In mostra a Mantova l’impulso creativo di Miró


MIRO 2 A (Copy)E’ stata inaugurata lo scorso 26 novembre alle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova la mostra “Miró: l’impulso creativo”, promossa e organizzata dal Comune di Mantova in collaborazione con la Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Maiorca e curata da Elvira Cámara López, direttore della Fondazione. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 6 aprile 2015.
La mostra, in un percorso unico nel suo genere, espone opere realizzate a partire dal 1966 dal grande ed eclettico artista catalano, tra cui oli di sorprendente bellezza, arazzi coloratissimi, terrecotte, bronzi, disegni. La mostra comprende anche la ricostruzione degli Studi Sert e Son Bote, i luoghi nei quali l’artista catalano creò i suoi capolavori, con tutti gli oggetti, i pennelli e gli strumenti che usava durante il processo creativo, conservati grazie all’attività della Fundació Pilar i Joan Miró.
L’esposizione, pensata per la città di Mantova, accompagna il visitatore nel processo creativo di Joan Miró attraverso le diverse tecniche, mezzi e materiali utilizzati dall’artista; un percorso alla scoperta dei segreti della sua pittura, del suo stile, dei colori che usava, che ne hanno fatto uno dei pittori che più ha influenzato le avanguardie europee, forse il più radicale dei pittori della sua corrente, tanto che il critico d’arte francese Andrè Breton lo definì “il più surrealista dei surrealisti”.
Lo spazio espositivo è suddiviso in cinque aree tematiche: il gesto e la grafica, la forza espressiva del nero, il trattamento del fondo come punto di partenza creativo, l’eloquenza della semplicità, e l’ultima, la sperimentazione materica.
Il rapporto di Mirò con la pittura fu quasi carnale; dipingeva con dita e mani, raggiungendo una simbiosi unica con le sue opere, dove l’eloquenza dell’essenziale era alla base della pittura illusionista, in cui la realtà si fonde con il sogno e genera veri progetti materici.
Anche se a prima vista non sembra, le opere esposte a Mantova sono riconducibili a concetti associabili al reale: oggetti, uomini, animali. Opere ispirate al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, agli oggetti che più lo attraevano, creazioni di quel surrealismo che solo un artista come Mirò ha saputo esprimere. Attraverso il riuso, poi, l’artista spagnolo realizzò opere uniche, dove pittura e materia andavano a fondersi.
La mostra si chiude con le opere più tarde predominate dall’uso del colore nero.

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