STRADELLA: LA CITTA’ DELLA FISARMONICA 1


Stradella torre 3 (Copy)Cos’è la pianura padana dalle sei in avanti, una nebbia che sembra di essere dentro a un bicchiere di acqua e anice eh già…” così canta Paolo Conte in una sua celebre canzone in cui si cita la città di Stradella, in provincia di Pavia, che abbiamo visitato per i lettori di Orizzonte Magazine accompagnati dalla collega giornalista Cinzia Montagna, referente per l’animazione dell’Infopoint e del Magazine “Oltrepò Mondo”.
Stradella è adagiata, in quella parte della pianura Padana cantata da Paolo Conte, esattamente nell’Oltrepò Pavese, alla fine della Val Versa, parte sulle ultime propaggini collinari e parte in pianura, dove gli appennini toccano l’estremo limite settentrionale avvicinandosi al grande fiume, e dove la pianura Padana si restringe in un corridoio detto “stretta di Stradella”.
Il Comune di Stradella fa parte dell’Associazione Nazionale Città del Vino e dell’Associazione Città del Pane mentre la sua Festa Patronale cade il 12 luglio.

Storia
Il nome di Stradella pare abbia origine dall’antico “strictavia” (stretta via) che evidenzia la presenza romana nella zona, data anche la sua collocazione sul tracciato della via Postumia. La zona, sia per posizione strategica che per fertilità dei terreni, fu sicuramente abitata precedentemente ai romani da tribù Liguri e Celtiche.
Nel medioevo la storia di Stradella si confonde con quella dell’antica località di Montalino, situata sull’altura alla periferia meridionale della città attuale, la cui Rocca è citata in un documento del Barbarossa nell’XI secolo.
Entrambe le località appartenevano alla signoria temporale del Vescovo di Pavia. Nel 943 i Re d’Italia Ugo e Lotario avevano donato al vescovo Litifredo II diverse località nell’Oltrepò, fra cui anche Montalino; successivamente il marchese obertengo Ugo legò in eredità Montalino al vescovo di Pavia. Sta di fatto che dalla metà dell’XI secolo Montalino e Stradella (citata come Stratella nel 1029) risultano appartenere alla mensa vescovile pavese..
Nel 1164 passano sotto la giurisdizione di Pavia, anche se il diploma imperiale nomina solo Montalino ma non Stradella.
Nei secoli successivi il rapporto di importanza tra i due centri s’inverte: intorno al 1300 il vescovo Guido di Langosco fa cingere Stradella da grandi mura di mattoni lunghe un miglio entro le quali, nel 1390, il vescovo Centuario e Gian Galeazzo Visconti fanno erigere la Rocca inferiore. In quel periodo Montalino come località abitata decade, mantenendo però grande importanza strategica grazie alla Rocca che sorge sull’alto colle, e che costituisce un importante baluardo contro gli attacchi portati dai comuni, in particolare da Piacenza in lotta con Pavia. Furono particolarmente gravi le distruzioni del 1214, 1216 e 1373, quest’ultima a opera di Giovanni Acuto (condottiero e cavaliere inglese il cui vero nome era John Hawkwood, italianizzato in Acuto da Niccolò Machiavelli).
La signoria vescovile fu benefica nei confronti di Stradella: fin dal 1220 fu concesso il mercato settimanale del martedì e nel 1419 il vescovo Pietro Grassi diede alla città gli statuti comunali.
Stradella - teatro interno 1 (Copy)Dopo i Visconti e gli Sforza, Stradella subì la dominazione francese, spagnola e austriaca. Nel 1797, con l’abolizione del feudalesimo, la signoria del vescovo cessò definitivamente.
Attorno all’800 fu possedimento della casa di Savoia che, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, nel 1815 riprese ad amministrare il borgo.
A Stradella la proprietà terriera era frazionata fra numerosi proprietari, in particolar modo borghesi, e questo indica la prosperità del borgo, che andò in crescendo anche nei secoli successivi la fine del medioevo. Nel XIX secolo Stradella era divenuto il secondo comune dell’Oltrepò per popolazione, ottenendo nel 1865 il titolo di città.
Alla fine del XIX secolo fu avviata una profonda revisione urbanistica, con la demolizione delle due porte, con il tracciato della Strada Nuova parallelo alla vecchia Romera, con la costruzione del Teatro e, poco dopo, dell’ospedale Gazzaniga. La costruzione della prima linea ferroviaria Tortona-Stradella nel 1854 fu un fattore decisivo per il progresso. Stradella fu anche capolinea di due linee tranviarie: quella per Voghera in funzione dal 1883 al 1931 e quella per Santa Maria della Versa in funzione dal 1929 al 1956.

Visitiamo Stradella
Il ritrovo è presso l’Infopoint, situato nei locali della Stazione Ferroviaria (ma parleremo di questa esperienza stradellina al termine del racconto della nostra visita).
Percorriamo via Martiri Partigiani, la strada che dalla Stazione porta al centro storico, dove al numero civico 5 c’è Palazzo Dalloglio: uno splendido edificio della seconda metà dell’ottocento progettato dall’architetto Casanova in stile lombardo, modificato quindi nel 1930 con notevoli interventi in stile liberty, stucchi, affreschi, graffiti e un bellissimo giardino.
Ci spostiamo quindi in piazza Vittorio Veneto: qui sorgeva l’antica Rocca inferiore che venne abbattuta a fine ‘800 per aprire la piazza del mercato. Sulla piazza svetta ancora l’antico simbolo di Stradella: la Torre Civica, di origine tardo medievale, unica testimonianza rimasta della città fortezza. La pianta è quadrata e nella parte superiore vi è collocato un ornamento con caditoie e merli ghibellini, aggiunto probabilmente nel XV secolo, mentre la cella campanaria fu innalzata nel 1835.
Sempre nella piazza possiamo vedere il monumento ad Agostino Depretis, il più illustre personaggio stradellino, politico e uomo di governo: si tratta di un’opera in bronzo risalente al 1894, realizzata dallo scultore fiorentino Antonio Bortone; interessanti i bassorilievi che rappresentano alcuni episodi della vita dello statista.
Stradella laboratorio fisarmoniche (Copy)Nella stessa piazza, sul lato sud, si affaccia Palazzo Guarini, realizzato nel 1650, poi rinominato Palazzo Dozza: bello il portale e la facciata con balconcini in ferro battuto; all’interno si trovano un ampio scalone, pregevoli soffitti e affreschi a carattere mitologico, purtroppo non visitabili.
Nella vicina via Marconi si può ammirare Palazzo Isimbardi, sede del Comune, fatto costruire nel 1656 dal marchese Pietro Isimbardi Mendoza. Si tratta di un fabbricato di notevole ampiezza il cui nucleo principale, a forma di U, presenta una facciata semplice, un piccolo giardino con vasca e un cortile interno con porticolo e colonne. Vi si conservano affreschi barocchi, scene di caccia e paesaggi cinesi; di grande fascino lo scalone, la sala Depretis e la cappella, oggi Sala della Cultura; nel palazzo soggiornò per un breve periodo il Parini.
Nella piazzetta antistante c’è la cinquecentesca Fontana dei Quattro Cannoni da dove, già in epoca medioevale, sgorgava l’acqua proveniente dal colle di Montalino. Il nome deriva dalla dizione dialettale delle quattro cannule dalle quali sgorga l’acqua che, convogliata dalla collina attraverso appositi canali sotterranei, si immette nelle due sottostanti vasche di granito.Quest’acqua, freschissima fu bevuta nel 1706 alla mensa del principe Eugenio di Savoia, di passaggio a Stradella.
Proseguendo incontriamo la Chiesa della Misericordia (Oratorio) che risale alla fine del Seicento, al cui interno si conservano le spoglie di San Deodato. Vi troviamo mobili originali dell’epoca, il coro, l’altare di San Giuseppe, con la tela del santo ad opera del pittore Araldi che la dipinse nel 1721, e una statua in legno dell’Addolorata. Ai lati due affreschi che rappresentano i cicli della vita di Gesù Cristo.
Subito dopo, al numero civico 68, Palazzo Longhi, edificato nel XVIII secolo.
Ritorniamo sui nostri passi percorrendo la parallela via Cavour, dove si possono ancora osservare gli antichi palazzi edificati sulle mura del 1300 in quella che si può definire una “passeggiata architettonica”. Al numero civico 33 (nei pressi di vicolo Pozzobonello) troviamo una testimonianza del passaggio di Napoleone Bonaparte a Stradella: lo storico Palazzo Locatelli, dove l’Imperatore firmò vari editti, organizzò l’occupazione delle zone circostanti, ricevette le autorità locali e pianificò la famosa battaglia di Marengo.
museo-fisarmonica-stradella (Copy)Torniamo in piazza Vittorio Veneto per visitare la Chiesa Parrochiale dedicata a Maria Assunta e ai Santi Nabore e Felice. Aperta al culto il 21 aprile 1491, della struttura originaria rimangono solo il presbiterio e il transetto. Il resto dell’edificio fu realizzato e decorato in stile neoclassico nel 1837. Nell’interno a tre navate, si conserva un bell’altare in marmo e pietre preziose, opera della famiglia Sacchi di Pavia (1696). Tra le opere d’arte ricordiamo una pala d’altare di Pacifico Sidoli, il settecentesco coro in legno di noce e lo stupendo organo Serassi di Bergamo (1797) che vanta ben 24 canne. Gli affreschi dei pennacchi della cupola risalgono al 1845.
A metà della navata destra una porta conduce nella chiesa inferiore, la cripta detta “Scurolo”, in stile barocco, risalente al 1671: sulla parete del pianerottolo una lapide ormai erosa reca la data del 1471. I tre altari in marmo policromo risalgono al XVIII secolo e sono decorati con tele di pregio del pittore vogherese tardo settecentesco Paolo Borroni; si può ammirare anche un crocefisso ligneo del 1750.
Sempre sulla piazza Vittorio Veneto si affaccia Palazzo Boschetti, tipico esempio di barocco piemontese, con le sue colonne che creano un suggestivo porticato e i suoi balconcini .
Poco distante dalla piazza, in via Ammiraglio Faravelli, si può ammirare il Teatro Sociale, di particolare interesse storico. Costruito tra il 1846 e il 1849 dall’architetto Giovanbattista Chiappa, fu inaugurato nel 1850 e dal 1949 è monumento nazionale. La facciata è neoclassica e presenta sul portale d’ingresso un bassorilievo con un’allegoria del Teatro.
La struttura è stata concepita con tre ordini di palchi e una platea a forma di ferro di cavallo. Il palcoscenico presenta uno splendido sipario fatto a mano nel 1844, attualmente in restauro, che raffigura una scena dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Nei progetti originali la platea era chiusa da una cupola, che nel 1910 venne demolita per costruire il terzo ordine dei palchi e il loggione. Recuperato e riaperto nel 2006, ospita una ricca stagione teatrale.
In via Cesare Battisti, di fronte ai giardini pubblici, sorge la Chiesa della Versa, un antico oratorio dedicato a San Fermo e ora alla Madonna di Lourdes: a tre navate, nell’abside centrale possiamo vedere un affresco del pittore Pietro Delfitto raffigurante “L’ultima cena”. Sul retro (giardino Volontari del Sangue) si può ammirare la struttura originaria della Chiesa con il campanile.
Ritorniamo nuovamente in piazza Vittorio Veneto e imbocchiamo via Montebello. “Nel cuor, nel cuor di Stradella che è quella città dove tutte le armoniche di questa pianura sono nate e qualcuno le suona così… al dolce suono della fisarmonica di Stradella…” cantava Paolo Conte. Al civico 2, presso l’ex Asilo Infantile Garibaldi troviamo il Museo della Fisarmonica “Mariano Dallapè”. Non si tratta di un semplice luogo di esposizione ma una vera e propria testimonianza d’arte legata a una produzione che ha portato in tutto il mondo il nome di Stradella.
Teatro Stradella Alessia Bottaccio (Copy)Il Museo è articolato in tre sezioni: la prima documentaristica e fotografica, che conserva il pezzo più antico e pregiato: il prototipo di fisarmonica moderna realizzato da Mariano Dallapè nel 1871; la seconda dove sono esposti attrezzi da lavoro dell’incisore e dell’accordatore e preziosi fregi che adornavano gli strumenti, oltre alla suggestiva ricostruzione di un vecchio laboratorio artigiano; la terza espositiva, dove sono esposti i primi esemplari prodotti da varie fabbriche stradelline, tra cui la fisarmonica “liturgica”, adatta all’esecuzione di musica classica e dal suono simile a quello di un organo.
Sempre all’interno di Palazzo Garibaldi possiamo visitare anche il Civico Museo Naturalistico “Ferruccio Lombardi”: nato come “Museo del Po” si è ampliato fino a rappresentare e testimoniare l’intero Oltrepò Pavese. È composto da vari settori: geologico, antropologico, paleontologico; c’è una sezione dedicata ad animali e piante dell’Oltrepò, un’altra dedicata agli insetti e alla loro interazione con l’uomo (bachi da seta e api) e un’altra ancora relativa ad Ecologia e Ambiente.
(Visita di un museo euro 3,50; entrambi 5,50; agevolazioni per gruppi e scolaresche – Orari: lunedì, venerdì, domenica e festivi 15-18; martedì, giovedì e sabato 9-12; sabato, mercoledì 9-12/15-17,30. L’inizio della visita è consentito sino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. Per informazioni e prenotazioni: Centro Culturale – Tel. 038542069 – Biblioteca Civica 038544870).
Il quartiere dove sono i musei conserva alcune belle costruzioni del settecento, come l’austero Palazzo Gavina o l’armonioso Palazzo Olevano; al termine di via Montebello troviamo poi l’Ospedale Civile Sola-Forni-Gazzaniga, datato 1852, ora destinato ad altri usi dopo l’entrata in funzione di quello nuovo.
Imboccando Via De Petris, al numero 25 troviamo la casa dove nacque, lavorò e visse lo statista Agostino De Petris, che fu anche Presidente del Consiglio dei Ministri.
Partendo dall’antico Ospedale si sale per la visita alla Basilica di Montalino, le cui origini sono incerte e comunque remote (per alcuni intorno al 773, per altri al 934 e per altri ancora all’XII secolo). L’edificio, sicuramente realizzato nel luogo di una chiesa preesistente, è una costruzione in mattoni e blocchi di arenaria di stile romanico lombardo. La facciata a capanna presenta due monofore laterali, mentre l’interno, in parte restaurato, è strutturato in tre navate con pilastri in cotto, soffitto semplice e armonico a travi e abside ad archi. Si possono ammirare resti di affreschi del 1300, parzialmente rovinati: presso l’abside di sinistra vi è una Madonna benedicente, nell’abside maggiore una Madonna policroma è circondata da figure di santi, mentre nella navata sono ancora visibili i resti di una Madonna col bambino (per la visita ci si può rivolgere presso gli uffici del Comune).
La Rocca Superiore, domina la città ed è posta sull’ultimo colle dell’Appennino proteso verso il Po. Oggi è proprietà privata e presenta finestre differenti per foggia e struttura nonchè un loggiato cinquecentesco, chiuso in seguito a veranda.
Interessante la strada panoramica che passa sotto la Basilica di Montalino e che permette di avere una completa visione su Stradella e la sua pianura.

LOMBARDI: UN’OFFERTA CULTURALE ARTICOLATA E ATTENTA ALLE RISORSE

Pierangelo Lombardi (Copy)Pierangelo Lombardi, sino a maggio 2014 era il Sindaco di Stradella, ora è consigliere comunale e si occupa di Teatro, Circuiti Culturali, Infopoint: con il suo intervento tracciamo quella che è la “visione culturale stradellina”.
“Il Comune di Stradella da tempo persegue una visione strategica e ad ampio respiro della cultura, capace di coniugare tradizioni e specificità locali e territoriali con i più vasti orizzonti dell’intelligenza universale.
In tal modo si è posto, in questi anni, l’ambizioso obiettivo di progettare e realizzare un sistema culturale stabile, partecipato e condiviso, con un raggio d’azione aperto a un bacino territoriale ricco di associazioni e istituzioni culturali e capace di intercettare precise valenze di un territorio, attivando risorse disponibili, idee e competenze, ridefinendo spazi e strutture dedicate e sapendosi tradurre in un fattore economico importante che, mentre accresce la qualità della vita, può anche migliorare le condizioni materiali del vivere civile.
La presenza di un’offerta culturale articolata e l’attenta valorizzazione delle risorse culturali, materiali e immateriali, non possono non assurgere tra gli obiettivi espliciti, laddove la valorizzazione di un territorio passa attraverso la elaborazione e la diffusione del racconto che lo avvolge nel tempo e che consente a chi lo abita o a chi vi giunge di percepire il tutto – memorie e luoghi, sapori e culture – come frutto di una visione più ricca e matura.
Una visione strategica per il futuro richiama, in primo luogo, l’intensa esperienza delle politiche di sviluppo culturale attivate negli ultimi anni dal Comune di Stradella. Si è voluto proiettare, in questa visione, l’immagine di un territorio ben più ampia di quella limitata alla tranquillizzante ombra del proprio campanile. Un’idea di sviluppo legata alla capacità di attrazione che questo territorio può sicuramente esercitare.
In un’epoca in cui spazi culturali venivano chiusi e dismessi, il Comune di Stradella, in palese controtendenza, non ha cessato di considerare la spesa per la cultura come investimento, proponendosi quale polo di attrazione culturale per l’Oltrepò orientale.
In poco più di un decennio è andato consolidandosi un patrimonio culturale di primo piano, prima con la trasformazione dell’ottocentesco Asilo Infantile “G.Garibaldi” in Centro Culturale Polifunzionale, destinato ad ospitare la Civica Biblioteca, il Museo naturalistico dell’Oltrepò pavese e il Museo della Fisarmonica “M.Dallapé”; poi, ridando vita al Teatro Sociale e proponendone la centralità nella vita culturale del territorio; infine con la realizzazione dell’Infopoint multimediale, nell’ambito del progetto Stazioni in comune.
L’inaugurazione del Civico Museo della Fisarmonica all’interno del Centro Culturale Polivalente di Via Montebello ha rappresentato un’occasione significativa per riflettere sulle grandi scelte di politica culturale del Comune di Stradella.
Se è vero che il Museo Naturalistico dell’Oltrepò e il Museo della Fisarmonica, riconosciuti dalla Regione Lombardia e inseriti a pieno titolo nel Sistema Museale e Bibliotecario dell’Oltrepò pavese, sottolineano la forte identificazione della città e del territorio con lo strumento, invitando a cogliere ogni occasione per recuperare la memoria ed il valore culturale di una tradizione e di un segmento produttivo che, nato nelle botteghe artigiane di Stradella, é divenuto, nel tempo, una realtà tale da far conoscere il nome della città nel mondo, il restauro e la riapertura del Teatro Sociale (avvenuto nel 2006) hanno rappresentato un autentico laboratorio-cantiere di idee, stimolo e fermento di molteplici attività culturali, strumento produttore e propositore di cultura per il territorio di riferimento.
Va da sé che il restauro del teatro storico, legato al cuore, al volto, alla storia della città ha restituito alla collettività non solo un ‘bene culturale’ di prestigio, ma insieme, uno spazio naturalmente deputato alla promozione delle attività dello spettacolo.
Un’occasione, dunque, di grande portata per riconoscere nel Teatro Sociale un grande e nuovo baricentro per tutto il territorio, per le sue strutture di cultura (a partire dalla rete museale e bibliotecaria), per le sue molteplici manifestazioni culturali, per un patrimonio etnografico e di tradizioni che abbraccia un’intera area che dal Po sale alle cime del nostro Appennino (e basti dire, ancora una volta, del patrimonio culturale legato alla fisarmonica, di cui non può sfuggire anche il forte richiamo a valenza turistica).
Non solo, quindi, teatro come spazio di consumo, più o meno tradizionale, ma come luogo dinamico, aperto alle diversità delle arti e alle culture del mondo.
Da ultimo, il sistema culturale locale può contare sull’innovativo Infopoint multimediale. Uno strumento assolutamente originale – anche per la location (i locali della Stazione ferroviaria), capace di raccontare un territorio non solo attraverso i suoi beni tangibili, ma anche quelli immateriali. Un luogo e un dinamico motore di coordinamento dell’offerta turistica locale, dunque. Uno strumento capace di stimolare la consapevolezza sui valori della cultura, dell’ambiente, dell’accoglienza, dei saperi e dei sapori, come risorse fondamentali per un territorio e la qualità della vita delle persone che lo abitano, lo percorrono o sono intenzionati a percorrerlo, fino a farne emergere e a sottolinearne lo specifico profilo identitario.
La promozione della cultura e dell’arte; la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico; l’organizzazione e il sostegno a progetti culturali nel campo dello spettacolo dal vivo, dell’arte, della letteratura, della scienza; l’impegno, infine, nel valorizzare il patrimonio culturale attraverso una gestione integrata dei beni, materiali e immateriali, sono soltanto alcune delle forme attraverso le quali sarà possibile continuare a declinare questa visione della cultura come valore e forza rigeneratrice di un territorio”.

INFOPOINT MULTIMEDIALE: UN FIORE ALL’OCCHIELLO DI STRADELLA

Cinzia Montagna per Fabrizio (Copy)Cinzia Montagna, giornalista professionista, referente dell’animazione dell’Infopoint e del Magazine “Oltrepò Mondo” ci racconta che cos’è l’Infopoint Multimediale di Stradella, un’importante realtà del territorio.
“L’Infopoint Multimediale di Stradella è un luogo di comunicazione. E non soltanto perché da qui si comunicano i patrimoni culturali del territorio Oltrepò e i suoi eventi attraverso il sito www.infopointstradella.it e il magazine virtuale “Oltrepò Mondo” ad esso collegato. L’Infopoint è, strutturalmente, l’esempio tangibile di come un luogo dismesso possa essere riqualificato in senso culturale e aggregativo. La stazione di Stradella è funzionante ed è snodo importante da e verso Milano, Voghera, Torino, Piacenza. L’edificio della stazione, però, non era fruito da anni nella sua completezza, sino al 2013. Nel settembre 2013 fu inaugurato l’Infopoint, che ha sede in alcuni locali da tempo non utilizzati.
L’operazione ha più valenze. La prima è quella di riconoscere nella stazione di Stradella un edificio inserito nel tessuto urbano e sociale, vissuto quotidianamente, carico di un valore storico: la linea ferroviaria e la sua stazione furono voluti da Agostino Depretis, lo stradellino più illustre, statista in una fase del Risorgimento, che destinò risorse ed energie all’unità d’Italia. Tale unità fu messa in pratica a partire dal suo elemento di base: strade e ferrovie. In altre parole: collegamenti. E’ l’obiettivo dell’Infopoint oggi: collegare l’Oltrepò al mondo – da qui il nome del Magazine – utilizzando le strade di oggi, che sono quelle della comunicazione attraverso i media, Internet, i Social Network. Niente di nuovo, quindi, sotto il sole di Stradella a livello concettuale. Nuovo, invece, il concetto di Infopoint rispetto all’esperenziale: questo non è soltanto un luogo dove è possibile trovare dépliants, brochures e cartine, che pur ci sono. Qui si trovano progetti. Un progetto s’intitola, ad esempio, “DoveVivo” ed è un workshop già attuato con le scuole e che racconta il territorio anche a chi vive sul territorio. Lo scopo: fornire strumenti di trasmissione, rendere il territorio ambasciatore di se stesso verso i visitatori, i turisti, chi arriva. Prima del workshop sta la ricerca sul territorio, il suo studio, la sua traduzione in testi, immagini, filmati.
Lo scorso dicembre, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Stradella, è stato realizzato l’evento ‘Signori, in lettura!’ dedicato agli editori dell’Oltrepò. Per due giorni, gli editori hanno animato la stazione di Stradella con i loro libri e i loro autori, che parlano di Oltrepò. Tema: Il viaggio, con i libri, partendo da una stazione. Nella sede dell’Infopoint si va via via arricchendo una biblioteca su argomenti territoriali: guide, ma anche saggi e testi di approfondimento tematico. L’Infopoint non è fermo: è, a sua volta, un progetto dinamico che modula le proprie azioni in base alla domanda, anzi ponendo la domanda come prioritaria rispetto all’offerta. Captando, cioè, non soltanto le esigenze del territorio ma anche le aspettative di chi può essere stimolato a conoscere l’Oltrepò e i suoi valori di cultura, enogastronomia, monumenti, paesaggi, tradizioni”.
Le risorse che hanno consentito la realizzazione dell’Infopoint Multimediale di Stradella sono il “Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l’Europa investe nelle zone rurali. PSR 2007 – 2013 Direzione Generale Agricoltura” Asse 4 Leader – PSL Gal Alto Oltrepò Misura 313 “Incentivazione delle attività turistiche” con il cofinanziamento del Comune di Stradella. L’azione è inserita nel progetto “Stazioni in comune” con Rete Ferroviaria Italiana, Regione Lombardia (D.d.s. n° 1784/11) e ANCI Lombardia, mirato alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie.
Infopoint Multimediale di Stradella (PV) – Piazzale Matteotti c/o Stazione Ferroviaria – Tel. 3458886033 – www.infopointstradella.it – info@infopointstradella.it
Facebook – Skype – Twitter – Flickr – Youtube – Vimeo: Infopoint Stradella


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un commento su “STRADELLA: LA CITTA’ DELLA FISARMONICA