METICCI (io mi fermo qui)



Vanoni8.MarinettaSaglio.329--265x345Pubblicato il 10 settembre da Sony Music e preceduto in radio dal singolo “Basta poco”, “Meticci (io mi fermo qui)” – disponibile sia nei negozi convenzionali che in digital download e su tutte le piattaforme streaming – stando ai dati diffusi da GFK Retail and Tecnology Italia, si pone tra le prime sei posizioni della classifica degli album più venduti.
L’album della Vanoni è prodotto da Mario Lavezzi, autore anche di “Basta poco”, e annovera collaborazioni ad alti livelli come quella di Franco Battiato, Nada, Roberto Pacco, Gabriele Semeraro, il cantautore siciliano Lorenzo Vizzini, con il quale Lavezzi ha scritto a quattro mani 8 dei 13 brani del disco, e il rapper senegalese Badar Seck.
VANONIL’interprete milanese spiega che “Meticci non sono solamente gli incroci di razze, lingue o culture. Meticci sono coloro che si fermano a contare gli spicchi di luna in un cielo scuro, quelli che si interrogano sul perché delle cose senza stancarsi mai, quelli che riescono a riconoscersi in mezzo ad una folla distratta. E’ meticchio chi vive ai margini, chi si sente come avesse l’olfatto sopraffino di un randagio o gli artisti che riescono a creare mondi diversi in cui abitare. Chi, nonostante gli anni che passano, riesce ancora ad innamorarsi di tutto”.
Ornella Vanoni, una delle più significative voci della canzone italiana, con questo album dà l’addio alla discografia, infatti “Meticci (io mi fermo qui)” sarà l’ultimo album di inediti della sua lunga carriera.
In attesa del suo nuovo tour teatrale, che partirà il prossimo mese di marzo, l’artista si è esibita sul palco dello storico club newyorkese “Cafè Carlyle”, che abitualmente ospita artisti del calibro di Tony Bennet, Judy Collins e Woody Allen in veste di musicista, che interpreta standard jazz e del repertorio americano, oltre grandi brani del suo repertorio.
E’ inutile dire che si è registrato il tutto esaurito già due settimane prima dell’esibizione. “Ho provato una certa emozione prima di salire su quel piccolo, minuscolo palco che ha ospitato i più grandi. Il Carlyle è un locale molto raccolto e il calore del pubblico l’ho come sentito addosso, mentre guardavo le persone dritto negli occhi. New York ti dà una grande carica, ti toglie tanta energia, ma subito te la ridà, ed è questa la cosa fantastica di questa città”. Con queste parole la grande cantante meneghina ha descritto questa sua particolare esperienza.

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