LO SAPEVATE CHE: TARASSACO (Taraxacum officinale)


fasciazione-su-dente-di-leone-foto-giuliano-salvai-copyFAMIGLIA ASTERACEE

NOME SCIENTIFICO: TARAXACUM

COMUNE IN TUTTA EUROPA E IN ITALIA

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  1. Il tarassaco, anche detto dente di leone o cicoria selvatica, è una pianta erbacea spontanea della famiglia delle Composite. Cresce in tutta Italia e può essere raccolta con una certa facilità nei terreni incolti o lungo i margini di sentieri di campagna.
    Conosciuto volgarmente con il curioso nome di ‘piscialetto’, il tarassaco (Taraxacum officinale – fam. Asteracee) deve la sua fama alle note proprietà depurative e diuretiche della radice. In botanica, il tarassaco è classificato come pianta erbacea perenne di dimensioni e altezza modeste, caratterizzato per lo più dalla grossa radice a fittone che si sviluppa a profondità ridotte e dalla tipica infiorescenza giallo-dorata. Il tarassaco è diffuso lungo tutto lo stivale e ben si adatta a qualsiasi tipo di latitudine: è facile, infatti, ritrovarlo sia in pianura che in montagna, anche oltre i 2000 metri, e predilige i bordi dei sentieri, i prati e i terreni incolti.
  2. tarasNel Medioevo, il tarassaco veniva utilizzato come efficace rimedio contro i disturbi di fegato e reni, forse per via del suo colore ‘giallo’ intenso che ricorda quello della bile.
    In effetti, col passare dei secoli, la scienza ne provò l’efficacia e tra il 1500-1600 diversi furono i naturalisti e farmacisti che riconobbero al tarassaco proprietà diuretiche e addirittura curative per le ferite. Per motivi analoghi la medicina cinese ne fa da sempre ampio uso.
    Il taraxacum officinalis viene utilizzato in tutte le sue parti, benché la parte più preziosa, quella che contiene in forma più concentrata le proprietà depurative, sia la radice.
  3. Le foglie di questo ingrediente della cucina naturale possono essere consumate in insalata ma è opportuno utilizzare quelle più giovani perché più tenere e meno amare, mentre quelle più vecchie, che sono quelle vicine alla base della pianta, si possono usare cotte, come si faceva un tempo, per minestre, minestroni e zuppe. Invece i fiori di tarassaco in alcune zone d’Italia vengono messi sott’aceto e consumati come i capperi.
    La parte del tarassaco più ricca di virtù terapeutiche, come anticipato, sono le radici. Essendo una pianta perenne, le radici possono allungarsi in modo evidente nel terreno e divenire sensibilmente robuste.
  4. Si utilizzano sia fresche che essicate per decotti e tisane, le cui proprietà sono depurative favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo, combattono la stitichezza ed il colesterolo. Hanno poi proprietà digestive e colagoghe perché aiutano l’eliminazione della bile ma anche dei calcoli renali, infine stimolano l’attività del fegato.
    I fiori si aprono all’alba e si chiudono al tramonto tanto che il dente di leone è anche chiamato “orologio del pastore”. Pur essendo molto comune e diffuso su prati e giardini fioriti, ha delle proprietà al di là del comune con effetti buonissimi su tutto il sistema linfatico e non solo.
    Fra le ricette più famose della tradizione sicuramente quella piemontese che si prepara di solito per Pasqua e Pasquetta ovvero l’insalata a base di tarassaco, filetti di acciughe e uova sode. Per i fiori di tarassaco invece fra le preparazioni più classiche – insieme alla conservazione in salamoia o sotto aceto.
  5. 003-copyMiele di Tarassaco
    Ingredienti g. 300 di fiori di tarassaco due litri di acqua kg. 1,5 di zucchero la scorza affettata sottile di due limoni non trattati. Procedimento Togliere il gambo dai fiori, e metteterli in un tagame dove saranno già a bollore i due litri di acqua. Cuocere per un’oretta e colarte bene il succo. Mettere l’acqua così ottenuta in una casseruola insieme allo zucchero ed alla scorza di limone. Fare bollire fino a quando il composto non avrà raggiunto la densità del miele.

    Tarassaco sott’olio o sotto aceto
    Come preparare il tarassaco sott’olio, sotto aceto o sotto sale? A seguito del trattamento sotto sale, i boccioli di tarassaco possono essere conservati sott’olio o sotto sale. La procedura è molto semplice:
    Raccogliete i boccioli chiusi
    Lavate i boccioli maneggiandoli con attenzione
    Lasciate asciugare i boccioli ponendoli prima in una scolapasta e poi distesi su uno straccio da cucina asciutto.
    Riempite il fondo di un baratto con del sale, ponete i boccioli di tarassaco in nel medesimo barattolo e copriteli di sale. Fate riposare per 4 o 5 giorni.
    Trascorsi i giorni, rimuovete i boccioli di tarassaco dal sale, sciacquateli grossolanamente sotto acqua corrente e lasciate asciugare.
    Ponete i boccioli in un barattolo dalla chiusura ermetica e copritelo completamente con aceto o olio.

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