perchè succhia linfa vitale dalle radici delle piante impedendone la crescita. Un tempo, neanche tanto remoto, i coltivatori di fave e piselli, pagavano gli operai agricoli per estirpare questa pianta che cresceva rigogliosa e, abitualmente, veniva lasciata seccare e bruciata. Ma alcuni operai agricoli che non potevano permettersi lussi in cucina, pensarono bene di lessarla e degustarla condita con olio ed aceto, o anche fritta. Una pietanza dei poveri che, però, negli anni è diventata una specialità culinaria locale, famosa ed apprezzata anche da alcuni chef internazionali. Oggi non si coltivano più grandi campi di fave e piselli e la sporchia è scomparsa. Ma gli ortolani raccolgono o comprano grandi quantità di orobanca dai coltivatori calabresi, siciliani, foggiani o brindisini. Inizialmente, Una volta in queste regioni la sporchia si regalava, ma vista la grande richiesta i coltivatori si sono fatti furbi e non regalano più niente, anzi si fanno pagare profumatamente. I putignanesi, in particolare però, continuano ad amare il sapore dolce/amaro della sporchia e ne sono ghiottissimi, ed abitualmente ne comprano in grande quantità. Ma la crisi ha colpito anche questo consumo, che va calando anche per il prezzo elevato: 3,50 euro al kg. Quello che un tempo era il cibo dei poveri è diventato il cibo dei ricchi.
  5. Avere le sporchie in un campo, specie se in eccesso, equivale ad una disgrazia, occorre estirparle ancora giovani prima che fioriscano e facciano il seme, Un tempo si davano ai maiali, che ne sono ghiottissimi, poi abbiamo visto come sono entrate nelle abitudini alimentari della gente. E’ possibile attenuare il loro sapore amarogolo tenendole a bagno per qualche ora dopo averle pulite, poi si possono preparare come i carciofi o i lampascioni: in insalata con aglio e menta, fritte, oppure, ed è la mia maniera preferita, a frittata, dove il loro gusto amarognolo, analogo a quello dei carciofi o dei lampascioni, contrasta col dolce delle uova .

    frittata4 (Copy)Ingredienti:

    mezzo chilo di Sporchie
    cinque Uova
    una manciata di Canestrato Pugliese
    due o tre foglie di Prezzemolo
    Pepe Nero appena macinato q.b.
    Sale fino q.b.
    Olio Extra Vergine di Oliva q.b,. per ungere il fondo della padella

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